Rimedi naturali per fobia sociale

Salve a tutti.Sono un ragazzo di poco meno di 30 anni affetto da Fobia Sociale ormai da una decade.
Premetto di aver assunto diversi anni fà degli psicofarmaci (inibitori della serotonina) con scarsissimi risultati abbinati a benzodiazepine.Abbandonai la terapia farmacologica dopo circa 6 mesi e non intendo più riprenderla.
Negli ultimi tre mesi ho cercato di combattere la mia patologia tramite la fitoterapia,nello specifico ed in ordine cronologico ho assunto per un mese (Aprile) delle gocce di biancospino;il mese successivo (Maggio) sono passato alla passiflora ed infine ho abbandonato anche quest'ultima ed ho cominciato (Giugno) con un integratore alimentare a base di iperico.
Sia per quanto riguarda il biancospino che per l'iperico durante il mese di somministrazione ho notato ed annotato che per i primi 10 gg di trattamento il mio stato psichico non trae benefici,nella seconda decade riesco a stare veramente molto bene,dopodichè l'ultima decade del mese sono punto e a capo.
Ora non so se continuare per un altro mese con l'iperico o cercare qualcos'altro.Sono molto confuso e sfiduciato da questa situazione poichè riesco per la prima volta a vedere un pò di luce in fondo al tunnel ma appena mi appresto ad uscirne ne vengo nuovamente risucchiato.
Perfavore rispondetemi.
Grazie.
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Se si tratta di fobia sociale non credo che troverà giovamento dai prodotti elencati. Se intende però proseguire per questa strada, dovrebbe sapere che noi non possiamo aiutarla perché lo psicologo non si occupa di "rimedi naturali", ma di consulenza e sostegno psicologico e se specializzato, di psicoterapia.

Oltre alla terapia psichiatrica ha mai pensato di rivolgersi ad un Collega per una psicoterapia?






Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it

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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

la fobia sociale può essere trattata bene attraverso la psicoterapia.
Ciò che ostacola il trattamento in genere è il tempo, perché se Lei -dopo dieci anni- non ha ancora preso in considerazione l'idea di curarsi seriamente, il disturbo tenderà a cronicizzarsi.
I medici che avevano impostato la terapia farmacologica non Le hanno mai consigliato una psicoterapia?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#3]
dopo
Utente
Utente
Il fatto è che lo psichiatra dopo avermi indicato la terapia farmacologica voleva(giustamente) che seguissi uno psicoterapeuta.
Il problema è che a me non va di incontrare nessuno specialista per vergogna ed in un certo qual senso pudore.Ho la maledettisima paura di poter riconoscere od essere riconosciuto.
Fino ai 19-20 anni ho avuto una situazione pscicologica abbastanza "nella norma".Dopodichè mi sono ammalato di una malattia cronica ed invalidante alle sacroiliache che per diversi anni mi ha sconvolto la vita (impossibilitato a dormire bene,funestato da dolori che rendevano difficile il camminare,impossibilità a stare seduto).
Tutto ciò ha fatto in modo che cominciassi a sentirmi inadeguato,la mia autostima è crollata,ed ho cominciato a guardare la gente che mi circondava con sospetto.Sembrava che tutti,dal tabaccaio alla commessa del supermercato,ce l'avessero con me.
Per quel poco di autostima che ancora mi è propria so di essere un ragazzo interlligente e capisco a mente lucida l'infondatezza dei processi mentali che si sono radicati nella mia psiche,ma detto ciò,non riesco a smontarli.
Ora la malattia alle sacroiliache è sotto controllo e per quanto riguarda lo stato di salute fisico-motorio posso affermare senza dubbio di stare bene.Quello che rimane è uno stato d'ansia generalizzato che a volte sfocia in fobia.
Ho assunto benzodiazepine a cicli di circa 4 settimane per 2-3 volte all'anno ma col passare del tempo l'assuefazione ha preso il sopravvento ed i benefici sempre minori.
Ora con gli integratori di iperico,come scritto nel messaggio precedente,durante questo primo mese di trattamento ho vissuto
10gg di vero benessere(non la prima decade del mese,bensì la seconda).Oggi,dopo aver passato male l'ultima decade del mese,comincio a stare di nuovo meglio.
La situazione,tra il paraddosale e l'ncredibile,è che ho visto la luce in fondo al tunnel,apprezzandone il bagliore,per poi cadere nuovamente.
Io vorrei sapere se questa alternanza di stati emozionali è la premessa ad una stabilizzazione in positivo dell'umore e se è possibile scartare a priori l'effetto placebo visto che i benefici sono successivi alla prima decade di somministrazione dell'integratore.
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
>>Ho la maledettisima paura di poter riconoscere od essere riconosciuto.<<
cosa intende dire?

