Utente 299XXX
Salve,
racconto brevemente la mia storia (come ho giá fatto su questo sito):
A 22 anni mi fu riscontrata una prostatite cronica abatterica causata da colon irritabile di natura stiptica. Son due anni che ho prostatiti recidivanti o meglio si pensava trattarsi di prostatiti invece dopo esseremi recato da un noto neuro-urologo di Roma dopo esplorazione rettale (non toccandomi la prostata bensí il pavimento pelvico) la diagnosi é stata:
Obbiettivitá: sfintere anale discretamente ipertonico. Lievemente dolorabile; muscoli del pavimento pelvico ipertonici, dolorabili alla compressione digitale.

Impressioni: ipertono dei muscoli pelvici con sintomi della fecazione con sintomi irritativi dell'innervazione distrettuale.
Ovvero: Dolore pelvico.
I miei problemi sono strettamente correllati alla defecazione ovvero é come se non riuscissi mai a svuotare pienamente l'ampolla rettale e da qui si susseguono una serie di disturbi urinari come pollachiuria o flusso debole con senso di gonfiore ano-scrotale, a volte bruciore nell'atto di urinare e soprattutto bruciore e tensione o anale o ai glutei.
La terapia era stata basata con miorilassante Expose 100mg mezza compressa 3 volte al gg e un'integratore e da accordare una riabilitazione del piano perineale per apprendere il rilasciamento di tale muscolatura e terapia manuale dei trigger point.
Dopo circa 3 giorni il miorilassante cominciò a fare effetto ossia come se ci fosse stata una decontrattura a livello rettale che mi permetteva difatti di svuotare pienamente l'ampolla e di conseguenza i fastidi urinari quasi stavano scomparendo, senza dolori posteiaculatori permanevo solo a volte qualche fastidio ai glutei. Il problema é che li ho dovuti eliminare perché mi stavano cominciando a dare problemi allo stomaco (ho un'ernia iatale e prendo pantoprazolo 20 mg quotidianamente)
Io mi sono appena trasferito a Barcellona e mi sento completamente disorientato, la cura l'ho cominciata qua e ora non so come orientarmi. Mi sono recato da un neurologo che mi ha consigliato il diazepam come miorilassante per 5 gg e valutare gli effetti oltre a consigliare una risonanza magnetica del pavimento pelvico per escludere con certezza un interessamento del pudendo. Un'azione miorilassante il diazepam sembrava averla, però il farmaco suddetto mi provocava appunto quella sensazione di non svuotare completamente l'intestino come se la peristalsi intestinale fosse un pò rallentata.
Ora io qua ho scoperto che c'é un centro di riabilitazione a Barcellona che si occupa di dolore pelvico anche maschile ma vorrei coadiuvare anche una terapia farmacologica adeguata. A chi mi dovrei rivolgere? Continuare con un neurologo? Un urologo? Un proctologo (tra l'altro prima di partire feci una defecografia nella quale non emerse nulla). Aiutatemi per favore! Non vorrei essere costretto a ritornare in Italia "per curarmi".

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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I nostri Colleghi catalani sono tradizionalmente molto bravi, la loro scuola tradizionale è anche più antica di quella italiana. Si affidi pertanto con tutta fiducia al centro per il dolore pelvico di cui ci parla. Non esiste uno specialista specifico che si occupa di questo disturbo, ma proprio per questo esistono questi centri in cui il probelma viene affrontato collegialmente da urologi, neurologi, proctologi e fisiatri.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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