Periodo difficile: ansia, tristezza, solitudine e difficoltà a gestire i problemi
Gentili Dottori, dopo la laurea, siccome il mio desiderio era fare ricerca scientifica, ho applicato per una borsa di studio.
Tuttavia, l'esperienza non è stata positiva.
Nonostante ciò, volendo ancora fare ricerca, due anni fa ho deciso di applicare per un dottorato, sebbene non fossi pienamente convinta per i noti problemi dell’università italiana.
Mi sono trasferita, con difficoltà a trovare un alloggio (ho trovato un piccolo monolocale) e ho iniziato con discreto entusiasmo, ma percependo subito diffidenza da parte dei nuovi colleghi.
Trascorsi i primi mesi, mi rendo conto che non c'era un progetto di ricerca definito e dopo due anni passati ad occuparmi di attività che non hanno portato ad alcun risultato e ad aiutare altri colleghi nelle loro attività, senza una reale supervisione, mi sento profondamente delusa.
La mia tutor/prof, assente e sempre impegnata per faccende burocratiche/personali, non è stata in grado di propormi alternative per salvare il mio dottorato.
Finirò probabilmente con lo scrivere la tesi su dati non miei, perché a nessuno interessa del mio percorso.
Penso di essere stata solo sfruttata e non posso fare altro che constatare di aver fatto (di nuovo) una scelta sbagliata.
Questa situazione, unita alla lontananza del mio compagno, con cui non riesco ancora a progettare un futuro (relazione a distanza da +10 anni, lui ha la mia età e sta per finire gli studi in medicina), alla lontananza della mia famiglia (sono fuorisede da diversi anni), alla mancanza di amici su cui contare e alla solitudine che provo sempre di più, è degenerata quest’estate quando nel mio condominio c’è stata un’infestazione di blatte.
Ho iniziato a vederne alcune anche nel mio appartamento e ho sviluppato una terribile fobia.
Non riuscendo più a dormire e mangiare tranquilla, ho chiesto disperata ad una mia collega di ospitarmi per un po’.
Ho passato un periodo molto stressante, non riuscivo a fare niente se non (soprav) vivere giorno per giorno.
Dopo la disinfestazione e l’arrivo dell’autunno, la situazione è migliorata e sono tornata a vivere regolarmente nel mio appartamento, ma non riesco più a sentirmi completamente tranquilla.
Sto cercando un nuovo alloggio, ma i prezzi sono elevati.
Ho iniziato anche a guardare gli annunci di lavoro, perché non so più se voglio terminare il dottorato (la cosa certa è che non voglio rimanere in università, non fa per me).
Mi sento in balia di questa situazione che vorrei cambiare, ma non so come.
Non so da dove iniziare per stare meglio: mi sento in ansia, come se vivessi in costante modalità sopravvivenza, ma anche triste e piango spesso.
Nonostante in alcuni momenti riesca a farmi forza e andare avanti, penso di essere stata sfortunata e mi sento senza speranza.
Naturalmente ho pensato di affidarmi ad uno/a psicoterapeuta, ma mi frena l’aspetto economico.
Detto questo, vi chiedo gentilmente dei consigli su come affrontare tutto questo, sentirmi di nuovo serena e riprendere in mano la mia vita.
Grazie tante
Tuttavia, l'esperienza non è stata positiva.
Nonostante ciò, volendo ancora fare ricerca, due anni fa ho deciso di applicare per un dottorato, sebbene non fossi pienamente convinta per i noti problemi dell’università italiana.
Mi sono trasferita, con difficoltà a trovare un alloggio (ho trovato un piccolo monolocale) e ho iniziato con discreto entusiasmo, ma percependo subito diffidenza da parte dei nuovi colleghi.
Trascorsi i primi mesi, mi rendo conto che non c'era un progetto di ricerca definito e dopo due anni passati ad occuparmi di attività che non hanno portato ad alcun risultato e ad aiutare altri colleghi nelle loro attività, senza una reale supervisione, mi sento profondamente delusa.
La mia tutor/prof, assente e sempre impegnata per faccende burocratiche/personali, non è stata in grado di propormi alternative per salvare il mio dottorato.
Finirò probabilmente con lo scrivere la tesi su dati non miei, perché a nessuno interessa del mio percorso.
Penso di essere stata solo sfruttata e non posso fare altro che constatare di aver fatto (di nuovo) una scelta sbagliata.
Questa situazione, unita alla lontananza del mio compagno, con cui non riesco ancora a progettare un futuro (relazione a distanza da +10 anni, lui ha la mia età e sta per finire gli studi in medicina), alla lontananza della mia famiglia (sono fuorisede da diversi anni), alla mancanza di amici su cui contare e alla solitudine che provo sempre di più, è degenerata quest’estate quando nel mio condominio c’è stata un’infestazione di blatte.
Ho iniziato a vederne alcune anche nel mio appartamento e ho sviluppato una terribile fobia.
Non riuscendo più a dormire e mangiare tranquilla, ho chiesto disperata ad una mia collega di ospitarmi per un po’.
Ho passato un periodo molto stressante, non riuscivo a fare niente se non (soprav) vivere giorno per giorno.
Dopo la disinfestazione e l’arrivo dell’autunno, la situazione è migliorata e sono tornata a vivere regolarmente nel mio appartamento, ma non riesco più a sentirmi completamente tranquilla.
Sto cercando un nuovo alloggio, ma i prezzi sono elevati.
Ho iniziato anche a guardare gli annunci di lavoro, perché non so più se voglio terminare il dottorato (la cosa certa è che non voglio rimanere in università, non fa per me).
Mi sento in balia di questa situazione che vorrei cambiare, ma non so come.
Non so da dove iniziare per stare meglio: mi sento in ansia, come se vivessi in costante modalità sopravvivenza, ma anche triste e piango spesso.
Nonostante in alcuni momenti riesca a farmi forza e andare avanti, penso di essere stata sfortunata e mi sento senza speranza.
Naturalmente ho pensato di affidarmi ad uno/a psicoterapeuta, ma mi frena l’aspetto economico.
Detto questo, vi chiedo gentilmente dei consigli su come affrontare tutto questo, sentirmi di nuovo serena e riprendere in mano la mia vita.
Grazie tante
Gentile Utente,
Una visita con uno psichiatra la aiuterebbe ad orientarsi. Il professionista vedendola di persona valuterebbe l’entità dei sintomi e l’eventuale beneficio di una terapia farmacologica. Certamente una psicoterapia sembrerebbe utile nel suo caso per divenire più consapevole di sé e dei percorsi di vita che andrà ad intraprendere. Ovviamente l’aspetto economico in tutto questo ha un suo peso che lei valuterà.
Cordialità
Una visita con uno psichiatra la aiuterebbe ad orientarsi. Il professionista vedendola di persona valuterebbe l’entità dei sintomi e l’eventuale beneficio di una terapia farmacologica. Certamente una psicoterapia sembrerebbe utile nel suo caso per divenire più consapevole di sé e dei percorsi di vita che andrà ad intraprendere. Ovviamente l’aspetto economico in tutto questo ha un suo peso che lei valuterà.
Cordialità
Dr. Roberto Di Rubbo
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 244 visite dal 15/11/2025.
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