Utente 434XXX
Gentili Dottori,

sono un ragazzo di 30 anni. Vi scrivo in merito ad una prostatite che mi sta affliggendo da ormai un anno.

Dopo aver avuto alcuni sintomi anomali (dolori nel perineo, perdite di liquido dopo la minzione), mi sono rivolto ad un urologo che mi ha effettuato ecografia rilevando una prostata infiammata ma senza calcificazioni. Dopo primo esame colturale del liquido spermatico sono risultato infettato da Pseudomonas; ho effettuato 2 cicli di Ciproxin 1000 RM con una settimana di pausa tra i due cicli.

Effettuata nuova coltura sono risultato positivo con ceppi di Escherichia Coli; il Dottore mi ha prescritto due cicli di Cefixoral, sempre con una settimana di pausa tra i due cicli. Inoltre ho iniziato ad assumere Prostamev (Serenoa, Ortica e Bromelina) una capsula al dì.

Il terzo esame colturale mi mostra ancora infetto da E. Coli con un antibiogramma che mostra il batterio sensibile a qualsiasi tipo di antibiotico.
Il Dottore mi ha invitato a continuare con l’integratore a base di Serenoa, ad avere una regolare attività sessuale, non mi ha prescritto alcun antibiotico e mi ha invitato a portare pazienza in vista di una guarigione nei prossimi 2-3 anni.

Potete capire quanto la cosa mi abbia sconfortato. Continuo ad avere spiacevoli e abbondanti perdite di liquido biancastro subito dopo aver fatto pipì (di solito una volta al giorno, verso metà giornata).

Mi rivolgo a voi per avere un parere a riguardo. Conosco l’impossibilità di un antibiotico assunto per via sistemica a permeare la membrana della prostata in modo efficace e mi domando se fosse il caso di passare a delle inoculazioni in loco.

Grazie per la gentile attenzione,

Saluti

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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I batteri individuati dalle colture hanno una chiara origine intestinale, pertanto vimè da chiedersi se proprio a livello intestinale vi sia qualche problema che possa essere all'origine di tutto (es. colite, malassorbimento, emorroidi, ragadi, eccetera). Ciò detto, la somministrazione prolungata di antibiotici energici può negativizzare (almeno transitoriamente) le colture, ma può selezionare a livello intestinale germi sempre più resistenti ed aggressivi. Pertanto lo specialista ragionevole sa bene che non è il caso di esagerare, quantomeno in assenza di febbre o complicazioni pericolose. L'iniezione diretta di antibiotici nella ghiandola è una procedura abbastanza invasiva, è stata proposta molto tempo fa ma non ha mai convinto gli specialisti, anche perchè i risultati non sono così evidenti. Altrimenti il problema della prostatite cronica sarebbe senz'altro già stato definitivamente risolto. Pertanto, l'atteggiamento specialistico più diffuso è quello ragionevole di valutare attentamente caso per caso, individuare eventualmente le criticità (es. problemi intestinali), agire meticolosamente sullo stile di vita e somministrare anti-infiammatori ed integratori, se si crede alla loro attività.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 434XXX

Gentilissimo Dottor Piana,
innanzitutto grazie per la sua solerte ed esaustiva risposta.

Capisco benissimo i motivi da Lei addotti e infatti Le dico - a margine - che sono anni che soffro di colite spastica dovuta a somatizzazione da ansia. Sto molto attento a ciò che mangio e seguo una cura a tal proposito. Assumo periodicamente anche integratori immunizzanti per rinforzare il mio sistema immunitario. Vero è che solo in quest'ultimo anno ho avuto questo problema alla prostata forse individuabile ad un viaggio effettuato e alla scarsa igiene in alcuni ambienti.

Mi pare di capire che perseverare con cure antibiotiche sarebbe deleterio per svariati motivi.
Continuare con la Serenoa e in caso associare un anti-infiammatorio. Quando mi trovai a discutere col mio specialista lo trovai in disaccordo su quest'ultimo punto non volendo prescrivere alcun tipo di anti-infiammatorio e/o cortisone. Mi disse solo di perseverare per 6 mesi con la Serenoa.

Ma purtroppo noto che i sintomi quali le cd. "perdite" dopo la minzione si ripresentano puntualmente e in alcuni casi di maggiore stress mi trovo ad avere bisogno di recarmi al bagno spesso per svuotare la vesciva.

Esiste un modo per poter alleviare tale sintomatologia, pur capendo che devo imparare a convivere con questa infiammazione alla prostata?

Grazie

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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realisticamente, non esistono terpaie "miracolose", quanto ci scrive alla fine rasenta abbastanza la realtà.
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