Utente 487XXX
Buongiorno,
vi scrivo per chiedere un parere e possibilmente avere una soluzione.
Ventidue giorni fa ho eseguito un intervento chirurgico in artroscopia di meniscectomia. Avendo optato per l'anestesia spinale, ho ritrovato la sensibilità all'arto solo dopo 5 ore e quella ai genitali non prima di 9 ore.
Avendo avuto un globo vescicale, mi è stato proposto l'inserimento di un catetere che a malincuore ho dovuto accettare. L'operazione, eseguita da due ragazzi, presumibilmente operatori socio sanitari, dell'introduzione del catetere non è riuscita, o meglio il tubicino entrava correttamente nell'uretra ma non riusciva a superare la prostata. Hanno provato alcune volte senza riuscirci. A quel punto è stato chiamato un medico che in men che non si dica ha inserito un nuovo catetere e con una facilità estrema ha completato correttamente l'operazione e l'urina ha riempito la sacca di plastica di quasi due litri di urina.
Avendo una soglia del dolore piuttosto alta, tant'è che il decorso post operatorio è stato regolare e non ho avvertito alcun dolore, se non un semplice fastidio al ginocchio operato. Ho avuto invece un problema piuttosto serio che tuttora mi affligge. Come le dicevo all'inizio, ho acquistato la sensibilità ai genitali solo dopo 9 ore dalla pratica dell'anestesia spinale, quindi ho cominciato ad avvertire delle trafitture nella pancia, precisamente sopra il pube e un bruciore molto intenso nella zona perineale, la sensazione è stata quella di avere un coltello infilato nell'ano, sensazione che è durata per ben due settimane.
Tengo a precisare che in accordo con il medico di base ho iniziato il giorno dopo l'intervento in artroscopia una terapia antibiotica con due compresse al dì, intervallate ogni 12 ore, di ciproxin 500 come profilassi alla possibile infezione del catetere.
Nonostante questo, a distanza di quasi un mese, sento ancora quelle strane fitte nella zona perineale e sul ventre, sopra all'apparato genitale. La mia domanda è questa: c'è il rischio che i primi due tentativi di inserire il catetere eseguiti maldestramente dai due ragazzi abbiano spinto e danneggiato la prostata, visto che significavano che il tubicino del catetere non riusciva attraversarla?
Tengo a precisare che non ho mai avuto prostatiti prima di questo spiacevolissimo inconveniente.
Ringrazio i medici che risponderanno al mio fastidioso problema.
Grazie.
Luca

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Prenota una visita specialistica
Dubitiamo che vi sia stata una reale causa infettiva, piuttosto traumatica. La zona è molto,sensibile e delicata, non è necessario ipotizzare un danno grave per giustificare i suoi disturbi. Se, a parte i dolori, lei urina in modo regolare, è verosimile che il fastidio tenda a scemare, anche se lentamente. Se così non fosse, sarà il caso di sottoporsi ad una visita urologica.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#2] dopo  
Utente 487XXX

Buongiorno Dottore,
io urino in modo regolare, ma la cosa che mi preoccupa è il continuo dolore nella zona perineale e nel ventre, appena sopra all'apparato genitale.
Lei ritiene che queste fitte siano dovute al trauma che ha subito la prostata durante i primi tentativi mal riusciti di inserire il catetere?
Quest'ultimo potrebbe aver causato un danno prostatico?
Sottolineo che sono già trascorsi 22 giorni dall'intervento e che mai prima d'ora avevo avuto fastidi di questo genere.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Si sottoponga alla visita di un nostro Collega specialista in urologia
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#4] dopo  
Utente 487XXX

Prima di effettuare una visita urologica, non è meglio fare un'ecografia prostatica?
Grazie.

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Non immediatamente indispensabile, vista la storia, comunque se ha ha occasione senza ritardare la visita specialistica, faccia pure anche l'ecografia.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#6] dopo  
Utente 487XXX

Effettuata visita urologica come lei mi ha consigliato.
Il medico mi ha prescritto un'ecografia prostatica transrettale e alcuni esami del sangue da eseguire, tra cui il PSA. Null'altro in attesa degli esami.
Devo ritornare quando ho i referti.
Dottore, perdoni una domanda, ma cosa intendeva con la sua risposta "vista la storia?"
Grazie

[#7] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Valutata l'evoluzione della situazione clinica.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#8] dopo  
Utente 487XXX

Bene, adesso dovrò nuovamente tornare a visita dall'urologo, perché a suo dire "senza un' ecografia transrettale e il PSA è impossibile fare diagnosi e non è corretto prescrivere alcun farmaco".
Vorrà dire che prenoterò e aspetterò i referti, quindi pagherò una nuova visita urologica.
Mah!

[#9] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Il PSA è un essenzialmente un marcatore tumorale, a nostro parere il suo utilizzo al di fuori di questi scopi non ha alcuna utilità. Si tratta comunque solo del nostro punto di vista comunque ...
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#10] dopo  
Utente 487XXX

Che il PSA sia un marcatore tumorale è pacifico. Chiedendo delucidazioni all'urologo, mi è stato detto che è stato prescritto come completezza degli esami.
Resta il fatto però che senza aver prima visionato un'ecografia prostatica transerettale, non può prescrivermi nessun farmaco.
Quindi a breve dovrò ritornare nuovamente a visita e questo mi dispiace non poco.

