Attivo dal 2012 al 2016
non essendo esperta in materia spero di aver indirizzato bene il mio problema.. Circa un anno fa ho avuto un calo di pressione o attacco di panico non saprei. da lì giorno per giorno ho riscontrato molti problemi...non c'è giorno in cui io possa dire di stare bene in quanto mi imbatto quotidianamente in sintomi come: debolezza,giramenti di testa,vertigini,senso di svenimento,nausea o battito cardiaco accellerato accompagnati da manifestazioni kome mankanza di respiro,sudorazione e tremolio. Ho fatto piu volte le analisi del sangue ed erano positive. ho fatto anche un ECG anche quest ultimo risultato stabile...ho consultato piu volte il mio medico.. pensa che sia ansia e per questo mi ha prescritto un ansiolitico (lexotan se non ricordo male).. e non c'è stato nessun cambiamento. anzi piu vado avanti e piu mi spaventa la cosa. diciamo che ho paura di non uscirne mai piu. I sintomi sembrerebbero sintomi di ansia ma non ne sono tanto convinta.vorrei capire se davvero è ansia o potrebbe essere qualche altra cosa.. e se è ansia come posso liberarmene?

[#1]  
Dr. Daniela Benedetto

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Gentile ragazza considerato che fisicamente sta bene non possiamo che evidenziare apparentemente uno stato di ansia, almeno dai sintomi che lei descrive.
Diverse possono essere le cause, non ultima la giovane età e i repentini cambiamenti che la giovane età le propone.
Dovrebbe mettersi in grado di affrontare le dinamiche che sottendono il sintomo in modo accurato e soprattutto in un "luogo" adatto alla cura psicologica. (psicologo psicoterapeuta)
Il lexotan direi per fortuna non ha risolto. E' preferibile un approccio verso la comprensione e la risoluzione non tanto del sintomo ma dei meccanismi e delle dinamiche che lo sostengono.
Ci tenga informati
Dr.ssa Daniela Benedetto
Psicologa e Psicoterapeuta a Roma
tel. 3396306112 www.danielabenedetto.it
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[#2]  
Dr. Armando De Vincentiis

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(..)anzi piu vado avanti e piu mi spaventa la cosa. diciamo che ho paura di non uscirne mai piu. (..)

gentile utente le consiglio questa lettura

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/816-la-trappola-del-panico.html
Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
https://www.facebook.com/groups/316311005059257/?ref=bookmarks

[#3]  
Dr.ssa Valeria Randone

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Gentile Ragazza,
l'avere fatto tutti gli accertamenti ed il non avere trovato nulla di organico, non significa che lei non abbia nulla, ma che le cause sono "altre ed altrove".
Si rivolga ad uno psicologo-psicoterapeuta, per diagnosi clinica del suo disagio e, per dare un nome ed un volto ai suoi sintomi, sembra che il suo corpo si stia esprimendo con la sintomatologia pur di essere ascoltato.
V.Randone
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

[#4]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Cara Ragazza,

prse tutti i sintomi che descrivi sono insorti praticamente da un giorno con l'altro, a seguito di quel primo episodio di malessere, si può pensare che in quel periodo si sia verificato qualcosa che ti ha turbata molto e che ha generato o fatto emergere un disagio piuttosto importante.

Al momento vai a scuola, studi all'università, lavori o sei inoccupata?

Hai fatto bene a rivolgerti al medico di base per escludere che la causa di tutti questi sintomi fosse di tipo organico, ma purtroppo i medici a volte non hanno la preparazione adeguata per dare una risposta sensata e produttiva a persone che portano alla loro attenzione situazioni come la tua:

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/631-e-solo-ansia-stia-tranquillo.html

Il farmaco che ti ha prescritto è un sintomatico, un sedativo che avrebbe potuto aiutarti a stare meglio attenutando la sintomatologia ma non certo agendo sulle cause del tuo problema, che sono psicologiche e da trattare come tali.
Di conseguenza è comprensibile che tu non veda cambiamenti.
Tieni presente che di solito i farmaci prescritti per la terapia farmacologica dell'ansia non sono gli ansiolitici, ma fanno parte di una classe particolare di antidepressivi, gli ssri, quindi se ti fossi rivolta (o rivolgessi) ad un medico psichiatra molto probabilmente avresti ricevuto un altro tipo di prescrizione.

