Urgente: effetti collaterali farmaco

Buongiorno caro medico, spero di avere una risposta celere, perché questo episodio mi sta sconfortando e creando ansia.

Ieri sera ho preso abitualmente la mia terapia Quetiapina 50 rp e Trittico 100.

Dopo 40 minuti ho iniziato a sentire sonnolenza e nel giro di 5 minuti non mi reggevo più in piedi, palpitazioni, vertigini, occhi pesanti, nausea e crampi intestinali, ho raggiunto il letto a fatica credendo di svenire e le orecchie fischiavano.

Dopo 10 minuti è passato tutto e sono rimasta insonne.


Mi erano capitate già situazioni come questa, anche se di minore entità, quando prendevo Quetiapina 150 RP, poi il mio psichiatra mi ha portata a 50 rp e sono sempre stata bene.


Il mio percorso è stato difficile, da qualche mese a questa parte ho raggiunto un bel traguardo, esco senza paure e affronto la vita, purtroppo a me basta un episodio che non comprendo per aprirmi gli scenari più disparati ed iniziare a sentire ansia.


Può essere che abbia rilasciato tutto il principio attivo subito?
L'ho presa normalmente, a stomaco vuoto come ogni giorno.

Stamattina ho assunto la terapia normalmente ossia Quetiapina 50 non RP, mi sento ansiosa e triste, continuo a pensare a ieri sera e mi demoralizzo.


Ringrazio di cuore.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.5k 990 248
La sua diagnosi qual'è ?
Se quando prendeva una dose maggiore gli episodi erano di entità minore, non vedo il nesso col fatto che ragioni come se dovesse essere un effetto del farmaco (oltretutto rp).
Sembra un ragionamento "da panico", in cui si identifica il problema in un fattore esterno, anche se è contro logica.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

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Utente
Utente
Che bello che mi ha risposto lei Dottor Pacini, un Dottor Pacini mi ha letteralmente salvato la vita, può forse essere lei?
Comunque non mi era arrivata la notifica della sua veloce risposta.
Non so che pensare Dottore, mi sto preoccupando, pensavo di aver raggiunto grandi traguardi, ho avuto un trascorso importante e difficile a causa di ansia generalizzata , depressione, dipendenza e dismissione , ne sono uscita ad aprile 22 dall'ultimo ricovero e ho lavorato tantissimo su me stessa, vincendo l'agorafobia e prendendo di petto gli attacchi di panico, sono seguita da psichiatra psicologa ed anche loro mi riconoscono un buon percorso...
Adesso invece è qualche giorno che mi sento strana, so che l'ansia la dovrò sempre tenere come compagna di viaggio, ma avevo imparato a non lasciarla vincere, ho tanti problemi Dottore in tutti i campi, ma nulla di nuovo per cui io mi debba sentire più in ansia, eppure sento certo sintomi che mi spaventano tantissimo, da un lato lo spavento innescato dalla paura ( anche poco fa alzandomi dopo cena mi sono sentita svenire con conseguente panico, stessa situazione che mi ha portata al pronto soccorso due settimane fa, un tonfo al cuore e sensazione di svenimento imminente), paura della morte imminente, dall'altra la paura di tornare punto e a capo.
Non posso permettermelo, ho una madre anziana a cui pensare, una casa da gestire e sono solo io.
So che sono a rischio ricaduta, questo mi è stato detto alla dimissione, rischio per colpa delle condizioni ambientali.
Ma sto lottando, non voglio ritrovarmi a vivere "ascoltandomi" il cuore, evitando tutto per paura di stare male, mi sono bruciata mezza vita così.
Non capisco come mai di nuovo.
E ricominciano le solite frasi ossessive e intrusive , le solite paure.
Io non so se ci può essere un nesso al fatto che mi ha impressionato la morte di un uomo giovane di arresto cardiaco improvviso, un uomo del mio paese, da allora ho iniziato a cercare informazioni e guarda caso adesso mi sta tornando l'ansia.
Ero riuscita anche a fare sport quotidianamente, mi allenavo un'ora e mezza al dì e stavo benissimo, avevo rimesso massa e pure i kg persi, ho smesso per il caldo e non riesco più a trovare lo stimolo.
È sempre tutto come una strana scaletta la mia vita, devo fare tutto e se poi una cosa viene meno causa forze maggiori non riesco più a "risistemare".
Ho sempre quella sensazione che morirò di morte improvvisa e se ci penso piango.
Mercoledì vedrò la mia psicologa e gliene parlerò, con il mio psichiatra mi vedrò a gennaio per la terapia.
Assumo Quietapina : 50 la mattina, 25 il pomeriggio e 50 rp la sera e il trittico da 100 la sera.
È che troppe volte ultimamente dopo la terapia serale mi sento male, tant'è vero che accelero tutto per poter essere a letto per l'ora della terapia, ma mi sto perdendo tanto, cene con amici, uscite e anche solo guardare la TV.
È che una riduzione la vedo difficile se comunque sto attraversando una riacutizzazione d'ansia e un cambio farmaco mi fa paura.

