Utente 490XXX
Gentili dottori, vi scrivo perché vedo il mio futuro e quello della mia famiglia molto nero, ma questo non mi arreca dolore o preoccupazione. Simulo le emozioni, di gioia o dolore che siano a seconda della situazione. Dopo un periodo di forte stress in cui avevo perso il contatto con la realtà, adesso sono tornato "normale". Vedo le persone come cose estranee. I miei sono divorziati da 18 anni. Mio padre mi ha mantenuto gli studi per otto anni e da un giorno all'altro gli ho detto che avrei trovato un lavoro, adesso lo sento di rado e so che non esce più di casa per la vergogna in paese o delusione. L'ho distrutto. In più è in difficoltà economiche, ma se devo essere sincero non mi preoccupo. Da 6 mesi vivo da mia mamma e lavoro da lei, un lavoro totalmente diverso rispetto al mio percorso di studi. Ho assistito a sfuriate pesanti tra lei e il nuovo marito perché credo che non volessero che io mi trasferissi qui dati i precedenti burrascosi tra noi. Abbiamo rischiato di perdere la casa. Ho fatto è continuo a fare pressioni psicologiche e qui nessuno vive bene, ma la cosa che mi stupisce è che non mi interessa, nemmeno l'idea di mandare per strada la mia famiglia. In 8 anni di studio non sono riuscito ad acquisire le normali competenze per poter lavorare nel mio campo, ma questo loro non lo sanno perché di l'impressione di essere intelligente perché faccio domande nelle conversazioni, ma in realtà non sono interessato. Non ho hobby. Dopo un periodo di stress e una relazione finita male in cui credo di aver avuto delle psicosi, aggredivo verbalmente tutti, ho creato discussioni in famiglia e la cosa non mi dispiace. Non ho amici, quelli che avevo nella precedente città non li sento più, dicevano che ero poco di compagnia. Adesso non sanno che mi sto creando una nuova identità qui, loro non mi conoscono bene e pensano che io sia triste per la storia finita male o per il lavoro/studio. Ma la realtà è che nella vita ho sempre recitato. Ho avuto un periodo in cui mi sentivo morto dentro. Sono totalmente privo di empatia o di rimorsi per tutto quello che sto facendo. Insomma non sono normale. Un mio professore molto sveglio mi diceva che visto da fuori sono uno che cambia spesso idea, borderline mi diceva ridendo. Nell'ultimo anno ho aggredito due persone, tra cui un amico che avevo provocato. Avevo bevuto e chi mi conosceva diceva che sembravo un'altra persona. La cosa strana è che sorriderei sempre, anche di fronte a situazioni drammatiche. Ma in quel caso ovviamente simulo dispiacere. Penso a cose brutte ma quando parlo non riesco a dirle. Per un periodo ho pensato che gli altri capissero cosa avevi in testa, poi ho notato che l'azione conta più di quello che penso, gli altri non leggono nella mia mente. Non so come spiegare a tutti che è il caso che io chieda aiuto a uno specialista. Perché in realtà recito molto bene, e mentirei anche in quel caso. Ma che senso ha la vita se non provi emozioni? Mio nonno prende le serenase, credo soffra di schizofrenia, ma in famiglia le chiamano le gocce per dormire. Fin da piccolo ho avuto episodi di sonnambulismo e ancora ad oggi spesso urlo nel sonno. Mia mamma credo sia psicopatica, vedo se una persona prova sentimenti o no.
Spero possiate farmi capire

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La descrizione è vaga e non dirimente.

Deve sentire il parere di uno psichiatra dal vivo se ritiene di avere problematiche o sintomi di qualche tipo.

Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 490XXX

La ringrazio per la risposta.

Mi farò vedere da uno psichiatra dal vivo

Cordiali saluti