Utente 412XXX
Gentili dottori, dopo una fase dell'età giovanile vissuta senza alcun tipo di problema a livello sessuale, dai 24 anni ho cominciato a soffrire di disfunzione erettile. Al momento dell'atto sessuale il membro non acquista turgidità e se, lo fa, ciò avviene in maniera scialba ed insufficiente. Fatte tutte le analisi ormonali e del sangue in genere, nonché l'ecocolordoppler penieno dinamico, l'andrologo di fiducia ha individuato la causa del problema in uno stato ansiogeno, prescrivendomi un generico a base di Tadalafil da usare all'occorrenza. La genesi ansiogena del problema è confermata dal fatto che da solo, con la masturbazione, non ho il minimissimo problema. La prima volta che ho utilizzato una complessa da 20 mg del farmaco prescrittomi è stata una esperienza stupefacente. Non credevo ai miei occhi per la risposta erettiva praticamente immediata e consistente al primissimo mio contatto fisico con l'altro sesso. Tanto più sorpreso perché, per circostanze singolari, quella partner occasionale non mi suscitava alcun genere di attrazione, semmai repulsione, mentre le contingenze ed il luogo di consumazione del rapporto sessuale erano squallide e deprimenti. A maggior ragione, ripeto, rimasi strabiliato da una risposta erettiva -come non la vedevo da anni-, laddove prima di allora, per qualche anno, questa si era rivelata assente con partner di estrema bellezza, verso cui provavo attrazione, ed in circostanze ideali e perfette. Anche quando tornai a casa, dopo qualche ora, bastava sfiorare il membro per assistere ad una risposta erettiva, circostanza che si verificava anche l'indomani. Oggi, in previsione di un rapporto sessuale, ho riassunto una nuova compressa da 20 mg. La risposta erettiva vi è stata, discreta, ma inferiore e meno pronta rispetto a quella verificatasi la prima volta con l'uso del farmaco. Inoltre, per quanto anche in questa circostanza fossi tutt'altro che coinvolto dal partner, ho eiaculato dopo pochissimi secondi di spinte, direi dopo 5-6, in un esito disastroso che onestamente non mi aspettavo affatto. Nè il pene è riuscito più a riacquistare l'erezione dopo diversi minuti dall'orgasmo. Ritornato a casa, il mio pene non vive quello stato di tensione sessuale che invece ebbi a rilevare al primo utilizzo del farmaco, allorché occorreva una minima stimolazione perché si verificasse una potente risposta erettiva. Gentili dottori, c'è spiegazione per l'accaduto? Mi sento davvero molto sfiduciato, sono un bellissimo ragazzo, di volto e di corpo, ma da anni la mia vita relazionale e sessuale sta subendo limitazioni pietose causa il problema della disfunzione erettile. Ora che ero felicissimo di poterla riprendere, con l'utilizzo di un farmaco che avevo sperimentato essere miracoloso, e che mi consentiva temporaneamente di inibire gli effetti dell'impotenza pur non risolvendo la causa, ne rilevo -già al secondo utilizzo- un'efficacia assai più ridotta, a voler poi tacere dell'eiaculazione precoce. Che mi consigliate di fare?

[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini

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Grazie al cielo appartengo a quella generazione di andrologi che ha imparato a curare il deficit erettile senza quei farmaci. Farmaci che hanno avuto come effetto l' appiattimento delle personalità nel campo. Ma questa è altra storia.
Ora il farmaco da lei assunto ha una efficacia del 60% se preso da solo, dell 85% insieme a farmaco per inibire gli effetti dell' ansia.
Secondariamente ritengo che dare tali farmaci ad un giovane sia poco or nulla corretto che bene che vada salta fuori un soggetto farmaco dipendente.
Quello che è successo? O si è abituato al farmaco, o l' ansia ha superato le capacità del farmaco stesso.
La soluzione: butti quella roba nel pattume, che la deve stare, e senta un bravo psicologo. In altro modo, ma non me lo venga a dire che è una soluzione per me orribile, si rivolga al collega per una "impasticcata" di farmaci per inibire l' ansia.
Dr. Giorgio Cavallini
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[#2] dopo  
Utente 412XXX

Gentile dottore, la ringrazio molto per la risposta celere, approfondita, onesta e paterna. Abitassi più vicino a Ferrara, mi recherei certamente a visita da lei, nel bellissimo studio che ho visto in foto. Ma ahimè (per tante ragioni...), abito all'altro capo dell'Italia. Purtroppo non so cosa fare, nel senso che il mio andrologo ha provato sì ad evidenziare l'importanza di confidenza, intimità e dialogo nel rapporto con l'altra persona, nondimeno mi risulta difficile il verificarsi di circostanze simili con partner occasionali. Mi infastidisce enormemente che rapporti occasionali più easy che riuscivo tranquillamente a tenere fino ai 24 anni, da allora si sono tramutati inspiegabilmente in esperienze tragiche. Purtroppo non so più che fare, ad un problema se ne presenta un altro. Alla deficienza erettile, subentrate le pillole con argine momentaneo alla problematica, è seguita l'eiaculazione precoce (forse ingeneratasi dalla scarsità di esperienze sessuali degli ultimi anni). Mi sembra di vivere un disastro, come un adolescente impacciato sotto scatto dell'ansia più totalizzante. So bene che queste pillole possono dare dipendenza, e che sono sconsigliabili soprattutto a persone della mia età. So bene che, provandole, si può entrare nell'ordine di idee che per vivere serenamente un rapporto non se ne possa fare a meno. Personalmente le ho concepite come temporanee, volte meramente a riequilibrare una situazione di insuccesso cronico originatasi con esperienze precedenti. Dalla riacquisizione della fiducia in se stessi (in relazione a questo aspetto), avrei poi cominciato a valutare una progressiva limitazione di dosi, infine dismissione. Ma ora l'eiaculazione precoce si presenta quale nuovo ulteriore mostro che mi sbarra la strada per una corretta vita sessuale e dunque relazione. Mi sento davvero perso. Fossi stato bruttino, me ne sarei fatta più una ragione. Ma vedermi un mare di persone farmi il filo, con me sempre sfuggente per paura di entrare in intimità con quella persona e dar sfoggio delle mie problematiche, è diventata una condizione oggettivamente pietosa. Mi aiuti, la prego.

[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini

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Personalmente non credo molto alle rassicurazioni ed alle raccomandazioni nel campo specifico: è provato che a poco servano e lei ne è l' esempio. Bisogna andare da professionisti e professionisti nel campo sono gli psicologi. Non certo noi medici. Per cui: vada dal suo medico di base, gliu parli del problema e chieda indirizzo di bravo psicologo.
Dr. Giorgio Cavallini
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[#4] dopo  
Utente 412XXX

E' giusto, grazie mille dottore.