Utente 505XXX
Buongiorno ringrazio lo staff di medicitalia per il prezioso servizio che offre e tutti I medici che mettono a disposizione I loro tempo.
Raccontero brevemente la mia storia.
Nel 2013 inizio a fumare sporadicamente cannabis per poi sviluppare una vera e propria psicosi da cannabis (verso giugno/luglio ero gia psicotico) dove la tematica principale della psicosi era credere di essere spiato. Nel novebre del 2014 vengo portato al CIM e mi viene somministrato invega 9 mg la realta parallela cade nel gennaio del 2015 e proseguo la terapia fino al maggio per poi autosospenderla per 2/3 settimana e subito ripresa dopo la romanzina della psichiatra(giustamente) proseguo la terapia fino settembre/ottobre per poi autosospenderla nuovamente ma la psichiatra non diede molto peso fino ad arrivare nel marzo del 2016 dove ho una seconda ricaduta senza utilizzo di sostanze ed vengo etichettato come disturbo delirante mi viene somministrato lo xeplion 150 ad oggi da 75 e il contenuto era sempre lo stesso cioe essere spiato.
Se puo essere da aiuto non sono mai stato ricoverato.
La mia perplessita consisteva nel fatto che la seconda ricaduta fosse dovuta dal fatto che la cura per la psicosi da cannabis avesse avuto una terapia inferiore ad un anno (come letto nei consulti qui su medicitalia) e questo abbia portato alla seconda ricaduta e possibile questo???.
Visto il mio recupero lo psicologo parla psicosi reattiva breve ma non si sbilancia troppo.
In famiglia da entrambi I genitori non ci sono malattie di questo tipo a parte una cugina di mio padre che credo soffra di bipolarismo.

Cordia saluti

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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"Visto il mio recupero lo psicologo parla psicosi reattiva breve ma non si sbilancia troppo."

Menomale, perché sono cinque anni che è dietro alle ricadute, quindi per ipotizzare una psicosi reattiva breve non capisco a quale categoria si faccia riferimento.

Le forme più frequenti di psicosi associate a cannabis è quella bipolare, e il decorso intermittente sarebbe un altro elemento coerente con questa ipotesi.
Resta da chiarire come mai sospenda le cure, e se l'uso di cannabis nel frattempo sia proseguito.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 505XXX

Grazie della risposta
Quando arrivai al cim nel 2014 la psichiatra mi domando se avevo assunto qualche droga e io risposi che avevo assunto cannabis da li la diagnosi di psicosi da cannabis e che la terapia sarebbe durata un anno invece ho avuto la seconda ricaduta sensa utilizzo di sostanze nel marzo del 2016 (dove avevo gia
autosospeso invega nel settembre/ottobre del 2015 di mia volonta ma la psichiatra sembrava d'accordo e non me lo fece riassumere) e da li la diagnosi di disturbo delirante.
L'utilizzo dI cannabis e finito dal lontano 2014 al limite mi concedo una birra il sabato sera ma poi basta.
Le diverse sospensioni delle terapia nella prima ricaduta era dovuta al fatto del malessere successivo alla psicosi:studio all'universita e non riuscivo a combinare nulla provavo a studiare ma era tempo perso e cio lo imputavo alla terapia farmacologica e non alla decorso della psicosi dove so che la terapia fa da peso ulteriore.


NB:la seconda ricaduta non ero sotto antipsicotico (invega) sospeso 4/5 mesi prima.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Ci sono diversi antipsicotici, quindi se non ne tollera uno, se ne prova un altro in genere.
Abbiamo due episodi, in realtà non staccati, fino a prova contraria, perché il secondo avviene subito dopo la cessazione della cura.
Le psicosi in cui la persona prosegue l'uso dopo la prima psicosi, e in cui comunque i sintomi non peggiorano subitissimo dopo la cessazione della terapia, è più probabilmente bipolare, in senso puramente statistico.
Dr.Matteo Pacini
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