Utente 279XXX
Gentilissimi,

Mi permetto di richiedere una consulenza con la speranza di ricevere il vostro supporto.
Ho 34 e sin da ragazzino ho sofferto di prostatite cronica, nonostante adesso ne soffra meno di prima, durante gli scorsi 3 mesi, i sintomi sono tornati e sembrano non volermi lasciare piu' dal mese di Giugno.
Purtoppo

Il medico curante di Londra, citta' in cui risiedo, ha prescritto due cure di antibiotici, ma entrambe non hanno avuto nessun riscontro positivo. Dopo la prima cura di antibiotici ho iniziato ad accusare dolori al lato sinistro dello stomaco. Nelle ultime settimane, gli stessi dolori sono talmente forti al punto da non poter praticare nessun tipo di attivita' fisica e quando provo a fare sport, anche i bruciori all'uretra aumentano. Inoltre il dolore lo sento anche al lato destro dello stomaco (meno intenso sul lato destro). Mi ritrovo in una situazione davvero difficile e non so come comportarmi. Soprattutto sono confuso dalle due sintomi e sto cercando di capire se c'e' una relazione tra i due dolori.

In data Venerdi' 8 Settembre ho consultato un urologo. Lo stesso suggerisce una cura di antibiotici per 28 gg (Ofloxacin 20mg). Questa e' la terza cura in meno di due mesi. Ma gli antibiotici non dovrebbero essere presi con cautela? E' la cura giusta per i dolori al lato sinistro dello stomaco? Pensiate debba iniziare a fare degli scan? Una TAC per esempio.

Spero che possiate fare un po' piu' di charezza sulla situazione,

Vi ringrazio infinitamente.

A

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Dr. Paolo Piana

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Indicativamente se vi è stata una relazione temporale così precisa, possiamo pensare ad una intolleranza gastrica agli antibiotici (piuttosto frequente) oppure si tratta di due malanni differenti che potrebbero non essere necesariamente associati. Le terapie antibiotiche nei disturbi prostatici del giovane sono molto dibattute, specie se si tratta di cure prolungate. La maggioranza di noi consulenti di Medicitalia è indirizzata ad una certa parsimonia nella somministrazione di antibiotici, a meno che vi siano cause acute (febbre, evidenti complicazioni) oppure risultati di laboratorio inequivocabilmente positivi. Per il resto, si ritiene che vi sia un ruolo per gli anti-infiammatori, ma soprattutto, per la correzione dello stile di vita, che deve essere indirizzato ad una generale "regolarità" con particolare riguado ad alimentazione, idratazione, funzione intestinale, attività fisica ed attività sessuale. Si tratta di situazioni mai semplici da affrontare e non ci i devono attendere risultati completi a breve termine. Indipensabile è raportarsi con uno specialsita con il quale si riesca ad intrattenere un buon rapporto di comunicazione e fiducia.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#2] dopo  
Utente 279XXX

Gentile Dott. Piana,

La ringrazio per la pronta risposta e per l'ottima consulenza medica. Colgo anche l'occasione per farvi i complimenti, questo servizio e' davvero eccellente.

A Londra e' davvero difficile stabilire un buon rapporto con uno specialista, ma non voglio entrare nel dettaglio; non saprei davvero che tipo di specialista potrei rivolgermi in questa difficile situazione.
Volevo indicare che sono una persona molto disciplinata quando si tratta di dieta e vita salutare. Peso 63kg, pratico sport ogni mattina (al momento quasi 0 a causa dei dolori), non fumo, bevo occasionalmente e consumo frutta e verdura in grandi quantita' tutti i giorni.