Utente 196XXX
Gentile specialista, mio marito soffre da diversi anni di prostatite benigna, con valori del PSA che oscillano intorno ai 5- 6. Ovviamente è sotto controllo, con una terapia, a volte antibiotica e costantemente con compresse di Xatral (una al giorno). Ha sempre bisogno impellente di svuotare la vescica; di notte si alza per andare in bagno anche tre, quattro volte. Curiosando in Internet ha letto di certi cerotti da applicare per attenuare i sintomi: si tratta di Prostaplast, che promette risultati efficaci. Cosa ne pensa? La ringrazio se vorrà darmi il suo parere.

[#1] dopo  
Cara signora,
non rientra fra i rimedi validati. Senta che dice il suo urologo.
Dr. Giorgio Cavallini
http://www.andrologiacavallini.it
http://www.morbodilapeyronie.altervista.org/
www.azoospermia.altervista.org

[#2] dopo  
Dr. Paolo Piana

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I costi per lo sviluppo e l'ingresso in commercio di integratori alimentari di origine vegetale è molto inferiore rispetto ai farmaci convenzionali. Per questo motivo negli ultimi 10 anni circa si è assistito alla proliferazione di decine di prodotti che condividono le indicazioni dirette ai disturbi "prostatici". Le composizioni sono varie e spesso fantasiose, per motivi di mercato ogni nuovo prodotto cerrca di avere qualcosa di diverso dalla concorrenza. Così questi nuovi cerotti di origine cinese, ci pare, probabilmente non ancora stabilmente entrati sul mercato italiano. Come per tutti gli altri integratori, la posizione dell'urologo ragionevole è possibilista, avvertendo la persona che l'efficacia reale di questi prodotti è comunque molto variabile ed assai poco prevedibile. Eventuali risultati pisitivi devono quindi manifestarsi non oltre un medio termine di un paio di mesi, altrimenti si rischia davvero di spender soldi inutilmente. Nel caso specifico, la scarsa efficacia di farmaci classici come l'alfuzosina (Xatral) ci fa peró pensare che la situazioe vada già oltre le possibilità di un approccio farmacologico e si debba iniziare a pensare ad un intervento. Essenziale è comunque il parere dell'urologo di riferimento.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#3] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone

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Gentile Utente,
a margine di quanto chiarito e consigliato dai colleghi specialisti confermo che anche per i disturbi prostatici il mercato è saturo di prodotti spesso privi di validazione e di discutibile efficacia terapeutica.

Abbraccio però la ragionevole posizione possibilista soprattutto quando il paziente come nel caso di suo marito, dopo anni di terapia validata, continua a soffrire sintomi molto fastidiosi; qualora il suo urologo di fiducia non sia al momento determinato verso nuovi schemi terapeutici consiglio vivamente di tentare.

Nell'ampia scelta di prodotti disponibili ci sono alcuni fitoterapici che potrebbero migliorare il quadro di sintomi riferiti; anche in questo caso però è importante seguire prescrizioni specialistiche e non seguire semplici indicazioni on-line.

Cordiali saluti.
Dr. Riccardo Ferrero Leone
Omeopatia-Omotossicologia-Nutrizione clinica

[#4] dopo  
Utente 196XXX

Ringrazio per le risposte serie e competenti. Per il prodotto in questione, effettivamente, abbiamo molte riserve, anche se sulla rete riceve una marea di commenti positivi.
Sicuramente in prospettiva (dipende dai lunghi tempi d'attesa in ospedale...) c'è l'idea dell'intervento! In che cosa consiste l'intervento alla prostata con le metodologie attuali? Quali conseguenze positive ed eventualmente quali rischi? Grazie per la vostra disponibilità e gentilezza.

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Oggigiorno buona parte degli interventi per disturbi legati all'ingrossamento prostatico benigno vengono eseguiti per via endoscopica. Vi sono numerose tecniche a disposizione, in linea di massima se eseguite da operatori esperti garantiscono ottimi risultati a distanza, indipendentemente dalle modalità operative. Molto in voga sono oggi le tecniche basate sul laser (olmio, tullio,"verde", ecc.) che permettono degenze post operatorie perlopiù molto brevi, ma la classica elettro-resezione bipolare è ancora senz'altro in grado di tenere il passo. Anche i tempi di stabilizzazione post-operatoria sono abbastanza simili, nell'ordine delle 6-8 settimane. In estrema sintesi, questo per dire che non è affatto necessario "inseguire" l'ultima novità, quanto piuttosto è importante affidarsi ad un nostro Collega con il quale si intrattenga un buon rapporto di comunicazione e fiducia.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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