Utente 905XXX
Salve,
Mio padre è malato psichiatrico da molto tempo, diciamo da quando sono nata. È stato ricoverato diverse volte in cliniche psichiatriche quando io ero piccola, ed è stato seguito da molti psichiatri, ma la sua “malattia” non se ne è mai andata. Ha avuto molti alti e bassi... periodi in cui alternava la depressione totale a momenti di schizofrenia in cui urlava frasi sconnesse in pubblico...e noi dovevamo chiamare i carabinieri per calmarlo.
Poi piano piano ha smesso di lavorare ed è diventato sempre più “isolato” dal mondo.
Infine, quando avevo 12 anni, ha tentato il suicidio davanti a me e mia madre, subito dopo quell’evento (ed altri eventi “minori” in cui cmq è stata chiamata l’ambulanza per TSO) mia madre ha chiesto il divorzio e non ha voluto più saperne di lui. Mio padre da allora vive da solo.
Io sono figlia unica e sono l’unica che si occupa di lui insieme ad un assistente sociale che una volta a settimana va a portargli le medicine (prozac, anafranil, zoloft) che puntualmente non assume.
Io vado a trovarlo e aiutarlo nei lavori di casa un paio di volte a settimana (lavoro full time con un impiego che mi porta spesso fuori in trasferta, quindi non riesco a fare di più).
Il resto del tempo lui è completamente solo ed isolato dal mondo. Si riempie di televisione e libri sulla religione.
Non esce quasi mai di casa.
Adesso ha 63 anni ma vedo che è sempre meno autonomo nel vivere da solo (non mangia, non si lava, le rare volte che esce di casa, esce in pigiama nel centro della città...) e io non so come gestire questa situazione. Sono sola e tanto stanca, mia madre fa finta di non conoscerlo e nè mio marito nè io desideriamo prenderlo in casa nostra. Vorremmo presto un figlio e non ci fideremmo mai a lasciarlo in casa con lui...
Non so davvero come uscire da questa situazione ...
Oggi ha fatto l’ennesimo accesso in pronto soccorso e io non posso ogni volta prendere i permessi da lavoro... sono obbligata dalla legge ad assistere mio padre?
Lui è economicamente indipendente, ma non vuole nessuno che lo aiuti (badanti o assistenti familiari).
Nell’ultima crisi il medico ha parlato addirittura di crisi epilettica... va di pari passo con la malattia psichiatrica o è una cosa a sè?

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Con la collaborazione del centro di salute mentale in cui è carico suo padre può stabilire di metterlo in una struttura specifica per malati psichiatrici dove può essere seguito continuativamente senza che lei debba per forza andare a fare cose.

Tramite accordi specifici vi è compartecipazione tra Comune, ASL di appartenenza e familiari alla spesa che deve essere sostenuta per mantenere suo padre in struttura.

Dr. F. S. Ruggiero

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