Richiesta info su terapia e categoria migliore per risolvere i miei problemi
Salve, grazie in anticipo delle risposte.
Recentemente ho subito una rottura di 5 anni di relazione con la mia compagna (ha voluto interrompere lei), che a parte i soliti sintomi post-rottura moltiplicati esponenzialmente, mi sta portando ad una fase di analisi della mia vita.
In questi recenti mesi infatti ho avuto:
- Dipendenza emotiva totale dalla relazione
- picchi di ansia /depressione /apatia dovuta a insoddisfazione cronica
- pensieri ricorrenti di suicidarsi
- annullamento del desiderio sessuale
- confusione continua su direzione di vita e lavoro
- autostima pessima
Vorrei capire visto l'insieme qual'è la terapia che consigliate migliore per la mia situazione e chi può svolgerla,
Grazie
Recentemente ho subito una rottura di 5 anni di relazione con la mia compagna (ha voluto interrompere lei), che a parte i soliti sintomi post-rottura moltiplicati esponenzialmente, mi sta portando ad una fase di analisi della mia vita.
In questi recenti mesi infatti ho avuto:
- Dipendenza emotiva totale dalla relazione
- picchi di ansia /depressione /apatia dovuta a insoddisfazione cronica
- pensieri ricorrenti di suicidarsi
- annullamento del desiderio sessuale
- confusione continua su direzione di vita e lavoro
- autostima pessima
Vorrei capire visto l'insieme qual'è la terapia che consigliate migliore per la mia situazione e chi può svolgerla,
Grazie
Gentile utente,
Mi dispiace per il malessere che sta vivendo in questa fase della sua vita.
Quello che descrive riguardo al susseguirsi di malesseri dopo la fine della sua relazione sentimentale sembra legato a schemi mentali che già portava dentro di sè.
Infatti le nostre reazioni alle vicissitudini della vita, i nostri modi di vedere le cose, come anche il nostro modo di pensare, sono sempre il frutto di schemi mentali costruiti durante la nostra vita a seguito di esperienze, stile di attaccamento ed altri fattori bio-psico-sociali.
Il consiglio riguardo la strada da percorrere è sicuramente quello di iniziare un percorso con uno psicoterapeuta che possa farla sentire più a suo agio possibile: potrebbe fare infatti i primi colloqui conoscitivi con diversi professionisti, e valutare quale professionista l’ha fatta sentire più compreso, ascoltato ed accolto.
Elemento principale nel percorso psicologico è infatti il rapporto che va a crearsi tra professionista e paziente, che è ancora più importante dell’orientamento del professionista.
Se vuole comunque sia dei nomi di orientamento psicoterapeutico, sicuramente online avrà già letto che uno dei più consigliati è il cognitivo-comportamentale, come anche nel suo caso sarebbe ottimo il sistemico-relazionale. Altra cosa che potrebbe valutare è un terapeuta abilitato alla tecnica EMDR, tecnica annoverata per il superamento dei traumi.
Queste informazioni sono puramente generiche e resta più importante il discorso che le facevo più in alto.
Inoltre, se se la sente potrebbe anche valutare una visita psichiatrica al solo fine di aiutarla a gestire i sintomi che le stanno rendendo pesante il quotidiano.
Abbia speranza e non si abbatta, perchè ci sono molte strade che può scegliere.
La saluto cordialmente.
Mi dispiace per il malessere che sta vivendo in questa fase della sua vita.
Quello che descrive riguardo al susseguirsi di malesseri dopo la fine della sua relazione sentimentale sembra legato a schemi mentali che già portava dentro di sè.
Infatti le nostre reazioni alle vicissitudini della vita, i nostri modi di vedere le cose, come anche il nostro modo di pensare, sono sempre il frutto di schemi mentali costruiti durante la nostra vita a seguito di esperienze, stile di attaccamento ed altri fattori bio-psico-sociali.
Il consiglio riguardo la strada da percorrere è sicuramente quello di iniziare un percorso con uno psicoterapeuta che possa farla sentire più a suo agio possibile: potrebbe fare infatti i primi colloqui conoscitivi con diversi professionisti, e valutare quale professionista l’ha fatta sentire più compreso, ascoltato ed accolto.
