Ansia, emetofobia e negatività: come uscire dal tunnel?
Sono un ragazzo di 24 anni.
Da un anno sono in cura con 10mg Escitalopram 10mg+Lexotan al bisogno per degli attacchi di panico iniziati come somatizzazione della mia emetofobia.
Ora, noto dei bei miglioramenti riguardo gli attacchi di panico e a livello fisico.
Però a livello mentale sono ancora abbastanza giù: anche quando sto bene non riesco a godermi il presente, penso sempre oggi sto bene, ma non ho motivo di essere felice perché potrebbe venirmi la nausea domani oppure oddio ma se fra mezz’ora vomitassi, quindi inizio a passare le giornate a sentire tutti i segnali della gola e dallo stomaco fino a farmi venire davvero la nausea per l’ansia.
Se dovessero esserci picchi risolvo con una pastiglia da 1, 5mg di Lexotan (ne prenderò massimo 7/8 in un mese perché ho paura della dipendenza).
Il fatto è, che anche se posso controllare i sintomi fisici con i farmaci, è veramente brutto vivere sempre in questa negatività, vivere sempre nell’ombra del vomito, tutto per una stupida influenza del 2012 che mi ha traumatizzato a vita.
Ho già provato sia la terapia psicodinamica che la cbt, però mi sa di avere la testa dura nel senso che è difficile togliermi i brutti pensieri dalla testa.
Avete un consiglio da darmi?
Da un anno sono in cura con 10mg Escitalopram 10mg+Lexotan al bisogno per degli attacchi di panico iniziati come somatizzazione della mia emetofobia.
Ora, noto dei bei miglioramenti riguardo gli attacchi di panico e a livello fisico.
Però a livello mentale sono ancora abbastanza giù: anche quando sto bene non riesco a godermi il presente, penso sempre oggi sto bene, ma non ho motivo di essere felice perché potrebbe venirmi la nausea domani oppure oddio ma se fra mezz’ora vomitassi, quindi inizio a passare le giornate a sentire tutti i segnali della gola e dallo stomaco fino a farmi venire davvero la nausea per l’ansia.
Se dovessero esserci picchi risolvo con una pastiglia da 1, 5mg di Lexotan (ne prenderò massimo 7/8 in un mese perché ho paura della dipendenza).
Il fatto è, che anche se posso controllare i sintomi fisici con i farmaci, è veramente brutto vivere sempre in questa negatività, vivere sempre nell’ombra del vomito, tutto per una stupida influenza del 2012 che mi ha traumatizzato a vita.
Ho già provato sia la terapia psicodinamica che la cbt, però mi sa di avere la testa dura nel senso che è difficile togliermi i brutti pensieri dalla testa.
Avete un consiglio da darmi?
Buongiorno
Mi pare di capire che, al di là dei sintomi fisici, l’ansia sia diventata un modo stabile di relazionarsi con se stesso e con il proprio corpo. L’attenzione costante alle sensazioni interne e il bisogno di controllo sembrano alimentare un circolo che mantiene viva la paura e la rende prevedibile, ma non superabile. Dal punto di vista sistemico, si potrebbe dire che la sua emetofobia funzioni come un linguaggio attraverso cui il suo sistema personale tenta di mantenere equilibrio e sicurezza. Intervenire solo sui sintomi non è sufficiente, è utile esplorare che ruolo ha questa paura nella sua storia, cosa protegge e cosa le impedisce di vivere.
Un percorso centrato sulle dinamiche relazionali e sul significato che l’ansia assume nella sua vita quotidiana potrebbe aiutarla a uscire dal meccanismo di controllo e a recuperare un rapporto più flessibile con sé stesso e con le proprie emozioni.
Resto a disposizione,
Mi pare di capire che, al di là dei sintomi fisici, l’ansia sia diventata un modo stabile di relazionarsi con se stesso e con il proprio corpo. L’attenzione costante alle sensazioni interne e il bisogno di controllo sembrano alimentare un circolo che mantiene viva la paura e la rende prevedibile, ma non superabile. Dal punto di vista sistemico, si potrebbe dire che la sua emetofobia funzioni come un linguaggio attraverso cui il suo sistema personale tenta di mantenere equilibrio e sicurezza. Intervenire solo sui sintomi non è sufficiente, è utile esplorare che ruolo ha questa paura nella sua storia, cosa protegge e cosa le impedisce di vivere.
Un percorso centrato sulle dinamiche relazionali e sul significato che l’ansia assume nella sua vita quotidiana potrebbe aiutarla a uscire dal meccanismo di controllo e a recuperare un rapporto più flessibile con sé stesso e con le proprie emozioni.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Elisabetta Carbone
Psicologa sistemico relazionale | Sessuologa clinica |
psicologa@elisabettacarbone.it | 351.777.9483
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 277 visite dal 13/10/2025.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Approfondimento su Ansia
Cos'è l'ansia? Tipologie dei disturbi d'ansia, sintomi fisici, cognitivi e comportamentali, prevenzione, diagnosi e cure possibili con psicoterapia o farmaci.
Consulti simili su ansia
- Terapia psichiatrica: ansia e mancanza d'aria a casa.
- ansia da prestazione e disfunzione erettile: come uscirne?
- Dolore al petto: cause, ansia e possibili rimedi?
- Trazodone e ansia notturna: effetto immediato o a lungo termine?
- Ragazzi di 26 anni e sangue nelle feci
- ansia: cambiare terapia peggiora, seguo schemi online. come gestire?
Consulti su disturbi d'ansia
- Ansia, emetofobia e negatività: come uscire dal tunnel?
- Tic al naso e aneurisma: correlazione possibile?
- Paura depressione e pensieri intrusivi: sono dovuti all'ansia?
- Storia di trauma e metanfetamina: guarigione possibile?
- Psicoanalisi e DOC: terapia utile o dannosa?
- Ansia e visita sportiva: l'ansia influenza i risultati?