Utente 102XXX
Salve dottori,
ho 34 anni ed ho effettuato 3 anni fa una terapia con prednisone (deltacortene) da 50mg e poi a scalare (8 mesi circa in totale) per curare il morbo il crohn con fistole perianali. Fortunatamente mi ha dato sin da subito giovamento sulla patologia gastrointestinale..però ho subìto tutta una serie di effetti collaterali: insonnia ed energia incredibile per circa un mese, incremento di peluria, confusione mentale, faccia lunare (gonfia), meno sensibilità al freddo, formicolio di labbra ed arti, effetti rientrati una volta scalata la dose a quantitativi via via sempre più bassi. Una fame mai avuta prima, passavo dal dolce al salato per poi tornare al dolce e di nuovo al salato, di continuo, senza sosta, non avevo il controllo, non riuscivo a fermarmi... nonostante la sensazione sgradevole di pienezza di stomaco non c'era verso di fermarmi dal mangiare! Con la consapevolezza anche di avere una patologia a livello intestinale! e purtroppo questa impulsività alimentare non è rientrata come gli altri effetti collaterali. Quest'impulsività prima dell'assunzione del medicinale non ce l'avevo mai avuta.. non sono mai stata magra.. ma non sono mai stata fissata col peso, col cibo, tant'è che non sono mai andata da una nutrizionista/dietista per una dieta, ho iniziato tutto dopo il cortisone e mi sembra di non riuscire a uscire da questo circolo vizioso! L'anno scorso ho infatti iniziato una dieta chetogenica perchè purtroppo con il morbo di crohn patisco molto la stanchezza essendo in condizione di costante infiammazione nonostante la remissione clinica della malattia... ed effettivamente la chetosi mi sta danno un pò di energia in più, però purtroppo le abbuffate (e circolo vizioso impulso-vergogna-ecc) ci sono sempre... mi sono documentata e mi sono rivolta al centro disturbi alimentari che mi ha indirizzato verso un percorso psicologico per cui c'è un attesa di mesi.. (sto iniziando comunque una psicoterapia di gruppo) - e un percorso farmacologico (topiramato ora sono a 150mg/gg) dicono che dovrò arrivare a 200mg per binge eating.

il cortisone allora ha davvero alterato in qualche modo in il mio modo di essere/pensare/funzionare?
il mio problema non penso sia tanto psicologico quanto dovuto all'assunzione di questo farmaco, quindi ha senso psicoterapia per risolvere il binge? (fermo restando l'utilità della psicoterapia per tutta una serie di altri problemi tipo fiducia in sè stessi ecc..) o è tutto legato?
c'è modo di tornare a come ero prima? a non essere così ossessionata dal peso, dal cibo? dall'abbuffarmi?
questa situazione mi sta davvero rovinando la vita...il mio pensiero è sempre qui purtroppo...
se prima pesavo 70kg e non era un problema...adesso mi sembra una tragedia e la vivo malissimo.. mi rendo conto di come vedo le 2 differenze di pensiero il "prima del cortisone" e il "dopo" e non so come fare (e ovviamente mi viene voglia di abbuffarmi - e già solo il pensare di abbuffarmi mi fa vergognare)..

Grazie dell'attenzione.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Se le è stato consigliato un percorso terapeutico per un disturbo del comportamento alimentare è possibile che sia stata esclusa una permanenza di effetto collaterale per l’utilizzo del farmaco.

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[#2] dopo  
Utente 102XXX

Grazie per la risposta dottore,
in realtà la mia psichiatra sostiene che magari il mio impulso sarebbe stato presente ma latente a vita, quindi magari senza cortisone non si sarebbe mai manifestato.
La mia domanda era in realtà se tornerò mai quella di un tempo..o ormai visto che l'impulso è venuto fuori sono da considerare alla stregua di tutte le altre persone con binge eating... e quindi al di là del motivo per cui è venuto fuori...(cortisone)...devo comunque seguire tutto il percorso di terapia farmacologica e psicoterapia..
si penso di essermi risposta da sola :(