Recuperare una relazione per via di errori emotivi inconsci

Salve, ringrazio anzitutto per la possibilità che viene offerta da questo sito.

Per facilitare la comunicazione, mi presento: sono Fab un uomo di 32 anni.


La natura di questa di domanda, nasce in virtù del fatto che la relazione con la mia compagna è terminata (sua decisione), per tutta una serie di mie colpe (di cui mi sono reso conto solo a posteriori).
Ora cercherò di riassumere il tutto per quanto possibile...

Negli ultimi 8 mesi circa, non mi sono reso conto di non essere più la stessa persona.

Sono diventato "diverso", non davo più le stesse attenzioni, ero perennemente infastidito da non si sa cosa... trasmettevo una certa aura di pesantezza se volessimo definirla.

Non ero più quella persona entusiasta, che portava leggerezza agli altri, estroversa e molto altro.

Dinamiche familiari, lavorative, di studio ed il covid mi hanno completamente alienato senza che me ne rendessi conto, fino a rendermi insopportabile ed a ferire chi più mi era vicino.


La mia compagna, mi ha lasciato dicendo di amarmi, ma con la motivazione che non era più felice in quanto il rapporto non le dava più quella leggerezza che le ho sempre trasmesso, che nel rapporto lei ha dato tutto ed io niente (in quanto lei chiedeva visto che io davo meno, ed io mai in quanto lei dava tutto); penso sia anche vero, ma ogni qual volta me ne parlava e capivo avesse ragione io sistemavo tutto... forse ho capito tardi.

Che nel rapporto si va avanti e si cresce in due, ma che io ero quello bloccato indietro.

Che non riusciva più a ridere con me, che il rapporto non era come prima, che dovevo darle di più, che le cose dovevo farle per me e non perché me le chiedesse lei, che non ci sono stato quando dovevo...

E qui, posso citare un esempio: suo nonno viene mancare causa covid, famiglia col covid, solo lei e la sorella possono andare al funerale.
A questo punto un qualsiasi uomo degno di tale definizione, sarebbe andato lì a supportare la propria compagna...
Io a metà strada prendo e torno a casa senza motivo e invento na cavolata.

Perché??
! ! IO DAVVERO NON LO SO!!
E NON PASSA GIORNO CHE NON MI SENTA UNA MERDA.

Perdonatemi il francesismo ma rende l'idea.

Questa cosa l'ha devastata e le è pesata tantissimo.

Errore che mi sta segnando l'animo...
E mi chiedo cosa avessi nella testa...

Sto finendo i caratteri e cercherò di sintetizzare...

A un certo punto ho iniziato a prendere consapevolezza che qualcosa non andava in me, ho iniziato un mio percorso...
Ed alla fine sono arrivato ad una sorta di illuminazione, sentendomi in grado di riprendere in mano tutto e perlomeno cercare di rimediare ai miei errori...

Ma a quel punto risultò essere troppo tardi, lei ha paura... mi ha detto che è troppo tardi, che le cose dovevo farle prima, che ho avuto 3 anni di relazione per farli, che ora doveva pensare a se stessa, il lavoro, studio, famiglia, che era ora di essere egoista...

So di avere sbagliato, ma vorrei una chance per rimediare...

Non sono riuscito a dire e spiegare tutto per bene per i caratteri aFine
[#1]
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 113
Gentile utente,
tra altre cose lei scrive: "A un certo punto ho iniziato a prendere consapevolezza che qualcosa non andava in me, ho iniziato un mio percorso..."
Si spera che questo percorso lo abbia iniziato davvero, ossia con uno psicologo, non avvolgendosi su sé stesso.
Cosa dice dunque il suo curante del suo desiderio di avere una seconda chance così presto, prima di aver esplorato fino in fondo le sue manchevolezze ed essersi esercitato sui comportamenti alternativi?
Quella "sorta di illuminazione" di cui parla, quali caratteri ha avuto, quali consapevolezze le ha mostrato? Come mai non è riuscita a illuminarla sul perché si è sottratto al funerale del nonno della sua ragazza?
Provi a scriverci di nuovo, con più calma.
Buone cose.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2]
dopo
Utente
Utente
La ringrazio per la cortese risposta.

Ebbene, per quelle che sono state le blande competenze del mio corso di studi ed alcune esperienze tramite i miei docenti ho lavorato su me stesso.
Il lavoro svolto,in sintesi, mi ha portato esclusivamente a una consapevolezza di me stesso riguardo a ciò che ero diventato (in negativo); ho perciò compreso i miei errori, compresi nel senso che sono riuscito ad identificarli e capirli.
Sono quindi stato in grado di capire esclusivamente : le mie mancanze, i miei errori con la mia compagna e le persone a me care.
Ma le motivazioni che hanno portato a tutto, mi risultano solo come congetture...
Lo stress da lockdown,la perdita del lavoro, malattie importanti legate ai miei familiari più stretti, le ristrettezze economiche, l'ansia del chiudere la mia laurea magistrale...
Credo che senza accorgermene,io abbia accusato il tutto portando solo negatività e malessere a chi mi circondava.
In più, non parlavo mai a nessuno delle mie turbe personali, per non caricare gli altri, ma soprattutto la mia compagna delle mie negatività...

