Utente 501XXX
Salve, vi scrivo benché sia conscio del circolo vizioso delle mie richieste di rassicurazione, tuttavia siccome provare non costa nulla, ecco la mia domanda: la sonorizzazione del pensiero può essere legata all'ossessivitá?
Mi spiego meglio: Due anni fa ho vissuto il periodo più nero della mia vita. Nessun trauma particolare, piuttosto il protrarsi di schemi comportamentali negativi che mi hanno portato a sviluppare un forte timore di non essere in grado di prendermi cura di me ed una bassissima autostima.
Qualii schemi?
La dipendenza dalla mia famiglia, l'incapacità di essere assertivo, il dubbio costante, il terrore di fallire.
Da un anno in oltre facevo uso di cannabis regolarmente ( uno spinello al giorno ) e se da una parte questo mi permetteva di rilassarmi, dall'altro aumentava le mie paranoie. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un forte episodio di derealizzazioe.
Dopo di che ho smesso di fumare, ho cominciato ad andare dallo psicologo, ho abbandonato il lavoro di famiglia ( mettendo in qualche modo a tacere i sensi di colpa e la paura ) ho trovato ora una professione più consona alle mie in inclinazioni, ho ripreso a studiare privatamente per conseguire il diploma ( da ragazzo avevo abbandonato la scuola ) ho inciso il mio primo CD ( sono un musicista ) sono andato in vacanza da solo ed ho modificato molte dinamiche nocive della mia vita.
Insomma, quella crisi si è rivelata una risorsa... E di ciò non posso che essere grato.
Eppure, una nota stonata da allora continua a risuonarmi: l'ipocondria; Il terrore di impazzire; in sostanza di aver sofferto due anni fa di psicosi. O peggio, di avere un disturbo bipolare o schizofrenico e chi più ne ha più ne metta.
Ho parlato di questo al mio psicoterapeuta, e lui non ha mai risposto chiaramente, limitandosi a parlare di dubbio patologico.
Tuttavia internet, si sá, per gli ansiosi è un girone infernale di autodiagnosi. E così ho potuto, da blasfemo, indagare moltissimi dei miei sintomi. I più li ho confrontati con il mio psicologo, che sempre ha preferito parlare di tendenze più che di disturbi veri e propri.
Eppure, il mio dubbio di essere sano o folle ( perché sempre di dubbio si tratta ) ad intermittenza continua a ritornare in concomitanza alle mie scelte ( quelle che ritengo più complesse ) che prima bramo e da cui poi rifuggo.
Ora, ad esempio, sono particolarmente preoccupato per la questione della sonorizzazione del pensiero, esperienza che mi è capitato di vivere, o dai pensieri slegati nel dormiveglia, che ancora mi capita.
Ciò che vorrei chiedervi perciò è:
1 - mi consigliate una visita psichiatrica per una diagnosi ?
E, di nuovo: la sonorizzazione del pensiero può essere legata all'ossessivitá ? Oppure, potrei confonderla o esasperarla involontariamente con la mia tendenza ad ipervigilare?
Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Carbonetti

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Una cosa sicura è che lei non è nè è stato psicotico, e in più ha delle risorse invidiabili.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
Specialista in Psichiatria Forense
Viterbo-Terni-

[#2] dopo  
Utente 501XXX

La ringrazio molto pe la celere e gentile risposta Dr. Carbonetti.

Rileggendo ciò che ho scritto riconosco di aver omesso alcuni dettagli... come l'umore oscillante o la mia tendenza alla paranoia; non tanto nella sospettositá esagerata d'esser ferito, quanto più nel timore di essere " imbrigliato/imprigionato " da alcune situazioni. Timore che ritengo venga in parte generato dalla mia dipendenza verso le opinioni altrui, dalla paura di deludere e dunque dalla mia tendenza ad assecondare visioni di me che non mi appartengono ( Non perché queste mi vengano imposte, quanto più perché io me le autoimponga ).

Tuttavia, sì, la sua risposta mi ha certamente rincuorato. E benché in me sembri ancora restio ad allontanarsi quel disagio ( mai soverchiante ) che provo a ondate...correlato all'ipocondria, al dubbio, alla difficoltà nel prendere decisioni, alla rimuginaizone costante , al bisogno di qualcosa da risolvere... Resterò ben concentrato nel ricordarmi essere incasinati non significa necessariamente essere malati