Scuso Dottore il lungo sfogo, a volte per me è terapeutico anche solo il poter scrivere e sfogarmi.
La saluto cordialmente, non posso scrivere cose personali, ma vorrei davvero capire se è lei quel Dottor Pacini che nel 2022 mi propose un ricovero extra regionale che mi ha davvero salvata
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.5k 990 248
Chiedo quale sia la diagnosi perché la cura non è per un disturbo di panico, per cui sorge il dubbio che la matrice del disturbo, che poi si può esprimere anche con sintomi ansiosi, sia diversa. Di questo però dovrebbe essere a conoscenza, nel senso che la quetiapina serve solitamente ad altro. L'unico farmaco che agisce un po' di più la sera è il trittico, ammesso che sia quello a rilascio veloce; il resto no, per cui se si aspetta che la quetiapina faccia effetto la sera quando la prende, non è così. L'effetto farmacologico è uguale la sera o la mattina.

Dr.Matteo Pacini
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Utente
Utente
Grazie per la possibilità di interloquire con lei Dottor Pacini.
Allora la diagnosi mia è disturbo d'ansia generalizzata in soggetto di cluster b.

Ho cominciato a stare malissimo nel 2020 con ansia continua, attacchi di panico e agitazione che mi han portata ad un calo ponderale di 10 kg, ricoverata per anoressia nervosa ( mi creda Dottore io non mi sono mai autoindotta il vomito e ho sempre mangiato se per anoressia nervosa si intende questo) .
Non è stato un ricovero facile, sembrava non mi credessero, mi hanno cambiato dicerse terapie, ricordo Olanzapina, Zoloft, Pregabalin, Litio, ma ogni volta non funzionava, ho avuto diversi ricoveri, poi è successo che le transaminasi sono andate alle stelle e l'emoglobina è scesa a 9, mi hanno fatto un wash out dei farmaci, una trasfusione di Ferrinjet e da lì mi è stato prescritto il Rivotril dato che l'ansia era ancora ingestibile, da allora per un anno e due mesi ho preso 70gtt /dia di Rivotril, è successo che ne sono diventata dipendente, senza però avere effetti, forse assuefazione? Di conseguenza l'ansia aumentava, è insorta anche una brutta depressione e continuavo a perdere peso, il mio psichiatra ha provato a scalare il Rivotril ma avevo crisi d'astinenza piuttosto forti.
È successo che durante un accesso al PS per una forte crisi di panico ho incontrato questo Dottor Pacini che mi ha consigliato un ricovero presso una nota struttura in Emilia Romagna ove praticavano la dismissione tramite pompa elastomerica, in 5 giorni sono riuscita a farmi ricoverare, mi han fatto tre pompe elastomeriche perché le crisi d'astinenza erano troppo forti, dopo due mesi mi hanno dimessa, non stavo bene fisicamente, tremori a scatti, debolezza e eccessiva magrezza , 41kg.
Pian pianino con determinazione sono riuscita a rimettere peso, per mesi non riuscivo ad uscire di casa, mi veniva paura, poi pian pianino ce l'ho fatta .
La mia terapia all' uscita consisteva in 2 compresse al dì di Keppra 500 per prevenzione, 50 Quietapina al mattino, 50 al pomeriggio e 150 RP la sera e il Trittico normale da 100.
Con il tempo la terapia è stata scalata ed ora prendo: 50 Quetiapina mattina, 25 Quetiapina pomeriggio, 50 Quetiapina rp la sera e il trittico è restato invariato.
Le benzodiazepine non me le hanno più date, su di me creano assuefazione.
Finalmente mi sentivo benissimo, e invece ora ricomincio a sentire sintomi d'ansia soprattutto al mattino, queste strane presincopi e io mi spaventa ed innesco quel meccanismo di rimuginio ed evitazione.
Non ho mai saltato un incontro di psicoterapia e non riesco a capire cosa sta succedendo in me di nuovo.
Non posso tornare indietro .
Le auguro una buona giornata Dottore e grazie davvero.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.5k 990 248
