Utente 333XXX
Salve dott./ssa. Sto insieme alla mia ragazza da 5 mesi ed essendo lontani ci vediamo poco (1 volta al mese). Ogni volta che abbiamo un rapporto (lei prende la pillola) dopo un paio di giorni a lei compaiono i classici sintomi della cistite (che risolve prendendo l'antibiotico). In più da questo mese abbiamo iniziato ad avere rapporti completi, e al momento dell'eiaculazione lei avvertiva bruciore al suo interno. Questo è successo le prime volte poi le ultime volte non sembra aver accusato più nulla. La sua ginecologa dice che io ho un'infezione e che dovrei fare un esame delle urine per vedere di cosa si tratta. Intanto a lei ha dato degli integratori da prendere per tre mesi. Il nostro primo rapporto è avvenuto a settembre e in quell'occasione non c'era stato nessun problema. La prima cistite è stata riscontrata a ottobre dopo altri rapporti. Da quel mese ogni volta lei ha avuto cistite dopo i rapporti (anche se non erano completi) e questo mese invece le prime volte che eiaculavo dentro lei avvertiva bruciore mentre le ultime volte non ha più sentito nulla. Dopo pochi giorni di nuovo cistite. Io ad ottobre mi ero già sottoposto a esame delle urine per visita sportiva e non mi era stato detto nulla (ma non ho nemmeno il referto in mano). Di cosa si può trattare secondo lei? È sicuramente una mia infezione o si può trattare di altro? Cosa mi conviene fare? Grazie per la disponibilità, cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
la trasmissione di una infezione dal maschio alla femmina con l'ejaculazione è praticamente molto poco verosimile, invece il contrario può avvenire con assai maggiore facilità. La cistite post-coitale della femmina è dovuta al fatto che l'ancorché minimo trauma del rapporto è in grado di causare il passaggio nelle vie urinarie di batteri presenti nell'area genitale della femmina, di origine perlopiù intestinale. La situazione non è così banale da trattare ed il frequente ricorso agli antibiotici (a meno che non vi sia febbre) potrebbe non essere la scelta migliore, per i controproducenti effetti sulla flora batterica intestinale. Riteniamo che la cosa più saggia sia che la sua partner curi meticolosamente di avere una funzione intestinale la più regolare possibile e che si abitui a bere molta acqua in particolare in occasione e dopo i rapporti.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 333XXX

Gentilissimo Dr. Piana
intanto la volevo ringraziare per la tempestiva risposta.
Inoltre le volevo chiedere come mi devo comportare io. Mi conviene fare le analisi delle urine per togliere qualsiasi dubbio o è praticamente impossibile che la sua cistite sia causata da un eventuale presenza di batteri nelle mie vie urinarie? E a cosa è dovuto il bruciore durante l'eiaculazione? A lei che tipo di esami conviene fare? Per quanto riguarda la cistite post-coitale anche la sua ginecologa le ha detto di non fare più uso di antibiotici, perché non è proprio consigliato, e infatti le ha prescritto una cura da tre mesi con integratori (credo, mi informerò meglio). Però lei ha collegato il bruciore durante l'eiaculazione (anche se ultimamente sembrava essere sparito) alla cistite post-coitale motivandola "sicuramente" con una mia infezione. Invece seguendo la sua analisi, se ho capito correttamente, devo escludere questa ipotesi? Grazie ancora per la collaborazione e disponibilità.
cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Diego Pozza

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caro lettore,

per stare tranquillo faccia un esame del liquido seminale con una spermiocoltura con antibiogramma per vedere se ci sono germi patogeni nelle sue vie seminali che potrebbero essere fattore aggravante del problema
cari saluti
Dott. Diego Pozza
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[#4] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
il fatto che il liquido seminale causi bruciore perchè infetto è un'ipotesi che sinceramente ci fa un poco sorridere ... Al limite può essere più verosimile che questo avvenga per il contatto di una mucosa vaginale già irritata con il liquido seminale che ha naturalmente un pH elevato (alcalino). Questo ambiente vaginale anomalo potrebbe essere proprio causato dalla presenza di una flora batterica residente alterata, che il minimo trauma del rapporto è in grado di "smuovere" facilitando il passaggio di batteri nelle vie urinarie e la conseguente cistite. Certamente, si tratta di un'ipotesi piuttosto complessa, ma ci pare la più coerente con la situazione che lei ci descrive. D'ogni modo, a parte i consigli che le già le abbiamo daro e che riguardano principalmente la sua partner, sarebbe almeno una volta utile procedere ad un esame colturale su tutti i liquidi biologici, pertanto le sue urine e liquido seminale, le urine ed il tampone vaginale della sua partner. Tutti questi esami andranno però interpretati con molto senso critico prima di scatenare battaglie di antibiotici dalla dubbia efficacia.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#5] dopo  
Utente 333XXX