>>Io vorrei sapere se questa alternanza di stati emozionali è la premessa ad una stabilizzazione in positivo dell'umore e se è possibile scartare a priori l'effetto placebo visto che i benefici sono successivi alla prima decade di somministrazione dell'integratore.<<
se sono dieci anni che soffre dello stesso disturbo è possibile che si sia "cronicizzato" e le variazioni umorali che descrive potrebbero essere semplicemente delle oscillazioni dovute a fattori diversi dalla sostanze che assume, che non sono curative in caso di psicopatologia.

Se pensa di essere una persona suggestionabile è probabile che qualsiasi tipo di sostanza (diversa dalla psicofarmacologia) possa essere in grado di influenzare la sua percezione delle cose, soprattutto se presta eccessiva attenzione al suo status.

Nel suo caso potrebbe essere utile un intervento integrato di psicoterapia e psicofarmaci, quindi dovrebbe seguire due professionisti diversi (uno psichiatra e uno psicologo specializzato in psicoterapia).






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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

ha ben spiegato la nascita della Sua inadeguatezza in seguito al problema motorio che ha avuto.

"Quello che rimane è uno stato d'ansia generalizzato che a volte sfocia in fobia..." Ora che Lei è una persona adulta e non più un adolescente (per tutti gli adolescenti il corpo è centrale e quindi una malattia è vissuta sempre in maniera pesante, soprattutto se molto seria, come nel Suo caso), vale la pena affrontare con uno psicologo psicoterapeuta tutto ciò, in quanto il problema d'ansia tende a cronicizzarsi e sono trascorsi molti anni nei quali Lei ha sofferto tanto.

L'isolamento non aiuta e non sarà il farmaco a farLe superare le Sue insicurezze, quanto un lavoro specifico in cui potrà attraversare e vincere tutte le Sue paure.

Cordiali saluti,
[#6]
dopo
Utente
Utente
Inanzittutto ringrazio tutti Voi per esservi espressi in merito ai miei messaggi.
Detto ciò Dott.ssa Pileci,se ho ben capito il focus del suo discorso è che questi meccanismi psichici sono da trattare con la psicoterapia non necessariamente affiancata da una terapia farmacologica poichè i farmaci,come ampiamente constatato sulla mia pelle,da soli non attaccano il cuore del problema bensì ne allievano i sintomi.
E' una deduzione giusta o meno?
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Come potrebbe un farmaco agire sulla Sua autostima?

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dopo
Utente
Utente
Dott.De Signore come lei ben sa il relazionarsi con le persone per una persona affetta da ansia sociale è già di per se problematico.Se a questo aggiunge il fatto di dover parlare del mio problema diventa una tragedia.
Inoltre vivo in una città piccola dove tutti ci conosciamo.Da qui la mia paura di riconoscere qualcuno o essere riconosciuto.
So benissimo che gli specialisti sono tenuti al segreto professionale ed alla massima discrezione possibile ma nonostante questo rivolgermi a dei professionisti (sia pubblici che privati) mi da problemi al solo pensiero di farlo(sarà ansia anticipatoria....)
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dopo
Utente
Utente
Come potrebbe un farmaco agire sulla Sua autostima?

E' una tesi che condivido perfettamente,ma acclarato cio si presenta un secondo problema di non minore rilevanza.
Affidarmi,confidarmi vincendo ogni istinto di riservatezza e guardare negli occhi una persona mentre gli racconto cose che ho cercato di nascondere perfino a me stesso,bè....non è semplice.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

lo psicologo non è lo spione che punta un faro sulle faccende più intime del pz.
E' semmai un professionista che aiuta il pz. a comprendere la crisi che si è generata e, nella fattispecie, qualora Lei non fosse in grado di FARE alcune cose a causa dei Suoi timori, sarà il professionista a sapere come metterLa nelle condizioni di fare.

Cercare di nascondere agli altri e a se stesso... può essere una strategia che tiene a bada le paure, ma in realtà e col tempo Le rafforza. Infatti per Lei oggi sembra impossibile poter cambiare...

Legga qui: https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/4335-la-psicoterapia-cognitivo-comportamentale-non-rimuove-le-cause-del-problema.html

Cordiali saluti,
[#11]
dopo
Utente
Utente
Dott.ssa Pileci lei ha perfettamente ragione.E' bene che io cominci a prendere in considerazione la possibilità di rivolgermi ad uno psicoterapeuta affinchè possa ristrutturare il mio modo di elaborare i pensieri e le situazioni.
Grazie dell'aiuto.

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