Utente 707XXX
Egregio Dottore,
mi trovo a disturbarLa per avere un consiglio su una questione di cui non riesco a trovare soluzione dopo per anni aver fatto trafila presso vari specialisti.
Le dico brevemente la mia storia medica: oggi ho 39 anni, 10 anni fa circa (forse di più??) cominciò con dolori al risveglio essenzialmente alla zona lombare , all’anca destra e alle caviglie.
Dopo vari esami (lastre > postura errata, rettilineazzazione del rachide cervicale, accenni di spondilosi, esami ai piedi > postura che porta il 70% del peso del corpo sul lato sinistro) il tutto è stato risolto con banali problemi posturali. Dopo anni il problema è aumentato dopo di che con RMN è risultata protusione discale destrorsa accentuata in zona L4/L5.
Le faccio presente che in questa fase gli unici momenti in cui provavo meno dolore è quando mi sottoponevo a sedute di agopuntura. Tuttavia almeno fino a un paio di anni fa il tutto si riduceva a dolori ben localizzati nella zona destra del corpo (lombari, ginocchio per cui ho fatto anche una lastra senza alcun risultato e gambe/piedi con formicolii annessi) e soprattutto nel momento del risveglio (cambio materasso, etc etc) ma che non peggiorava la mia qualità della vita. Il tutto si riduceva come ben può immaginare a frasi sia di medici che di parenti del genere…”non hai niente, è tutto psicomatizzato…”
Tuttavia da un paio di anni è cambiato qualcosa e in peggio: forte ansia e senso di vuoto soprattutto la sera, senso di stanchezza accentuato soprattutto la mattina ma la cosa peggiore è vertigini ‘visive’ come dico io praticamente tutto il giorno con relativa e forte perdita di concentrazione di memoria anche per le cose più banali al lavoro. Delle volte non riesco a tenere aperti gli occhi al sole , un senso di ubriacatura leggero ma cronico mi avvolge e non mi molla, e l’incapacità di riuscire a scrivere correttamente anche questa mail oppure mi trovo a balbettare durante un discorso. Inoltre sono stato sempre una persona molto attiva e non godermi più nemmeno la possibilità di fare una seppur breve passeggiata per le vertigini o il dolore o formicolii fortissimi alla gambe mi sta riducendo a una larva. Un neurologo, riduicendo il fatto a pura ansia, mi ha sottoposto a cura a base di xamax e cipralex di cui però il secondo ho dovuto sospendere perchè le vertigini erano aumentate (ora prendo al giorno una banale pillola di xanax da 0,25 mg, penso solo perla possibilità di addormentarmi più facilmente) Faccio piscina quando posso e ginnastica posturale a casa in un ambito di vita molto sedentaria (lavoro impiegatizio e 2 ore in macchina al giorno). Appena però non dormo un po’ la notte, o faccio uno sforzo in più (camminata, viaggio in macchina) o ho un po’ di febbre mi sento a pezzi, come se fossi passato sotto un camion…
Ho in programma analisi del sangue, visita dall’otorino come “primo passo di molti passi…” come mi ha detto il medico curante e una nuova RMN stavolta anche al rachide cervicale…
Quello che ora mi preoccupa è il continuo insorgere di piccoli dolori alle articolazioni senza apparente legame tra di loro, anche alle dita per esempio ora che scrivo sta mail e tutti questi sintomi che io avverto e di cui soffro ma che gli altri non recepiscono appunto come sintomi se non di uno stato ansioso e di depressione, mi hanno fatto incontrare su internet la parola ’fibromialgia’…
E quello che ho letto mi ha purtroppo dato , almeno apparentemente, risposte a tanti pezzi di un puzzle che vedo ripensando agli ultimi anni della mia vita (dolori articolari tutti localizzati per anni sul lato destro, ma che ultimamente avverto anche sul lato sinistro e su zone, ad esempio scapole, collo, e mani, che prima erano immuni..Per questo dottore le chiedo: ‘Cosa mi consiglierebbe lei? Esami ad hoc , anche del sangue per cominciare, in un senso di cui nessuno ancora oggi (neurologo, oculista, dentista, ortopedico, fisiatra) mi hanno parlato? Rivoglio, o meglio rivorrei , la mia normale vita da quarantenne con lavoro e famiglia...
Grazie mille in anticipo
Alessandro

[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Germanò

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Gentile Signore,
visto che correttamente ha ritenuto opportuno rivolgere le sue domande a questo sito e nello specifico nell'ambito della branca specialistica reumatologica, spero abbia fatto la stessa cosa fisicamente. Cioè si è fatto visitare da uno specialista in reumatologia? Se non l'ha fatto lo faccia. Prima di giungere alla conclusione diagnostica di sindrome fibromialgica occorre escludere eventuali malattie concomitanti. Infatti da quanto avrà letto sui siti dedicati avrà notato che intanto più che una malattia è un disturbo, sebbene avente un entità clinica e terapeutica meritevole di dignitosa e doverosa attenzione, ma soprattutto avrà notato che se è primaria non si correla a febbre (e lei dice di avere spesso febbre..). Visti tutti i suoi sintomi che naturalmente in questa sede non sono di facile interpretazione, è necessaria l'accurata valutazione clinica da parte di un reumatologo.
L'ipotetitco percorso diagnostico specialistico da lei suggerito è esattamente l'inverso di quanto solitamente si consiglia. La prima regola è parlare con il proprio medico curante di fiducia e non prendere iniziative personali (a meno che lei non sia medico). Ad ogni modo quando insorgono sintomi artralgici, non correlati a traumi, o manifestazioni cliniche sistemiche subdole correlate ad artralgie, la prima cosa da fare è interpellare il reumatologo. Essendo un clinico di estrazione internistica, il reumatologo infatti ha le competenze ideali per valutare il corretto percorso diagnostico, eseguire una corretta diagnosi precoce nei confronti di patologie di sua competenza, decidere l'indirizzo verso ulteriori specialisti di altre branche mediche. Siccome Il percorso da lei indicato è molto comune, spesso si arriva dal reumatologo dopo mesi o anni con conseguente possibile ritardo di una diagnosi e di una eventuale terapia specifica.
Un'altra cosa, nessun farmaco è banale, se così fosse lo sarebbero anche le malattie...
cordiali saluti
Giuseppe Germanò