Utente 491XXX
Buonasera, ho 28 anni e ho spesso attraversato nella vita fasi di ansia-attacchi di panico quasi sempre legati alla paura di una specifica malattia. Quando avevo 19 anni sono stata seguita da uno psichiatra, le altre volte in cui sono stata male ho deciso di non curare con psicofarmaci, tentando di superare le mie paure da sola e credendo di esserci riuscita. Stavolta è tornata la paura e l'ansia che, da gennaio, non è stata concentrata sulla paura di una singola malattia, ma varie e una dietro l'altra. La paura principale è, ovviamente, quella della morte, ma nello specifico, nelle ultime settimane, della SLA, malattia che mi fa molta paura in quanto mia nonna è morta di questo poco prima che nascessi. Scrivo qui per capire se i sintomi che provo possono essere frutto della costante tensione dell'ultimo periodo della mia vita. Da quando ho letto i sintomi di questa malattia, sento costantemente fascicolazioni generalizzate in tutto il corpo, che avvengono quasi solamente a riposo e sono costanti nel piede (parte interna), da qualche giorno anche nell'altro piede (stesso punto), polpacci, cosce, glutei e più raramente braccia e mani. Spesso avverto formicolii e sensazione di spilli soprattutto mani e piedi.Giovedì 17 maggio sono andata da un neuro-psichiatra che ha riscontrato un forte disturbo di ansia e collegato i sintomi a quest'ultima, nonostante non mi abbia visitato per escludere malattie fisiche. Scrivo per avere un ulteriore parare in merito a questi sintomi che mi mandano completamente nel pallone. 5 giorni fa ho iniziato la cura che mi ha dato il neuro-psichiatra ( EN E LAROXYL). Avrei tre domande:
1) è possibile che la mia ansia e ipocondria mi facciano provare queste sensazioni e che,più ci penso, più aumentino?
2) la cura prescritta mi aiuterà a non provare più queste fascicolazioni che mi stanno facendo impazzire?
3)quanto tempo devo aspettare perchè la cura inizi a dare gli effetti sperati?
Chiedo aiuto perchè queste sensazioni stanno diventando un'ossessione e solo quando sono distratta nelle faccende della mia vita mi sembra di non sentirle, ma non appena mi metto a letto o sul divano ecco che ricompaiono e mi fanno solamente preoccupare. Grazie in anticipo.

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Questa cura mi pare orientata sui sintomi, piuttosto che sulla diagnosi, che attiene ad una preoccupazione insistente e crescente sulle malattie.
Non vorrei quindi che la cosa sia stata presa come un trattamento dei sintomi che riferisce in rapporto alla paura delle varie malattie, e che in uno stato ipocondriaco sono tipicamente "fumosi". SIcuramente non c'è un farmaco anti-ipocondriaco.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 491XXX

Buongiorno Dott. Pacini, non capisco cosa intenda per "questa cura mi pare orientata sui sintomi, piuttosto che sulla diagnosi". Se è possibile, potrebbe rispondere alle domande che le ho posto? Grazie comunque.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Che mi pare una cura basata sui sintomi che riportato, tranne che sul sintomo che mi pare dominare il tutto, cioè l'ipocondria.

L'ipocondria consiste nel concentrarsi sul corpo, quindi certamente è fonte di sintomi spesso indefiniti e paradossali come intensità riferita rispetto alla compromissione oggettiva o ai riscontri oggettivi.
Quanto al resto, la seconda è una domanda del tipo "la cura serve a far star meglio", per cui non è una vera domanda.
I tempi se si cura un'ipocondria sono di 1-3 mesi, se si cura un panico sono di 1 mese circa, la diagnosi non mi pare ancora ben definita ma la cronologia più o meno è di questo tipo.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 491XXX

Grazie per le delucidazioni. Lei scrive questo, in un suo testo trovato qui, : "La diagnosi di disturbo di somatizzazione, o di ipocondria, non si effettua per esclusione e basta, ma soprattutto per la presenza dei sintomi psichici caratteristici di queste condizioni. ".
La mia domanda è infatti: i miei "sintomi" quali fascicolazioni diffuse, che sembrano aumentare in maniera direttamente proporzionale all'ansia, sono uno di quei sintomi che lei chiama CARATTERISTICI di un disturbo di somatizzazione o di ipocondria?
Il neuro-psichiatra da cui son stata per avere rassicurazioni in merito alla sla, non ha preso in considerazione l'idea di visitarmi (ribadendo che se gli fosse sorto il minimo dubbio sulla mia salute fisica, non avrebbe esitato a visitarmi), e mi ha dato direttamente la cura. Ho scritto qui per questo. Per avere un parere sulla decisione presa dal medico con cui ho avuto a che fare la scorsa settimana. Se vorrà rispondere, gliene sarei grata. Un saluto

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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No, i sintomi caratteristici dell'ipocondria sono quelli relativi al modo e alla maniera con cui la persona si preoccupa dei sintomi e gestisce questa preoccupazione, tra esami, richieste di rassicurazione e angoscia.
Non si intende ovviamente il "sintomo" che uno riferisce come oggetto di preoccupazione.
Dr.Matteo Pacini
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