Elemento principale nel percorso psicologico è infatti il rapporto che va a crearsi tra professionista e paziente, che è ancora più importante dell’orientamento del professionista.
Se vuole comunque sia dei nomi di orientamento psicoterapeutico, sicuramente online avrà già letto che uno dei più consigliati è il cognitivo-comportamentale, come anche nel suo caso sarebbe ottimo il sistemico-relazionale. Altra cosa che potrebbe valutare è un terapeuta abilitato alla tecnica EMDR, tecnica annoverata per il superamento dei traumi.
Queste informazioni sono puramente generiche e resta più importante il discorso che le facevo più in alto.
Inoltre, se se la sente potrebbe anche valutare una visita psichiatrica al solo fine di aiutarla a gestire i sintomi che le stanno rendendo pesante il quotidiano.
Abbia speranza e non si abbatta, perchè ci sono molte strade che può scegliere.
La saluto cordialmente.
Dottoressa Serena Vitale
Psicologa Clinica e della Salute
Psicosessuologa Clinica
Psicotraumatologa
https://serenavitalepsicologa.it/
Gentile utente,
Comprendiamo bene la sua situazione.
Attraverso poche parole, però, è difficile capire se si tratta di una situazione patologica oppure se si tratta di un grande dolore, peraltro prevedibile dopo la rottura di una relazione quinquennale.
Tenga conto che il dolore non è una patologia, è un normale (anche se impegnativo) processo che segue un lutto, cioè una perdita.
Talvolta però l'elaborazione del lutto può risultare problematica, il dolore può sembrare -o essere- insopportabile. Altre volte il lutto può mettere a fuoco aspetti del proprio modo di essere che prima non si erano presi in considerazione.
E dunque in questi casi è opportuno chiedere aiuto psicologico.
Mai come in queste situazioni, quel che conta è la relazione che si viene a creare tra il/la paziente e l* psicolog*; meglio se è anche psicoterapeuta, nel caso si evidenziassero degli aspetti che abbisognano di una terapia.
L* specialista che si occupa di 'aspetti affettivi' può risultare molto efficace nell'elaborazione del lutto.
Un elemento fondamentale che manca nel testo del suo consulto è questo:
>> Quando è avvenuta la rottura tra voi? Quanti mesi fa?
Questo dato può risultare essenziale per una risposta personalizzata.
Saluti cordiali.
dott. Brunialti
Comprendiamo bene la sua situazione.
Attraverso poche parole, però, è difficile capire se si tratta di una situazione patologica oppure se si tratta di un grande dolore, peraltro prevedibile dopo la rottura di una relazione quinquennale.
Tenga conto che il dolore non è una patologia, è un normale (anche se impegnativo) processo che segue un lutto, cioè una perdita.
Talvolta però l'elaborazione del lutto può risultare problematica, il dolore può sembrare -o essere- insopportabile. Altre volte il lutto può mettere a fuoco aspetti del proprio modo di essere che prima non si erano presi in considerazione.
E dunque in questi casi è opportuno chiedere aiuto psicologico.
Mai come in queste situazioni, quel che conta è la relazione che si viene a creare tra il/la paziente e l* psicolog*; meglio se è anche psicoterapeuta, nel caso si evidenziassero degli aspetti che abbisognano di una terapia.
L* specialista che si occupa di 'aspetti affettivi' può risultare molto efficace nell'elaborazione del lutto.
Un elemento fondamentale che manca nel testo del suo consulto è questo:
>> Quando è avvenuta la rottura tra voi? Quanti mesi fa?
Questo dato può risultare essenziale per una risposta personalizzata.
Saluti cordiali.
dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/
Utente
Salve, grazie per la risposta. La rottura è fresca (meno di 7 giorni fa).
Tuttavia alcuni (o tutti) aspetti che ho elencato erano in essere anche durante la relazione negli ultimi mesi.
Tuttavia alcuni (o tutti) aspetti che ho elencato erano in essere anche durante la relazione negli ultimi mesi.