Il fatto che l'ansiolitico non ti abbia aiutata non significa quindi affatto che il tuo problema sia irrisolvibile, ma solo che finora non è ancora stata presa la strada giusta per risolverlo.

Rivolgiti con fiducia ad un nostro collega della tua zona per sottoporgli la situazione ed eventualmente valutare con lui anche l'opportunità di richiedere un supporto farmacologico (questa voltà, però, prescritto da uno specialista), soprattutto nel caso in cui i sintomi fossero particolarmente invalidanti e ti impedissero di svolgere le tue attività quotidiane.

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

[#5]  
Dr.ssa Serena Rizzo

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Cara ragazza,
comprendo il tuo avvilimento e senso di impotenza rispetto a tante manifestazioni a cui non riesci a dare una risposta, le quali stanno effettivamente compromettendo la qualità delle tua vita. I sintomi che ci ha descritto, non avendo una causa di natura medica, afferiscono sicuramente alla sfera psicologica. I sintomi da te riportati, se non affrontati con una psicoterapia, di solito molto efficace per la risoluzione di queste problematiche, tendono a rafforzarsi nel tempo. Infatti i pensieri negativi che tu tendi ad associare a tali manifestazioni ( ne uscirò mai? , è qualcosa di grave? ....) non fanno altro che rafforzare le tue emozioni, come l'ansia e la paura, creando un circolo vizioso che può essere spezzato solo andando all'origine del problema.
Non insistere con la terapia farmacologica: il non averne riscontrato giovamento è una riprova di quanto sia importante affrontare il problema da un punto di vista psicologico.
Anche se non adduci dirette cause di ordine psicologico al tuo malessere, probabilmente le stesse sono di natura inconsapevole, per cui ti sarebbe impossibile rintracciarle da sola.
Non sei sola, chiedi aiuto.
Ti saluto caramente,
Dott.ssa Serena rizzo
www.psicoterapiacognitivacampania.it
www.psicologipompei.it
www.psicologiabenevento.it
Dr.ssa serena rizzo

[#6] dopo  
Attivo dal 2012 al 2016
Ringrazio in primis gli specialisti che si sono preoccupati di affrontare il mio problema... Riflettendo sulle domande che mi sono state poste posso dire che anche io,quando ho iniziato a considerare l'ipotesi dell'ansia, ho creduto che la causa fosse qualche episodio in particolare....In realtà sono molte le problematiche che mi turbano spesso e da molto.. Poi essendo anche io un tipo molto riservato non ho mai affrontato il problema con nessuno,ne con un familiare,né con un amico.. Un episodio che mi ha turbato molto c'è stato, ed è accaduto un paio di giorni prima che mi sentissi male,però non ho mai voluto credere che il motivo fosse quello visto che è una cosa da "adolescenti " .. però chissà .. Evidentemente ogni persona reagisce in modo diverso.. Escluderei come causa gli studi visto che è successo tutto prima che la scuola iniziasse..A ciò vorrei aggiungere un'altra domanda.. Allontanare "determinati problemi" potrebbe servirmi a superare questi stati di ansia?
Cercherò comunque di mettermi in contatto con uno specialista con la speranza di riuscire a superare questo problema. Grazie ancora :)

[#7]  
Dr.ssa Flavia Massaro

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Ci puoi dire cosa è successo 2 giorni prima che ti sentissi male?

