Aggiornamento del 29/01/2020

E' notizia di ieri 28 gennaio che sebbene non sia dichiarata nessuna emergenza internazionale, l'OMS ha evidenziato che esiste un rischio alto di diffusione a livello globale e molto alto in Cina.

Coronavirus in Cina

Cosa significa passare da un'allerta di livello moderato ad una di livello alto?

Rispetto alla gente comune che vive in Italia, è opportuno chiarire alcuni aspetti che possono indirizzare la percezione del rischio di ciascuno, non solo per evitare inutili allarmismi, ma anche per divulgare le conoscenze utili per essere pronti ad eventualità epidemiologiche più impegnative.

Cambiare prospettiva di rischio è un percorso normale in sorveglianza epidemiologica, quando si vuole fare prevenzione in sanità pubblica.

L'aggiornamento su di una nuova epidemia viene fatto costantemente in modo che le autorità sanitarie siano allertate e lavorino in collaborazione per cercare di controllare l'emergere dei nuovi casi.

Inoltre dato che l'argomento discusso genera molto interesse nei media, necessitando di evidenziare che è importante e raccomandabile affidarsi a fonti ufficiali, le stesse organizzazioni sanitarie tendono a condividere in tempo reale con la popolazione le nuove conoscenze. Pertanto anche se si parla molto del problema è utile ripetere che non è in atto nessuna emergenza internazionale.

 

Dal 31 dicembre 2019 è in studio, sotto la guida dell’OMS, un’epidemia di polmoniti dapprima d’origine ignota, poi identificate il 9 gennaio 2020 come dovute ad un nuovo coronavirus (2019-nCoV).

Coronavirus

 

Dalle prime indagini epidemiologiche si è riconosciuta una fonte comune nella frequentazione del mercato di Huanan Seafood, nel sud della Cina, un mercato all'ingrosso di frutti di mare e animali vivi. Ad oggi la presenza di casi tra gli operatori sanitari ha confermato la possibilità di trasmissione interumana.

Quali sono i sintomi del Coronavirus?

I sintomi più comuni della malattia indotti dal Coronavirus sono:

  • febbre,
  • tosse secca,
  • mal di gola,
  • difficoltà respiratorie.

In forma lieve si presenta con un aspetto simil-influenzale, ma può progredire in forme più gravi soprattutto se coesistono condizioni cliniche croniche:

  • diabete,
  • malattie cardiovascolari,
  • patologie epatiche,
  • altre patologie respiratorie;
  • anche gli anziani potrebbero essere più suscettibili alle forme gravi.

A livello internazionale, la particolare attenzione degli epidemiologi dipende dal fatto che i Coronavirus sono una grande famiglia di virus respiratori che possono causare malattie che vanno dal comune raffreddore alla MERS ed alla SARS. Ad oggi sono stati rilevati casi con storia di viaggi in Cina, Thailandia, Giappone, Corea del Sud.

L’OMS ha convocato una riunione per valutare se l’epidemia rappresenta un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. Attualmente il Centro europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC) stima che il rischio d’introduzione dell’infezione in Europa, attraverso i casi importati, è moderato.

Dal 28 gennaio il rischio è stato portato ad "alto".

Quali fattori possono contribuire a far evolvere un'epidemia in pandemia?

Se la gravità di diffusione a livello globale risente dei traffici internazionali, oggi sempre più diffusi; l'alta gravita di rischio per la Cina risente notevolmente di vari aspetti socioculturali propri della popolazione cinese. Come riportato da più parti, sul New York Times si legge che il sistema sanitario cinese ha difficoltà ad assicurare ai pazienti anche i servizi più elementari, già prima dell'epidemia. Inoltre, frequentemente la popolazione cinese ricorre a cure non basate sull'evidenza scientifica.

In Italia il Sistema sanitario Nazionale (SSN) è universalistico e teoricamente può fare affidamento su di una ricca rete di medici di medicina generale ed afferenti alle cosiddette Cure Primarie che, senza ingolfare gli ospedali possono tranquillamente controllare la diffusione di un un'infezione virale aero-trasmessa da uomo a uomo, come, d'altronde, già avviene nel corso delle epidemie influenzali.

Solo a scopo precauzionale il ministero ha attivato una specifica Task Force per l'attuale epidemia di coronavirus.

Concludendo, dato che la Cina è in difficoltà per le carenze sanitarie e di welfare discusse, a maggior ragione chi volesse partecipare a rafforzare il SSN nella difesa da un'epidemia deve favorire un corretto accesso al SSN medesimo: informandosi dalle fonti ufficiali; rivolgendosi ai propri medici curanti ed ai centri di medicina del viaggiatore prima di un viaggio ed in caso di sintomi al rientro; non ricorrendo in ospedale in modo inappropriato; aderendo alle proposte vaccinali, non ultima l'antinfluenzale.

Quali misure di prevenzione dovrebbero adottare i viaggiatori?

L’Italia (aereoporto di Roma Fiumicino) ha tre voli diretti con Wuhan, e numerosi voli non diretti, il cui traffico passeggeri dovrebbero aumentare in occasione del capodanno cinese. All’uopo sono stati implementati i controlli transfrontalieri ed è stato attivato il sistema di risposta sanitaria.

In merito alle misure di prevenzione per i viaggiatori, rammentando che l’OMS non consiglia restrizioni per i viaggi, e specificando che non esistono vaccini specifici, è opportuno assumere un atteggiamento prudente per ridurre il rischio generale d’infezioni respiratorie per chi è diretto o proviene da aree colpite (Wuhan), seguendo alcuni consigli:

  • vaccinarsi contro l’influenza almeno due settimane prima della partenza;
  • valutare la possibilità di postecipare i viaggi a Wuhan non strettamente necessari;
  • evitare il contatto diretto con persone che soffrono d’infezioni respiratorie acute;
  • lavarsi spesso le mani;
  • evitare di visitare mercati ittici e\o di animali vivi;
  • evitare il contatto diretto con animali;
  • i viaggiatori con sintomi d’infezione respiratoria acuta dovrebbero rispettare l’igiene respiratoria.

 

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