Utente 478XXX
gentili dottori,
sono una ragazza di 25 anni e tre mesi fa ho avuto una specie di tracollo psicofisico, che perdura . Mi trovavo al tirocinio forense (stressante sia sul piano fisico che mentale, con scadenze continue, lunghi e faticosi tragitti, sveglie che suonano alle 6) e ho avuto un calo di zuccheri. All'inizio non ci ho dato peso, ma nei giorni successivi ho iniziato ad avvertire una spossatezza che mi rendeva ancora più difficile reggere i ritmi di un'attività che "devi fare" ( per ottenere un titolo) ma che vedo come una costrizione, senza sentirmi all'altezza.
Ho creduto di avere un tumore o simili, sono iniziati attacchi di panico e altri sintomi strani e mi sono sottoposta a tutta una serie di accertamenti:
- almeno 4 ingressi al pronto soccorso dove mi hanno fatto analisi del sangue, ecocuore, urine, elettrocardiogramma, visita neurologica
- analisi del sangue private ( ho chiesto le più complete possibili), tutte perfette
Comprendevano anche test hiv, ves, tiroide, minerali, insulina, glicemia, funzione pancreas. Soffro di tiroidite di Hashimoto ma lo sapevo
- eco cuore, eco addome, eco tiroide, tutto ok.
- colonscopia, tutto ok a parte emorroidi

Vorrei sottopormi a ulteriori esami... ma il mio medico di base nonché neurologo mi ha dato uno stop dicendo che è depressione ansiosa.
Cerco di autoconvincermi dicendomi che il tumore sarebbe saltato fuori ma non so...

Il fatto è che questa stanchezza fisica non passa ( come una sorta di spossatezza, debolezza), unita anche alla " non voglia di fare le cose". Certe volte sto in piedi e mi sembra di traballare. Sento dolori muscolari, mi sento debole, mi gira la testa ecc... come una sorta di " sfinimento, sensazione di svenimento". Per non parlare di acufeni, cefalee, vertigini ecc... .Sono anche diventata gravemente insonne.
Ora gli attacchi di panico veri e propri non li ho più, però ho un'ansia latente che non mi abbandona mai, fatta dell ' angoscia di andare a lavorare unita alla paura di passare l'ennesima notte in bianco, unita al dolore per i miei trascorsi dell'ultimo anno e mezzo. Devo premettere che mi è morto il padre per un tumore neanche un anno fa e che quindi io, oltre che molto addolorata, sono anche traumatizzata perché ho visto veramente l' orrore( reparti di oncologia, notizie sempre peggiori, malati terminali, lui sempre più debole e magro e quant'altro) e l'angoscia nera. Mi sono isolata, ho perso interesse per tutto, smetterei anche di lavorare, neanche fare l'amore mi interessa più , piango di continuo, ho scatti d'ira e nervi.
Sono in cura dalla psicologa cognitivo comportamentale. Mi ha tolto gli attacchi di panico, ma non scardina la presunta ipocondria.
Inoltre il medico mi ha prescritto cymbalta + lexotan, ma io ancora non ho iniziato la terapia. ( terrore psicofarmaci)
La domanda è questa: ma può davvero la depressione ansiosa dare stanchezza fisica? Sono convinta di avere un tumore.

[#1]  
Dr.ssa Lucia Falcone

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Salve, la mente e il corpo non sono due entità separate: esse funzionano in sinergia e in relazione l'una all'altra; la depressione , si caratterizza con inibizioni del comportamento e del sentimento (spesso ignorati o non del tutto comprensibili per chi ne soffre, come potrebbe essere nel suo caso) e si accompagna a diminuzione del volume respiratorio, alterazioni del funzionamento muscolare e anche a volte dei visceri; tutto questo causa una riduzione dell'energia e incide sul funzionamento dell'intero organismo generando spossatezza e stanchezza cronica e contribuendo a rafforzare in un circolo vizioso l'umore depresso. Per una depressione con spunti di ipocondria, consiglierei non tanto un trattamento volto a cambiare direttamente il sintomo, quanto piuttosto un trattamento che la renda consapevole e in grado di affrontare i problemi che ne sono la causa. Un saluto
Dr.ssa Lucia Falcone

[#2]  
Dr.ssa Chiara Stella Ferroni

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Gentile ragazza,

l'evento della morte di suo padre e ciò che ha vissuto in quel periodo e contesto, che racconta quasi alla fine, ha avuto un impatto sicuramente importante, non ne sottovaluti le possibili conseguenze su vari piani a livello psichico. Lei infatti teme di avere un tumore, come suo padre, e forse la sua depressione potrebbe essere connessa proprio a questa perdita, oltre che alla situazione stressante del suo tirocinio, come racconta.

Come la collega le ha ben spiegato, il corpo è strettamente connesso alla mente, non si meravigli dunque della stanchezza di cui soffre.
Cerchi piuttosto di mettersi in un ascolto gentile verso se stessa, verso i bisogni che sente, e anche, come l'Act (Acceptance and Commitment Therapy) suggerisce, anche esplorare quelli che sono i suoi valori, ciò che più conta per lei nelle varie aree della sua vita, per motivarsi a proseguire nella direzione di quello sente come più importante per lei. Questo l'aiuterà a valutare meglio i costi e i benefici delle sue preoccupazioni e a trovare nuove strategie per vivere al meglio anche in loro presenza.

Se vuole approfondire i suggerimenti dell'Act, uno dei libri "Se il mondo ti crolla addosso" o "La trappola della felicità" potrebbero essere una lettura estiva che le può dare qualche spunto di riflessione da condividere poi con la sua terapeuta. L'Act infatti fa parte degli approcci cognitivo-comportamentali.

Un caro saluto.
Dr.ssa Chiara Stella Ferroni - Psicologa

[#3] dopo  
Utente 478XXX

Vi ringrazio, dottori, per le risposte. Ho iniziato ad assumere Polase e per i primi giorni sono stata veramente meglio a livello energetico. Poi ieri sono stata in piscina e oggi sento di non aver recuperato, ho le gambe a pezzi e sono molto affaticata, mi fa male la testa e mi gira. Il punto è che magari cerco anche di "stare su" col morale, ma basta un calo energetico che subito vado in ansia, mi rattristo, inizio a piangere e a disperarmi. Che io sia depressa è indubbio, ma non so se i sintomi fisici uniti a tutto il resto mi buttano giù, oppure sto giù di morale quindi mi sento più stanca. Ormai sono giunta alla conclusione che se entro un anno o giù di lì non sono morta e non mi hanno diagnosticato nulla, allora non era tumore. E cerco di andare faticosamente avanti, ma questa "fissa" (motivata, perché mesi di stanchezza cronica demolirebbero la mente di chiunque, facendo pensare al peggio) mi isola completamente dal mondo, non ho più interesse per amici, ragazzo, familiari, svaghi, niente. Solo un'avversione verso il lavoro e, per il resto, l'indifferenza. Penso tutto il giorno ai miei sintomi, tutti i giorni. E purtroppo la psicoterapia su questo piano non attecchisce... perché la psicologa mi ripete che è "solo" una cosa mentale, ma io non mi convinco...penso... sì, e se invece avessi una malattia non diagnosticata? Allora mi immagino il tumore avanzare rapidamente, ignorato dai medici che mi curano l'ansia.
Che periodaccio.