Non credo di averle consigliato io la cosa, anche perché sinceramente, descritta così, non ne vedrei il senso. Ha tolto un farmaco di cui assumeva una dose comunque non fuori dal range terapeutico, assuefatta ma non a ogni effetto. Non ne sentiva gli effetti, certo, assumendolo regolarmente, e questo forse Lei pensa sia un segno negativo. No, è il contrario, è quando un farmaco lo sente che non ci siamo con la valutazione dell'effetto vero e proprio.
Adesso, dopo aver sospeso il rivotril, probabilmente è tornato fuori il problema però, non è detto che questa mossa abbia avuto un senso preciso rispetto al rivotril, invece rispetto alla quetiapina si.
Però non vorrei avesse a che fare con l'uso della quetiapina per togliere le benzodiazepine, che non so per quale motivo non mi è nuova.
Quindi può darsi che le abbia fatto bene la quetiapina, anzi penso di sì. Ma togliere il rivotril non saprei proprio. Rivedrei la cosa col suo medico.

Dr.Matteo Pacini
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Utente
Utente
Grazie della risposta Dottore, con il mio psichiatra mi vedo ogni tre mesi a volte quattro, potrei chiamare il cps e farmi anticipare l'appuntamento.
Lui ritiene che io stia bene ora, da una parte quando l'ho visto ( 18 settembre) effettivamente stavo molto bene, niente ansia, nessuna paura, tant'è che per un attimo lui voleva togliermi la Quetiapina del pomeriggio e poi ha detto che faremo la prossima volta.
Ovvio che l'ansia che ho adesso non è paragonabile a quella del 2020, ma è quella! Quelle sensazioni che mi riportano indietro.
È sempre comunque stata con me, ma non sfociava come adesso in palpitazioni, vertigini, voglia di piangere, distensione addominale, reflusso e chi più ne ha più ne metta... c'era perché comunque a me la dispnea ansiosa non è mai del tutto passata, mi viene ogni mattina e mi viene quando devo parlare con persone che non conosco bene ( divento tipo logorroica col fiatone).
Ma alla fine questi sintomi erano il meno peggio, riuscivo a vivere senza guardare gli altri vivere da una finestra.
So che la Quetiapina non è una bzdp , mi han detto che serve a calmare e per i doc, io ne ho sofferto tanto di doc e pensieri intrusivi, ogni tanto riaffiorano ma non così prepotentemente come prima.
Per quanto riguarda le crisi vere e proprie d'ansia forse dovrei avere una benzodiazepina, magari solo al bisogno, una volta prendevo En , circa 15 GTT al bisogno e ce la facevo.
Quando tutto è andato fuori controllo io non prendevo nulla per la paura di esagerare, forse ho sbagliato io.
Adesso le benzodiazepine non me le danno più, ho una boccetta di En ma non le prendo perché ho sempre seguito le indicazioni mediche e non ho mai fatto di testa mia.
Mi dicono che il DAG non guarisce mai, che devo conviverci, lo sto facendo accettando sensazioni che peggiorano la qualità della vita notevolmente, però di fronte alle crisi, anche con la buona volontà non è facile.
Ok respiro , ok mi ripeto che non morirò, ma è debilitante aspettare che passi.
Forse qualche goccia al bisogno mi aiuterebbe.
Cercherò di parlare mercoledì alla mia psicoterapeuta e vedere di fissare un appuntamento anticipato con lo psichiatra.
Quando dico che non posso permettermi di ricadere è perché ho una madre anziana da accudire che mi dà tanti problemi, è un rapporto conflittuale e difficile , ma non posso delegare a nessuno questa problematica, io avrei solo voglia di fuggire da tutto, situazione familiare, ambiente in cui vivo, persone che conosco.
Ma resto qui, perché c'è chi ha bisogno di me e quel cordone ombelicale forse non è mai stato tagliato e forse è un po' la causa di tutto
Vedremo Dottore, intanto grazie ancora di cuore.
[#7]
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Utente
Utente
Mi ero scordata Dottor Pacini che il 18 ottobre son stata portata dall'ambulanza in PS a seguito di quell'evento presincopale.

