Vorrei un aiuto psicologico

Buonasera sono un medico di medicina generale mia moglie mi ha lasciato perché durante il parto non stato presente perché ero al lavoro a Piacenza, dato che era un periodo particolare ed io non sapevo che cosa sarebbe successo in quel periodo, se fosse scattato il lockdown pure a reggio Emilia dove vivevano premetto che io faccio avanti e indietro da Piacenza a Reggio sia la mattina che la sera, decidemmo il 28 febbraio 2020 che fosse sarebbe stato meglio che lei scendesse in Campania dalla mi famiglia a partorire dove potevano essere la mia famiglia e sua madre che la raggiunse dalla Puglia, mia moglie partorì il 2 marzo in quella data io non sono riuscito a scendere perché l' Asl per carenza di personale non mi permise di andare giù, quindi non le sono potuto essere di aiuto, cosa grave è che lei spostandosi fa Reggio Emilia a napoli dove ancora il covid non era presente, la ginecologa la fece partorire con un intervento in urgenza, durante il parto l anestesista, si pose delle domande del perché una ragazza da Reggio Emilia si sposta in urgenza a partorire in Campania, come aggravanti il marito e ' un medico che lavora a Piacenza, quindi chiese che la bambina fosse allontanata dalla madre in attesa di tampone che arrivo ' dopo 4 giorni negativo e diedero la bambina alla madre , poi dopo 25 giorni morì mio padre, premettendo che io la bimba non l avevo ancora vista, quando riuscì a scendere in Campania per il funerale di mio padre, ero triste e cercavo di stare più con la mia famiglia che con mia moglie, lei era gelosa perché lamentava via la mia assenza al parto poi la poca curanza dopo, anche perche io ero innamorato di mio padre.
una volta ritornati su insieme a Reggio Emilia, io ho ripreso a lavorare , e non riuscivo a starle vicino perché il mio lavoro non prevede malattia e ferie poiché siamo dei convenzionati regionali pertanto se vogliamo assentarci dobbiamo trovare un sostituto, in quel periodo cosa impossibile.
con il tempo comunque il nostro rapporto è finito anche perché lei non di fidava più di me dicendo che ero mancato nei periodi clou, anche se qualche mattina lei stava male io ero costretto ad andare a lavoro non trovando un sostituto in tempo comunque ho perso mia moglie e mia figlia aiutatemi.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 17.8k 580 67
Gentile utente,

Sembrerebbe - dal Suo racconto - che Lei sia una vittima secondaria del Covid, come lo sono stati quelli che non hanno avuto accesso alle cure perchè tutto era occupato del virus e addentellati: malati oncologici, infartuati, ecc.
Le ha avuto la sfortuna di diventare padre in una strana fase storica, nella quale questa esperienza era assai secondaria a tutto il resto.

E' successo a molti di noi del resto: l'accompagnamento di nascite e morti è stato espropriato dal virus; con tutto quello che ne è conseguito in termini di sofferenza.

Dispiace assai che nella Vostra coppia ciò non abbia trovato spazio di elaborazione.

Se Voi come coppia foste ancore in tempo, chiedete aiuto ad una psicoterapia di coppia, individuando un* Psicoterapeuta specializzat* in ciò e con esperienza.

Ritiene ci sia tuttora spazio per questo tra Voi?

Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta, Sessuologa clinica, Psicologa europea.
https://www.centrobrunialtipsy.it/

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