Non so se questo possa rispondere al suo quesito e possa aiutarla a rispondere alla mia domanda originale...
(Non che abbia il dono di leggere il futuro ovviamente...)

Grazie.
[#3]
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 113
Gentile utente,
purtroppo le cose stanno come avevo subodorato: lei ha continuato ad avvoltolarsi su sé stesso.
Ci sono situazioni in cui un'autoanalisi è possibile, e altre in cui questa procedura coincide con la rinuncia ad ogni vera autoconoscenza, ogni reale cambiamento.
A proposito della serie di eventi negativi che l'ha colpita lei ricorda la sua reazione così: "non parlavo mai a nessuno delle mie turbe personali, per non caricare gli altri, ma soprattutto la mia compagna delle mie negatività..."
In altre parole, lei non sa chiedere aiuto e non verbalizza i suoi stati d'animo negativi. Procede a colpi di razionalizzazioni (se ha studiato psicologia sa bene che la razionalizzazione è un meccanismo di difesa). Infatti la sua cosiddetta "illuminazione" non le ha rivelato perché ha lasciato sola la sua ragazza al funerale del nonno.
Il suo vero cambiamento avverrà quando saprà aprirsi al dialogo con un altro essere umano con competenze specifiche, cioè uno psicologo.
Lei conclude questa seconda email con le parole: "Non so se questo possa rispondere al suo quesito e possa aiutarla a rispondere alla mia domanda originale..."
Ma caro utente, nella sua prima email non c'era nessuna domanda, solo un desiderio: quello di avere una seconda chance con la sua ragazza.
Non posso divinare se questo sarà possibile in futuro, ma mi sentirei di escludere l'opportunità di un riavvicinamento fatto adesso, prima che alcuni elementi di fondo siano stati portati allo scoperto, opportunamente valutali e corretti.
Non a caso la sua ex non le ha rimproverato gli ultimi otto mesi, ma tutti e tre gli anni in cui siete stati insieme: "mi ha detto che è troppo tardi, che le cose dovevo farle prima, che ho avuto 3 anni di relazione per farle".
Sta a lei capire e mettersi davvero in discussione, ma con l'aiuto di un professionista, non continuando a voler vedere nelle sue sole forze esagerati poteri.
Auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#4]
dopo
Utente
Utente
Sul fatto della razionalizzazione, non posso che darle ragione.

I miei sforzi sono dettati dal desiderio di fare e mettermi in gioco; sono anni che desidero iniziare un percorso con uno psicologo, ma per svariati motivi non ne sono mai stato in grado per un fattore economico.

Come le accennavo, sicuramente non è sicuramente nelle vostre competenze la divinazione...
Ma volevo chiedere se in qualche modo, ci fosse una via per poter ottenere una versione di me, che magari mi possa fare ottenere una seconda chance( cosa non assolutamente detta, anche perché non saprei come poter fare vedere questo mio cambiamento).

Perché al momento sento di essere arrivato al limite, di logorarmi dall'interno e di vedere tutto nero...

Sono seriamente preoccupato per la situazione, non solo per un fatto sentimentale, ma anche perché non mi piacciono i pensieri che mi pongo sul mio stato attuale della vita.
[#5]
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 113
Gentile utente,
vede bene che la consultazione di uno psicologo a volte non è un optional.
Segnalando il suo stato al medico di famiglia potrà avere la richiesta per una serie di colloqui che potrà effettuare gratis o al prezzo di ticket alle ASL, al Consultorio o al Centro di Salute Mentale.
Non sottovaluti la sofferenza prodotta dall'interruzione di una relazione affettiva, specie quando questa va ad aggiungersi alla serie di difficoltà che ha incontrato negli ultimi mesi, e in più all'analisi negativa di sé stesso che ha condotto.
Come stanno andando, in questo frangente, i suoi studi per la laurea? A proposito, che facoltà?
Le faccio molti auguri. Ci tenga al corrente.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#6]
dopo
Utente
Utente
Erano cose a cui ho pensato..
Mi ci sono approcciato, ma ho interrotto.

Sto vivendo le mie giornate nello sconforto, nel rimorso e nel rimpianto; con la consapevolezza di aver rovinato tutto io con le mie stesse mani.

Sono al secondo anno di magistrale in scienze motorie, ma dal febbraio scorso non ho fatto progressi..
In un anno e mezzo sono riuscito a dare due soli esami(anche se con 30&28), nell'ultima sessione fra l'altro.

Sento che mi sto logorando e non sto bene..

Sto usando questi consulti online in parte come sfogo, ma so di non stare bene...

Mi viene da piangere al pensiero di tutto, vorrei solo poter fare ammenda e rimediare .

Ma i fatti e il tempo perduto nessuno me li potrà far cambiare o restituire.
[#7]
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 113
Gentile utente,
proprio questo stato di sofferenza va curato. E' importante vivere fino in fondo il proprio dolore, elaborare il lutto, però volendosi bene, non certo colpevolizzandosi.
Complimenti per i voti degli esami.
Ci faccia sapere che sta sempre meglio, che vede di nuovo il cielo sopra la tempesta.
Auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


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