Utente 491XXX
Buongiorno,
da circa 10 anni soffro di scarsa pressione minzionale; i consulti richiesti si risolvevano, forse per la mia giovane età, in una ecografia transrettale (normale) e stop.
Col penultimo consulto invece, mi viene prescritta ed eseguita uroflussimetria ed ecografia:

"Alla flussimetria si apprezza normale picco di flusso ma tempo di svuotamento marcatamente lungo rispetto al volume svuotato. Inoltre alla ecografia successiva si rileva marcato residuo urinoso dopo minzione, circa 200 cc, che si riduce pressoché a zero dopo minzione ripetuta. A questo punto, nel sospetto di vescica iporeflessica, è indicato eseguire un esame urodinamico invasivo per chiarire la causa dei disturbi"

Ovviamente prenoto l'esame urodinamico; il giorno dell'esame l'urologo preposto (non lo stesso che me lo ha prescritto), dopo aver visionato la documentazione, mi dice che per lui l'uroflussimetria era falsata da una eccessiva quantità di urina e mi suggerisce di ripeterla perché secondo lui non è da escludere causa ostruttiva.
Sia questo urologo che il precedente erano informati di una infezione da me contratta 18 anni prima.
Acconsento e ripeto con lui l'uroflussimetria:

"Anamnesi: mitto riferito ridotto da anni, a volte minzione in due tempi, non pollachiuria diurna o notturna, assente urgenza minzionale, ha eseguito uroflussimetria con rilievo di picco di flusso nei limiti (13 ml/sec) ma con residuo postminzionale significativo e con curva a denti di sega suggestiva di uso del torchio addominale.
Ad una seconda minzione RPM assente. NB: l'esame può essere stato condizionato dall'alto volume preminzionale (stimato oltre 50 cc).
D'accordo con il paziente si procede quindi a ripetizione della sola uroflussimetria.
Comorbilità: riferisce pregressa uretrite gonococcica.
REFERTO UROFLUSSIMETRIA:
Voume minzionale: 213 ml
parametri uroflussimetrici borderline con Qmax 13 ml/sec; morfologia di curva regolare
residuo post minzionale assente, si segnala ispesimeto destrusoriale verosimilmente reattivo ad ostruzione.
L'office ecography uretrale evidenzia sospetta riduzione del calibro del segmento peno-bulbare da confermare con uretroscopia.
Conclusioni: tracciato suggestivo di ostruzione cervico-uretrale borderline con sospetti esiti sclerotici secondari ad uretrite gonococcia"

Mi trovo a questo punto con due diagnosi contrastanti che per essere confermate necessitano di approfondimenti invasivi con lo sconforto di non essere venuto a capo di niente in 10 anni; in più leggo che, in caso di ostruzione, l'unico modo di intervenire è chirurgico e che l'intervento può essere esso stesso causa di ostruzione per cicatrizzazione...inoltre trovo articoli interessantissimi come questo:

https://www.medicitalia.it/blog/urologia/3710-perche-devo-fare-esame-urodinamico.html?refresh_ce

tutto questo porta ad interrogarmi su quale sia a questo punto la strada da seguire per la mia situazione, ed è un suggerimento su questo che vi chiedo.

[#1] dopo  
Dr. Mauro Seveso

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Gentile utente
immagino che in questi anni oltre ad avere eseguito delle valutazioni specialistiche abbia anche seguito delle terapie framacologiche che al momento non sono state efficaci considerando quanto da Lei riferito.
Occorre pertanto passare a una terapia più invasiva ma più efficace. In questi casi è vivamente consigliabile esser sicuri del quadro all'origine dei disturbi .
Quindi, in relazione alla sua storia clinica, io le consiglierei di eseguire in prima battuta una cistoscopia e se questa non fosse dirimente, un esame urodinamico
Cordiali slauti
Dott. Mauro Seveso

[#2] dopo  
Utente 491XXX

Buonasera ed innanzitutto grazie per la risposta: in realtà di cure mediche non ne ho eseguite granchè: tranne quelle per l'infezione gonococcica da ragazzo, nei consulti successivi i medici da me sentiti si limitavano all'esame della prostata e, trovandola a posto, non proseguivano mai con la prescrizione né di cure né di accertamenti.
Probabilmente la mia giovane età li portava ad escluderne la necessità?
Solo queste ultime due visite hanno portato agli approfondimenti citati.
La ringrazio di nuovo dottore.