Le scrivo gli esiti dei vari esami
Globuli bianchi 7,92
Globuli rossi 3,72
Emoglobina 10.0
Ematocrito 32,7
MCV 87,9
MCH 26,9
MCHC 30,6
Piastrine 298

Tempo di protrombina 1,09

Tempo di tromboplastina parziale attivata 1,12

-glucosio 90
urea 29
creatinina 0,67

Sodio 139
Potassio 3,7
Cloruro 107
Amilasi 43
Transaminasi AST/GOT 26
Transaminasi ALT/GPT 25
Colinesterasi 10109
LDH 146
CK 93

P-Troponina I ad alta sensibilità inferiore a 2,2
CK-MB massa 0,8

Proteina C reattiva 1,1

ECG NEGATIVO.

Questi i risultati.
Come sempre si evidenzia un'anemia.
Sono anni che ho questo problema, mi avevano fatto la trasfusione di Ferrinjet ma dopo qualche mese è tornata a scendere.
Premetto che avevo avuto il ciclo da pochissimi giorni ma mi ha fatto strano che il medico, fra l'altro molto gentile, non abbia tenuto in considerazione i valori bassi, anzi mi ha detto che se vedevo qualche asterisco di non farci caso.

Ho sempre fatto cicli di Tardyfer e vitamina B12 , sopportati a malapena per via dei miei problemi gastrici e intestinali.
[#8]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.5k 990 248
La quetiapina è stata data per il disturbo di tipo B. Quello è il motore centrale. E fin qui ci siamo. Ma anche altre medicine possono aiutare, e il rivotril non era "negativo" in questo senso, né soltanto il fatto di assumerne un tot di gocce regolarmente indica una "dipendenza", può essere uno stato di assuefazione, il che semplicemente ha delle implicazioni nel momento in cui lo si voglia togliere. Ma alcune funzioni le mantiene, altrimenti non servirebbe a niente se non nell'immediato. Quindi quella storia lì forse va riletta, ma di buono c'è che ha avuto una diagnosi e una cura. Probabilmente, a parte che la dose non è alta, serve qualcosa per corroborarla.

Dr.Matteo Pacini
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Utente
Utente
Appunto mi serve un aiutino, cercherò di parlarne con il mio psichiatra, in genere mi tiene molto in considerazione e mi ascolta.
Grazie davvero di cuore per la pazienza, per i suoi consigli , la professionalità e la preparazione Dr Pacini.
Ho letto che si potrebbe avere un colloquio con lei online e che mi pare abbia un ambulatorio anche nella mia città.
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