E in cosa consisterebbe il "problema" che ci chiedi se sarebbe utile allontanare?
Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
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[#8] dopo  
Attivo dal 2012 al 2016
Detto in parole povere un "tradimento" da parte di una persona a me cara! Torno a ripetere che considero una cosa da "adolescenti" e non credo sia questa la vera causa. A ciò però aggiungo che da quell episodio comunque ho trascorso periodi che mi hanno scosso parecchio psicologicamente. Periodi che ancora oggi continuo a trascorrere in quanto questa persona è ancora al mio fianco (per scelta mia ovviamente).. Perciò chiedevo se allontanare una delle persone che mi causano stress e nervosismo possa servire a migliorare le mie condizioni....Anche perchè credo sia giusto specificare che questi attacchi di ansia o di panico oltre a capitarmi da un momento all'altro mi capitano ogni qualvolta mi innervosisco imbattendomi in tutti i sintomi che ho elencato in precedenza!

[#9]  
Dr.ssa Sabrina Camplone

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Gent.le ragazza,
il compito dello Psicologo non è quello di suggerire comportamenti, ma di accompagnare la persona in un percorso che favorisca il superamento del conflitto interiore.Durante il colloquio psicologico potrai condividere il tuo vissuto senza essere giudicata ,ma avendo un interlocutore qualificato con il quale esplorare insieme le emozioni, rivelatrici di aspetti significativi del tuo modo di essere.
Puoi rivolgerti al Consultorio Familiare della tua ASL, non occorre l'impegnativa del medico di base.

http://www.aslsalerno2.it/web/index.cfm?id=E9981D22-C8F6-ACEE-48F2E7691A409647&assistenza-materno---infantile
Dr.ssa SABRINA CAMPLONE
Psicologa-Psicoterapeuta Individuale e di Coppia a Pescara
www.psicologaapescara.it

[#10]  
Dr. Emanuele De Berardinis

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Gentile ragazza
credo che possa esserti utile un lavoro psicoterapeutico che principalmente si concentri su due aspetti
1) spiegarti e farti comprendere il funzionamento della spirale del panico come ben descritto nell'articolo del dott De Vincentiis.
2) farti comprendere quali sono le emozioni che, diventando troppo intense, innescano una focalizzazione sul corpo, focalizzazione che porta alla spirale panica. In altre parole i pensieri catastrofici sul corpo sono un tentativo di fare fronte a una o più emozioni (positive o negative) divenute per te troppo intense e quindi corporalmente destabilizzanti. Oltre che per emozioni troppo intense, infatti, alcune persone si focalizzano sul corpo anche in conseguenza di azioni (salire di corsa le scale) o fenomeni fisiologici (digestione) che gli danno il senso di perdere la stabilità ( che per alcune persone è fortemente legata al mantenere entro un range soggettivo le risposte viscerali). Il problema della spirale panica si risolve quando gli si fa collegare il fatto che non gli sta venendo l'infarto, semplicemente avevano fatto le scale di corsa, ma loro questo così concentrati sul corpo non l'avevano notato! Vedi se anche questo non sia il tuo caso. Tornando ad una destabilizzazione da emozioni troppo intense ovviamente tale tentativo (sintomo pensieri catastrofici), che come detto può nascere per fare fronte ad una risposta emotiva troppo intensa, finisce per amplificarla ancora di più (spirale panica).
Quali sono queste emozioni che diventano "troppo"? A che eventi sono collegate? (può essere un evento forte ma anche una serie di eventi piccoli o lo stesso evento ripetuto per tanto tempo o un evento emotivamente minimo che diventa la goccia che fa traboccare un vaso emotivamente già colmo da tempo)
Qui la comprensione non può essere solo "di testa". Devi porre attenzione a ciò che accade emotivamente nella tua vita (siamo sempre in una condizione emotiva in ogni singolo momento della vita!). Nel momento in cui ti parte il sintomo (pensieri focalizzati sul corpo) invece di partire con la spirale dei pensieri panica prova a chiederti quale o quali emozioni sono divenute troppo intense e a che situazioni ( può essere un evento forte ma anche una serie di eventi piccoli o lo stesso evento ripetuto per tanto tempo o un evento emotivamente minimo che diventa la goccia che fa traboccare un vaso emotivamente già colmo) potresti collegarle.
Ovviamente questo lavoro necessita di uno psicologo psicoterapeuta che ti segua
Dr. Emanuele De Berardinis