Utente 452XXX
Buonasera,
mi rivolgo a voi perché francamente non so più dove andare a parare. Da poco più di un anno è iniziato un calvario che non ha più fine. La storia clinica è abbastanza lunga, provo a riassumerla:

a Febbraio 2017 vengo ricoverato in Ospedale per una infezione batterica gastro-intestinale molto violenta: Campylobacter Jejuni. Durante il ricovero sono stato cateterizzato 3giorni (ma non so se la cosa abbia in qualche modo influenzato i miei successivi problemi). L'infezione mi ha notevolmente debilitato e da quando sono uscito dall'Ospedale non ho più avuto pace. Per almeno 2 mesi ho avuto bruciori costanti molto forti uretrali, come un crampo all'interno del glande e fitte molto forti in zona pubica. Oltre a numerosi problemi durante la minzione (esitazione, bruciore, flusso non continuo, sensazione di mancato svuotamento etc). Inizialmente la cateterizzazione ha fatto pensare a infiammazione vie urinarie. Ma varie cure oltre a urinocolture tutte negative hanno fatto cambiare idea ai medici. Da quel momento ho girato molti urologi e sostanzialmente tutti hanno diagnosticato una prostatite. Ho preso integratori per mesi, Topster e fatto svariate spermiocolture (tutte però negative). Quindi 15gg di Levofloxacina (10gg di 2 pillole il giorno e 5gg di 1 pillola al giorno). Anche questo senza risultati. E oggi sono ancora nella stessa condizione.

Dopo i primi 3/4 mesi i dolori si sono fatti più latenti. Leggeri, ma costanti. Poi ho iniziato una fase ciclica in cui per qualche settimana quasi scomparivano e poi progressivamente si riacuivano. I problemi minzionali invece, sono sempre rimasti invariati. Dopo oltre 1 anno però, in queste settimane mi trovo nuovamente con dolori molto forti. Bruciore continuo molto forte uretrale, dolore al pube e all'interno del glande (nonostante stia ancora facendo una cura di integratori Deprox e Prostamec). Oltre ai soliti problemi minzionale. Non so veramente come fare, ovviamente vi lascio intendere l'abbassamento della qualità di vita, nonché della vita sessuale.

Preciso che in contemporanea a tutti i problemi di area urologica, sono sopraggiunti problemi in area anale/perianale, anche quelli ancora non risolti e non compreso se collegati ai problemi urologici. Si tratta di forte bruciore e prurito in zona anale/perianale. ANche questi in fasi cicliche, molto intensi a giorni, quasi scomparsi altri. Proctologo ha escluso ragadi o emorroidi. Il dermatologo ha provato varie creme ma niente. Esami feci e tampone perianale negativi. Esami sangue nella norma, escluse IgE molto elevante (oltre 140). Le IgE specifiche però, non hanno riscontrato allergia a nessun allergene.

Grazie dell'ascolto

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

quadro clinico complesso che difficilmente può essere risolto da questa prospettiva.

Comunque un relativo collegamento tra i suoi problemi alla prostata e quelli ano-rettali non sono da escludere a priori.

Detto questo, quando sono presenti queste "problematiche urologiche” possono essere utili alcune indicazioni anche di tipo dietetico-comportamentale:

1)vita sessuale regolare, non lunghi periodi di astinenza;

2)limitare l'assunzione di alcuni alimenti tipo cioccolato, uova, frutta secca, formaggi stagionati, ecc;

3)lo stesso vale per le bevande come il caffé, il tè,le bibite gassate od alcoliche;

4)altra cosa importante è bere con intelligenza ad esempio durante tutto l'arco della giornata sono consigliati almeno 2–3 litri di liquidi, soprattutto acqua (se non esistono altre controindicazioni di ordine generale), smettendo però di bere almeno tre-quattro ore prima di andare a letto;

5)combattere la stitichezza quindi fare una dieta ricca di fibre e praticare una regolare attività fisica;

6)se si fuma, spegnere la sigaretta perchè la nicotina ha un'azione irritante sulla vescica;

7)infine ultimo consiglio, ma non meno importante, quello di ascoltare sempre attentamente il proprio medico di famiglia e lo specialista urologo che la stanno seguendo.

Si ricordi comunque che sempre la visita medica rappresenta il solo strumento diagnostico per poterle dare un’indicazione terapeutica corretta e che i consigli forniti via internet vanno sempre intesi come meri suggerimenti di comportamento.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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