Gentile utente,
A fronte di un evento accaduto solo qualche giorno fa, un dolore purtroppo acuto è prevedibile.
Troverà qui sul sito alcuni contributi sull' "elaborazione del lutto". Con questo termine, noi Psicologi intendiamo quel percorso che ogni persona è chiamata a fare quando viene colpita da una perdita:
- perdita di un amore,
- del lavoro,
- di un genitore.
L'elaborazione del lutto è un vero e proprio percorso interiore che prevede:
- varie tappe evolutive
- l'alternarsi di sentimenti diversi e talvolta contrastanti: la tristezza, l'incredulità, la rabbia, la nostalgia
- la durata di alcuni mesi, nei quali la persona rivede mentalmente la relazione, cerca di comprendere i motivi della rottura, si pente di certi propri comportamenti, idealizza l'altra persona ...
- ed infine la uscita dal tunnel.
Rispetto agli elementi che lei ha elencato nel consulto e che erano presenti nell'ultima fase della vostra relazione,
si potrebbe ipotizzare che alcuni afferiscano a quella fase di difficoltà personale e relazionale che caratterizza la fase precedente la chiusura.
Altri invece potrebbero rappresentare delle sue caratteristiche personali che sono satai messi a fuoco attraverso la relazione, ad es. la dipendenza affettiva, l'insoddisfazione, l'austima pessima.
Tenga conto che si tratta di pure ipotesi e spunti di riflessione, dato che tutto ciò viene approfondito in presenza con l* specialista a cui Lei si rivolgerà.
Comprendo che forse non sia nelle sue corde in queste ore la lettura,
ma se leggerà qualche riga di questi articoli vi si ritroverà, e si sentirà meno solo.
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/6782-affrontare-la-perdita-attraverso-l-elaborazione-del-lutto.html
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/5124-lutto-traumatico-e-qualita-del-legame.html
Ogni giorno che passa è un passo avanti nell'elaborazione del lutto.
Saluti cordiali.
dott. Brunialti
A fronte di un evento accaduto solo qualche giorno fa, un dolore purtroppo acuto è prevedibile.
Troverà qui sul sito alcuni contributi sull' "elaborazione del lutto". Con questo termine, noi Psicologi intendiamo quel percorso che ogni persona è chiamata a fare quando viene colpita da una perdita:
- perdita di un amore,
- del lavoro,
- di un genitore.
L'elaborazione del lutto è un vero e proprio percorso interiore che prevede:
- varie tappe evolutive
- l'alternarsi di sentimenti diversi e talvolta contrastanti: la tristezza, l'incredulità, la rabbia, la nostalgia
- la durata di alcuni mesi, nei quali la persona rivede mentalmente la relazione, cerca di comprendere i motivi della rottura, si pente di certi propri comportamenti, idealizza l'altra persona ...
- ed infine la uscita dal tunnel.
Rispetto agli elementi che lei ha elencato nel consulto e che erano presenti nell'ultima fase della vostra relazione,
si potrebbe ipotizzare che alcuni afferiscano a quella fase di difficoltà personale e relazionale che caratterizza la fase precedente la chiusura.
Altri invece potrebbero rappresentare delle sue caratteristiche personali che sono satai messi a fuoco attraverso la relazione, ad es. la dipendenza affettiva, l'insoddisfazione, l'austima pessima.
Tenga conto che si tratta di pure ipotesi e spunti di riflessione, dato che tutto ciò viene approfondito in presenza con l* specialista a cui Lei si rivolgerà.
Comprendo che forse non sia nelle sue corde in queste ore la lettura,
ma se leggerà qualche riga di questi articoli vi si ritroverà, e si sentirà meno solo.
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/6782-affrontare-la-perdita-attraverso-l-elaborazione-del-lutto.html
https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/5124-lutto-traumatico-e-qualita-del-legame.html
Ogni giorno che passa è un passo avanti nell'elaborazione del lutto.
Saluti cordiali.
dott. Brunialti
Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/
Questo consulto ha ricevuto 4 risposte e 61 visite dal 15/04/2026.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.