[#11] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Nell maggior parte dei casi è normale che vi sia una prima visita di orientamento con richiesta di accertamenti mirati, seguita da un controllo con diagnosi definitiva ed eventuali indicazioni terapeutiche e/o operative.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#12] dopo  
Utente 487XXX

Avendo ancora molto male nella zona perineale e nel basso ventre, volevo sapere quali danni può aver causato l'inserimento errato del catetere vescicale.
Qualcuno può spiegarmi?
Dall'ecografia inoltre risulta un residuo post minzionale pari a circa 60 cc, residuo minzionale che non avevo mai avuto prima.

[#13] dopo  
Utente 487XXX

Qualcuno può gentilmente rispondermi?

[#14] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
L'inserimento di un comune catetere vescicale morbido può non riuscire al primo tentativo per vari motivi, compresa la scarsa pratica di chi lo esegue, ma non è verosimile che si creino dei danni veramente gravi. Pertanto è poco verosimile che i suai attuali disturbi siano da ascrivere a quella causa. Sulla natura di questi disturbi, a distanza non è possibile giudicare, la valutazione diretta è imprescindibile. Un residuo vescicale di 60 cc dopo l'ecografia non è di per sè significativo e va comunque valutato nell'insieme del bilancio minzionale (qualità del flusso, frequenza degli stimoli, eccetera).
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#15] dopo  
Utente 487XXX

La ringrazio per avermi risposto.

Tenga però presente che un residuo vescicale di 60 cc non l'avevo mai avuto prima d'ora. Dato che eseguo, ogni anno, un'ecografia addominale completa, inclusa vescica e prostata.

Sempre dopo l'inserimento del catetere ho notato un altro spiacevolissimo effetto collaterale, ovvero l'eiaculazione retrograda, disturbo mai avuto prima.

A questo punto dubito seriamente che il catetere non abbia creato danni.

Esiste un farmaco che potrebbe dare sollievo al mio problema?

Ringrazio ancora tutti coloro che mi daranno risposta.

[#16] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Abbiamo il dubbio che per proprio questi disturbi le sia stato consigliato un farmaco della famiglia degli alfa-litici (es. tamsulosina) il cui quasi costante effetto collaterale è proprio l'eiaculazione retrograda. In ogni caso a distanza non è possibile dire molto di più, la valutazione diretta è indispensabile.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#17] dopo  
Utente 487XXX

Dottore, io la ringrazio per la disponibilità, ma mi chiedo veramente se lei abbia letto attentamente quanto ho scritto. E ne dubito davvero.

Nessun farmaco alfa litico mi è stato prescritto dall'urologo, se non un nuovo controllo tra 90 gg, per questo domandavo, dato che si è aggiunto o forse sarebbe meglio dire aggravato un ulteriore problema.

Saluti

[#18] dopo  
Utente 487XXX

Gentili Dottori,
vi scrivo in quanto a distanza di nove mesi non ho risolto il mio problema.
E' ormai evidente che la manovra errata dell'inserimento del catetere vescicale abbia lesionato in parte la prostata, persiste infatti ancora molto dolore al ventre e nella zona perineale tanto da non riuscire a correre.
Il getto dell' eiaculazione è molto bassa e poca, rispetto a prima dell'intervento, e in alcuni casi retrograda.
Qualcuno può darmi qualche suggerimento sul da farsi?

[#19] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
La persistenza dei sintomi impone ovviamente che la situazione venga definitivamente chiarita con una valutazione specialsitica diretta, con assai verosimili indicazioni ad un riscontro endoscopico.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#20] dopo  
Utente 487XXX

Dottore, quello è ovvio, le visite urologiche sono state eseguite, così come esami del sangue, lo spermiogramma e spermiocoltura, ma non riesco a uscirne.

Con le risposte scontate che mi dà, mi sembra di sognare.

Cordialità

[#21] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
E' stata anche eseguita l'endoscopia? Che cosa si è visto? Non è certo con la spermiocoltura che si può pensare di definire la situazione.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#22] dopo  
Utente 487XXX

Gentile dottore,
l'endoscopia mi è stata sconsigliata, in quanto ritenuta troppo invasiva per il problema presente infiammatorio, dovuto appunto all'errato inserimento del catetere.

Mi è stato prospettato una uretrografia retrograda.

[#23] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
L'indagine radiologica costituisce un tempo intermedio, che può fornire solo una parte di informazioni, d'altronde una valutazione endoscopica ambulatoriale con strumento flessibile non può essere considerata invasiva. Si tratta comunque solo del nostro punto di vista. L'importante nel suo interesse è che si inizi a fare qualcosa.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#24] dopo  
Utente 487XXX

Da ciò che sembrava una cosa banale è uscito fuori qualcosa di molto serio e fastidioso.

Caro dottore, in questi mesi è stato fatto molto più di "qualcosa", visite urologiche, con tanto di esplorazione rettale, ecografie su ecografie, esami del sangue, spermiogramma, spermiocoltura, assunzione di antinfiammatori non steroidei, di prodotti fitoterapici, molecole differenti di antibiotici e cortisone.

Se lei chiama tutto questo "qualcosa", io alzo le mani, perché proprio io e lei non ci capiamo.

Dopo Natale proverò con l'uretrografia retrograda.

Saluti e grazie.