Vi ringrazio nuovamente per le tempestive ed esaurienti risposte.
La mia ragazza a fine mese si sottoporrà ad esame delle urine e tampone vaginale, e una volta che avremo i referti in mano procederò in un qualche modo anche io. Ultime due domande 1) La ginecologa ha prescritto un integratore alimentare da prendere la sera per 90 giorni, e si chiama "Monurelle", dal vostro punto di vista può essere coerente con l'eventuale vostra analisi? Il problema potrebbe risolversi anche solo con questo integratore? 2) Io dove posso farmi prescrivere le analisi delle urine e del liquido seminale? Devo per forza andare dal medico di famiglia oppure in un consultorio famigliare possono fare qualcosa? Vi ringrazio nuovamente
Cordiali saluti

[#6] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
l'efficacia degli integratori è del tutto imprevedibile e deve essere valutata caso per caso. Per quanto riguarda i suoi accertamenti, diremmo che la via più diretta dovrebbe passare per il suo medico curante. Non vi è alcun motivo per il quale lei debba transitare per un consultorio.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#7] dopo  
Utente 333XXX

La ringrazio ancora per la risposta. Tornerò a scrivere gli esiti delle analisi per un nuovo consulto da parte vostra, che mi avete convinto sicuramente di più rispetto alla ginecologa, che a mio parere ha effettuato una diagnosi rapida e superficiale. A presto.
cordiali saluti

[#8] dopo  
Utente 333XXX

Gentile dottore le riporto i valori fuori dai livelli di riferimento delle mie analisi del sangue e quelli delle urine:
Gammaglobuline: 19.2 % (11.1 - 18.8)
Peso specifico: 1.032 (1.007 - 1.027)
Proteine: 20 (0 - 10)
Sedimento: presenza di muco, tracce di liquido seminale, presenza di cristalli di ossalato di calcio.
In base ai seguenti valori si può capire se effettivamente sono io a causarle la cistite in quanto è presente un'infezione batterica nelle mie vie urinarie? Unico problema che io ho avuto di "recente" è stata una colica renale dopo un viaggio in macchina ad agosto durato 12 ore. Il medico di base tramite una ecografia non aveva trovato calcoli, ma aveva giustificato la cosa sostenendo che avevo bevuto poco e la renella probabilmente aveva fatto da tappo. In base a queste analisi come mi conviene procedere? Le analisi delle urine della mia ragazza sono ok ma sta aspettando l'esito dell'urocoltura, le analisi del sangue non le ha fatte. La prossima settimana eventualmente effettuerà un pap test dalla sua ginecologa. Vi ringrazio per la disponibilità,
cordiali saluti.

[#9] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
vediamo putroppo che nonostante i precedenti di colica renale lei non ha ancora imparato a bere acqua a sufficienza, infatti le sue urine sono dense come il miele (1032 !!!) e la presenza di cristalli di ossalato di calcio non fa che confermare la sua predisposizione personale alla formazione di calcoli! Per il resto, l'assenza di elementi infiammatori nel sedimento delle sue urine tenderebbe ad escludere in linea di massima uno stato infiammatorio od infettivo. In effetti sarebbe necessario eseguire anche gli esami sul liquido seminale, ma in assenza completa di sintomi, questo potrebbe non essere indispensabile. Le ricordiamo che la trasmissione di una infezione batterica (a parte clamidia e gonorrea) dal maschio alla femmina è assolutamente raro, mentre è molto più facile che accada il contrario.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#10] dopo  
Utente 333XXX

Gentile dott, la presenza di muco e le gammaglobuline alte cosa stanno ad indicare? Ho controllato le vecchie analisi e fin dal 2002 il peso delle mie urine è sempre stato attorno ai 1030. In ogni caso è possibile che ora io abbia una infezione trasmessami dal mio partner oppure i valori che le ho riportato non fanno presagire nulla di simile?
Cordiali saluti

[#11] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Govanotto,
è proprio poiché le se urine sono da sempre così dense che si forma la renella e, speriamo di no, anche i calcoli! Ci creda, questo è il suo vero problema attuale, peraltro così facilmente risolvibile. Le abbiamo già detto che, per il resto, i suoi attuali esiti e l'assenza di sintomi non fa presagire la presenza di alcuna infezione.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#12] dopo  
Utente 333XXX

Grazie ancora per la tempestività nella risposta. Venerdi andrò dal mio medico di famiglia, ci risentiamo in caso, se avrò bisogno di ulteriori consigli in merito ad altri esami, miei o della mia ragazza. La ringrazio ancora e buon lavoro Dott. Piana.

