Utente 494XXX
Cari dottori, vi scrivo per illustrarvi a situazione di mio padre.

Papà ha 51 anni, soffre di depressione ed assume psicofarmaci da quasi 30 anni, ad oggi Compendium e Daparox.

Sebbene io non abbia conoscenze approfondite in materia di psicologia, credo di aver individuato alcuni tratti che potrebbero combaciare con le descrizioni che si trovano online su due disturbi: quello bipolare e quello di narcisistico della personalità.

Papà è in grado di passare mesi in uno stato di depressione, sostanzialmente sdraiato sul divano senza uscire per più di una volta a settimana da casa. E' rabbioso, frustrato, cerca costantemente il conflitto, vuole comandare su tutto e su tutti ed è solito uscirsene con frasi del tipo "se io dico una cosa tu la fai, punto, altrimenti ti spezzo le ossa". Si lamenta di tutto: dei pasti, di come siamo vestiti, delle nostre abitudini in generale, letteralmente di qualsiasi cosa.

Circa ogni due mesi, mostra un cambio repentino dell'umore che dura fra i 2 ed i 4 giorni. La prima cosa che noto è comincia a parlare, incessantemente. Può andare avanti per una giornata intera, parla di ambiziosi progetti lavorativi di dimensioni spropositate che dovrebbe mettere in piedi nel giro di pochi mesi, di come sia sul punto di diventare nuovamente ricco (non lo è mai stato), e così via. Si vanta di presunte amicizie importanti, di conquiste amorose fatte in passato, si glorifica in qualsiasi modo e maniera. Diventa ingombrante, possessivo, snervante. Deve avere sempre l'ultima parola, mostra un bisogno viscerale di avere SEMPRE ragione, anche quando sfodera argomentazioni decisamente "improbabili". E' di un'incoerenza tale che a volte mi chiedo se lo faccia di proposito, non esiste alcuna congruenza né tra ciò che dice in due momenti diversi, né fra ciò che dice e ciò che effettivamente fa'.

La vita accanto a lui è sempre stata molto difficile, ma nell'ultimo anno ho cominciato seriamente a preoccuparmi: per 3 volte ha avuto degli attacchi di rabbia in cui ha tentato di mettermi le mani al collo, minacciato con una bottiglia di vetro e strillato contro mia madre, e qualche mese fa si era messo in testa di tenere la pistola carica sotto il divano, a suo dire per proteggersi da eventuali rapinatori che avrebbero potuto fare irruzione in casa. Per una settimana abbiamo dovuto vederlo tirare fuori la pistola e puntarla al muro, finché non gli ho chiesto di rimetterla via e beccato una marea di insulti per questo ( "sei una femminuccia", "sei un frocio", "ho cresciuto un figlio fifone", e così via).

Giusto ieri è uscito verso le 10 di sera (cosa che non fa mai) e tornato con una mano palesemente "scorticata", come se avesse dato un pugno a qualcosa.

Ci sarebbero tantissime altre cose da dire, ma il senso rimane quello.

Mia madre è completamente (e colpevolmente) succube, lui non ne vuole sapere di tornare in terapia, io ho paura ad andarmene e lasciare mio fratello piccolo in questa casa.

Che cosa dovrei fare?

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Dr.ssa Nicole Romeo

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Da quanto riferisce (tenga presente che è un consulto online) suo padre ha un disturbo bipolare...con fasi depressive e episodi di eccitamento accompagnati da aggressività, idee di grandezza (delirio di grandezza) ...
La terapia che assume da tanti anni non è dunque giusta dato che è costituita da associazione di una benzodiazepina con un antidepressivo....mentre in questi casi è necessaria la terapia con stabilizzatori dell'umore e/o antipsicotici .
La pistola mi preoccupa molto.
Lei dovrebbe rivolgersi ai servizi sociali e con essi alle forze dell'ordine...Non può tenere un'arma da fuoco. Non si cura adeguatamente...può essere interdetto...
Ripeto che questo è un consulto online.
Si rivolga prima possibile a un centro di salute mentale /servizi sociali/ forze dell'ordine.
La saluto cordialmente
Dr.ssa Nicole Romeo medico chirurgo specializzata in psichiatria psicoterapeuta
Dr.ssa Nicole Romeo
Medico Chirurgo
Specializzata in Psichiatria
Specialista Psicoterapeuta