Utente 103XXX
Da circa tre anni soffro di una forma di artrite che non risponde in maniera soddisfacente a nessun tipo di terapia anche perchè ad oggi la diagnosi non è definita in maniera univoca.La sintomatologia è iniziata appena dopo la nascita di mia figlia e si è presentata inizialmente come una mastalgia bilaterale non responsiva a nessun tipo di analgesico classico nè alle associazioni di fans con farmaci ad azione prosecretoria e antinfiammatoria come flaminase o il danzen.Soltanto dopo un anno è stata fatta l'ipotesi di un dolore riferito e per tale motivo mi sono sottoposta ad una prima visita ortopedica che confermava una lieve scoliosi destroconvessa e ad una prima visita reumatologica in occasione della quale in presenza di tutti gli esami ematobiochimici ed immunologici negtivi mi veniva posta diagnosi di fibromialgia anche sulla base dei sintomi che la caratterizzano; in particolare infatti accuso stanchezza cronica,cefalea,difficoltà di concentrazione, dolori articolari alle mani,ai piedi,alla schiena e dolorabilità a livello di un 70% di tutti i trigger point di questa malattia. In tale occasione mi viene prescritta una terapia a base di flexiban+entact+ibuprofene senza trarne un giovamento significaivo. In particolare il dolore tendeva a permanere in modo del tutto inalterato. Lo step successivo fu di passare ad una nuova associazione di farmaci: venlafaxina 75 mg la sera+lyrica da 25 mg + ibuprofene da 600 mg. Ancora lieve miglioramento ma permaneva febbricola serotina che oscillava tra i 37 e i 37,5 gradi e dolore alle articolazioni delle mani e dei piedi. Consulto quindi un nuovo reumatologo che ipotizza una spondiloartrite poriasica sieronegativa in considerazione di una positività anamnestica per psoriasi e del fatto che la sintomatologia dolorosa tendeva a presentarsi in modo accentuato al mattino con rigidità dlle mani,delle caviglie e dei piedi.In ogni occasione, sia la VES che la PCR sono sempre state negative. La ricerca di anticorpi anti ana-ena-asma-anca pure cosi come la presenza degli anticrpi anti citrullina e ed il fattore reumatoide.Il reumatologo mi prescrive quindi per 6 mesi una terapia a base di sulfasalazina: tre mesi 1 cpr a pranzo e una a cena, poi ho increnetato la dose a 2 + 2 compresse di sulfasalazina + medrol per tre mesi. Risultato: controllo della febbre e soddisfacente controllo dei dolori articolari ma non della stanchezza cronica. In aggiunta c'è forte ritenzione idrica, almeno 10 kg in 3 mesi. Ho provato a sospendere il medrol e a dimezzare la dose di sulfasalazina ma i dolori sono tornati cosi come la febbre. Posto che l'ipotesi diagnostica sia esatta, vorrei sapere se esistono altri farmaci per controllare la sintomatologia artritica senza questi effetti collaterali e in caso negativo quali farmaci usare per gestire tali effetti della sulfasalazina. Potrebbe essere corretto utilzzare un diuretico tipo moduretic per contrastare questa forte ritenzione idrica?Inoltre:altra ipotesi diagnostica?
Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Nicola Di Fiore

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E' d'obbligo in questi casi valutare la terapia biologica.I miei pazienti hanno avuto risultati davvero incoraggianti.
Nicola Di Fiore

[#2] dopo  
Utente 103XXX

Grazie infinite per l'informazione.