[#13] dopo  
Utente 333XXX

Gentilissimo Dottore,
l'urocoltura della mia ragazza non ha evidenziato nulla di particolare quindi aspetteremo il tampone vaginale. Ieri sono stato dal mio medico di famiglia che mi ha confermato in pieno quello detto da lei in precedenza, dicendomi che sicuramente sarà l'E.Coli e ha consigliato alla mia ragazza Agena Blocagin. Lei pensa che potrebbe essere la strada giusta? In più volevo chiederle, se nel frattempo dovessimo avere rapporti c'è il pericolo che possa passarmi l'infezione e quindi conviene che io usi una precauzione?
Grazie per la pazienza e mi scusi per il disturbo.
Cordiali saluti

[#14] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
se come ci pare.lei non ha mai manifestato alcun disturbo, è poco verosimile che questo accada ora che quantomeno si è iniziato a prendere qualche provvedimento. D'ogni modo, nel dubbio pare ovvio consigliare l'uso del profilattico. In quanto alla sua partner, oltre che agire a livello genitale, sarebbe importantissimo concentrare le attenzione sull'intestino e la sua funzione.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#15] dopo  
Utente 333XXX

Gentilissimo Dottore,
È passato più di un mese dall’ultimo consulto ma purtroppo il problema non si è risolto. Settimana scorsa la mia ragazza ha avuto il risultato del pap test, che evidenzia “una valutazione flogistica aspecifica, una valutazione oncologica negativa con cellule reattive su base flogistica e cellule reattive squamose”, e infine nelle note c’è scritto “tappeto di polimorfe”. Nel frattempo prima del risultato del pap test, ci siamo rivisti a metà Febbraio e ha avuto due episodi di cistite, la prima risoltasi con l’assunzione di d-mannosio (Ausilium in bustine) e invece la seconda volta ha dovuto fare ricorso al solito antibiotico. Durante questo periodo lei stava facendo una cura indicata dalla sua ginecologa che consisteva nell’applicare una Crema vaginale (Vitagyn) per 5 giorni per poi proseguire per 1 volta a settimana per due settimane. In più seguendo i consigli trovati sul web abbiamo deciso di provare la lavanda Ausilium sempre a base di d-mannosio, applicata per 4 giorni, poco prima di rivederci questo mese. Questa settimana ci siamo rivisti, ma purtroppo il problema si è ripresentato e siamo riusciti a tamponare il tutto con una modesta assunzione di d-mannosio (assunto fin dal primo giorno, anche in assenza di sintomi) riuscendo quindi ad evitare qualsiasi antibiotico. Nel dare il referto alla mia ragazza la ginecologa le ha detto che si tratta di un problema legato alla lubrificazione che le provoca delle micro-lesioni. A questo punto che l’ipotesi di una infezione sembra essere esclusa, cosa ci consiglia di fare? L’unico prodotto che per ora ci sta aiutando è quello della catena dell’Ausilium, della quale esiste anche un lubrificante. Lei ci può proporre qualche valido rimedio? È possibile che dei batteri (di quale provenienza?) possano infiltrarsi nelle micro-lesioni e provocare la cistite? Mi scusi se mi sono dilungato troppo.
Cordiali saluti.

[#16] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
il probelma è a questo punto essenzialmente ginecologico. In qualità di urologi possiamo solo osservare che l'alterazione cronica della flora batterica vaginale costituisce un fattore predisponente all'insorgenza di cistiti, ma la vescica è la vittima innocente di quanto le accade attorno. Buona la scelta del d-mannosio a scopo profilattico, accompagnata ovviamente da un'abbondante assunzione di liquidi.

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#17] dopo  
Utente 333XXX

Gentilissimo Dottore,
A questo punto scriverò nella sezione di Ginecologia che da come mi ha detto lei sembra più appropriata. Spero che il problema si risolva all'origine, senza dover intervenire con medicinali sulla vescica o sull'uretra per proteggerla da un qualcosa che non la interessa direttamente. Intanto la ringrazio per la sua immediata disponibilità e infinita pazienza.
Buon lavoro e cordiali saluti!

[#18] dopo  
Utente 333XXX

Gentilissimo dottor Piana,
come può intuire da questo messaggio dopo alcuni mesi non siamo ancora venuti a capo del nostro problema. Aggiornandola in breve le posso dire che la situazione è in netto miglioramento, gli ultimi rapporti non hanno provocato cistite per il solo fatto che la mia ragazza ha assunto una modesta quantità di Mannosio dopo il rapporto e abbiamo usato un lubrificante specifico per evitare le microlesioni. Le scrivo in quanto settimana scorsa io e la mia ragazza ci siamo sottoposti rispettivamente a tampone uretrale e tampone vaginale, e ora ho le idee molto confuse in quanto lei sembra essere ok mentre io (che non ho nessun sintomo) a quanto pare ho un'infezione. Può essere che si tratti del noto effetto "ping-pong"? Possibile che assumendo antibiotici per la cistite lei sia riuscita a debellare la sua infezione e che prima di debellarla l'ha trasmessa a me ed è asintomatica? Le riporto in ordine il mio tampone uretrale e il tampone vaginale. Grazie per la disponibilità.
TAMPONE URETRALE MIO
cellule sfaldamento (+)
filamenti di muco (+)
granulociti neutrofili (++)
diplococchi gram – (+)
altre forme batteriche (-)
lieviti (-)
trichomonas (-)
esame colturale tampone uretrale:
colturale positivo indentificazione 1 neisseria sicca
carica batterica: modesto sviluppo
elenco antibiotici: acido nalidixico, amoxicillina/acido clavulanico, ampicillina, ciproflozacina, tetraciclina.

