Utente 435XXX
Purtroppo ho da sempre problemi di umore, ansia sociale, ansia in generale...
Ho assunto diversi farmaci.
Noto in me una particolarità: se un farmaco mi è utile a stare meglio, l'effetto non si protrae nel tempo, o meglio in genere un farmaco mi fa effetto in media per un anno; nel momento in cui il farmaco smette di agire non solo non mi dà più beneficio ma assumendolo mi fa stare peggio. Sono cinque anni che assumo farmaci e mi sono accorto di questo.
Per rendere l'idea, in passato ho assunto daparox per la prima volta; Prendevo solo daparox e sono stato benissimo, però questo stato di benessere è durato solo per poco più di sei mesi (anche se si è provato ad alzare il dosaggio...). Dopodiché ho aggiunto altri farmaci, ma il daparox l'ho dovuto interrompere (quasi all'improvviso) perchè assumendolo i miei sintomi peggioravano.
Ora da circa un anno assumevo solo lamictal e si è verificata di nuovo la stessa cosa: il farmaco non fa più effetto e quindi se assumo il farmaco peggiorano i sintomi. Tant'è che da circa un mese sto riprendendo (solo) il daparox e va bene. Quindi sono passato dal lamictal al daparox togliendo il primo quasi di colpo, e riuscendone bene.
Questo è quello che noto nel mio organismo!
Seguendo questo ragionamento, prevedo che il daparox mi aiuterà per non molto tempo quindi il mio intento è quello di scalare pian piano questo farmaco e contemporaneamente aggiungerne un altro.
Vorrei fare questa mossa nel periodo in cui si sta bene, senza aspettare di avere una ricaduta che può causare gravi ripercussioni sulla vita privata e lavorativa...
Certamente io non sono uno specialista e sono sempre stato seguito, ma è capitato qualche volta di aver fatto di testa mia su alcune cose (cioè scalando il farmaco velocemente, al contrario di quello che dicono gli specialisti di scalarlo molto lentamente) e di avere effettuato la mossa giusta (visto che se avessi scalato il farmaco lentamente sarei stato male...).

Il mio star bene o star male non dipende da fattori esterni / da quello che mi accade, ma da come posso intuire, in me c'è una componente biologica che mi porta a stare male (cioè per me è un qualcosa di genetico)...
La psicoterapia finora si è sempre dimostrata inefficace.


So che magari è difficile dare una sentenza con queste poche informazioni.

Mi piacerebbe sapere
1) Se vi è capitata una persona con caratteristiche simili di risposta ai farmaci...
2) Il mio potrebbe essere un buon ragionamento? Potrei provare a fare questo passaggio ad altro farmaco?


Spero di poter ricevere spiegazioni e consigli su quale mossa attuare, materiali dove poter approfondire la mia situazione...

Spero di ricevere più risposte!

Grazie mille!

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Le scelte terapeutiche dipendono dallo psichiatra che la segue direttamente.

Lei ha un atteggiamento di voler autogestire la terapia e di comprenderne meccanismi che non sono ignoti.

È possibile che non abbia efficacia perché la diagnosi di trattamento richiede altri approcci.

Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 435XXX

Il fatto è che quando il farmaco arriva a non avere efficacia mi crea anche problemi... Cioè, seguendo una scala da 1 a 10, mettiamo caso abbia disagio 6, se assumo il farmaco arrivo a disagio 8...
Cosa è probabile che si verifichi all'interno dell'organismo per avere tale reazione?

Sto cercando di capire un po' come funziono... Visto che poi ognuno reagisce in modo diverso...

[#3] dopo  
Utente 435XXX

A causa di una ricaduta, ho iniziato da qualche giorno ad assumere il bupropione... Lo assumo da 6 giorni a 150 mg e continuo a notare quel che sostenevo prima:

Se assumo il daparox sto peggio, ho fatto questa mattina una prova, ho evitato di assumere il daparox e sono stato meglio...
E ho assunto la dose di daparox in serata scalandolo da 15 a 10 mg...

Quando il farmaco non mi aiuta più, mi crea ulteriori danni...
Detta in modo ignorante, è come se dopo un tot di tempo il farmaco che mi aiutava si trasforma in veleno per il mio organismo.

E' probabile sia valida questa mia tesi (visto che già mi è capitato più volte)?

Ribadisco che sto cercando di capire il mio organismo per avere maggiore esperienza in futuro...

Potrà sicuramente aiutare chi legge:
la mia è una depressione endogena, o almeno così dovrebbe essere, valutando l'esperienza di questi cinque anni...

Spero di ricevere risposte! Magari da più specialisti!
Ne sarei davvero grato.