TAMPONE VAGINALE DELLA MIA RAGAZZA
LEUCOCITI (+)
EMAZIE (-)
CELLULE EPITELIALI (++)
FLORA LATTOBACILLARE (++)
COCCHI GRAM + (+)
BACILLI GRAM - (+)
SPORE (-)
IFE (-)
GARDENELLA VAGINALIS (-)
TRICHOMONAS VAGINALIS (-)
ESITO Flora batterica normale

[#19] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
in assenza di sintomi e secrezione uretrale, la positività del tampone è da ascrivere a semplice contaminazione da batteri opportunisti che popolano la cute dell'area genitale e l'ultimissimo tratto dell'uretra. Noi siamo sempre molto critici nella prescrizione del tampone uretrale in assenza di secrezione appunto perché i falsi positivi sono molto numerosi e possono instradare verso inutili circoli viziosi e soprattutto terapie antibiotiche dai possibili effetti controproducenti. Le consigliamo pertanto di star sereno e rimuovere queste inutili ansie, che tra l'altro non la coinvolgono almeno dal punto di vista fisico.

Saluti
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[#20] dopo  
Utente 333XXX

Gentile dott. Piana,
non riuscirò mai a ringraziarla abbastanza! È riuscito a tranquillizzarmi immediatamente. Il tampone non era programmato, eravamo andati solo per il tampone vaginale della mia ragazza e la ginecologa ha insistito per fare il tampone anche a me per avere una situazione chiara. Se si tratta di un falso positivo devo ignorare completamente l'esito? Io non ho sintomi, solo a volte compaiono delle macchioline rosse sul glande (che però non portano né prurito né altro) e che se lasciato a riposo (da rapporti/masturbazione) scompaiono completamente. Le avevo fatte vedere anche alla ginecologa che mi ha fatto il tampone e mi aveva tranquillizzato dicendo che non erano nulla. Può essere che l'esame sia stato falsato nel momento in cui la ginecologa ha inserito due volte lo stesso tampone all'interno dell'uretra sostenendo che non era venuto bene la prima volta?

[#21] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Giovanotto,
è proprio durante il passaggio, per di più ripetuto, del tampone uretrale attraverso gli ultimi 2 cm di uretra che la contaminazione diventa più probabile, anzi quasi certa. Un urologo non si sognerebbe mai di eseguire un pap-test ...

Saluti
Dr. Paolo Piana
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[#22] dopo  
Utente 333XXX

Gentilissimo dottor Piana.
Le scrivo a distanza di un anno per aggiornare la situazione, sperando di essere utile e dare una speranza anche a molte persone che si sono trovate a leggere questa storia senza una fine.
A distanza di più di un anno siamo verso la fine del tunnel per quanto riguarda il problema delle cistiti post-coitali. La mia ragazza è stata in cura dal Dott. Pesce a Bologna. La diagnosi è stata di vestibolite vulvare e contrattura pelvica. Siamo arrivati al professor Pesce dopo esserci affidati al forum cistite.info , forum molto valido che ci ha salvato da tantissime situazioni. Abbiamo continuato con il d-mannosio e prodotti naturali della Deakos, eliminato del tutto gli antibiotici (da assumere solo in caso di febbre e dolore renale). Da un anno a questa parte tutte le recidive sono stato sconfitte senza antibiotici (che non facevano altro che aumentare il circolo vizioso), con il solo uso di Ausilium e in caso di infiammazione persistente in assenza di batteri abbiamo risolto il problema con semplici accorgimenti (applicazione calore) e con una tisana a base di malva, equiseto e gramigna.
L'approccio utilizzato sul forum di cistite.info non è quello di debellare i batteri in modo ossessivo, ma di ricostruire con calma le difese e quindi la flora batterica vaginale e curare la flora intestinale.
La ringrazio per l'aiuto che ci ha dato in questa pagina.

Saluti

[#23] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Bene, l'astensione dall'assunzione di antibiotici se non in casi estremamente selezionati è da molto tempo propugnata anche da noi, come evidente nei nostri precedenti contributi.
Dr. Paolo Piana
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