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Stipsi, colon irritabile

Gonfiore addominale, difficoltà a digerire, reflusso gastrico? 👉Scopri i benefici dei fermenti lattici

Gentile dottore, ho un problema da circa due anni che dopo numerosi esami e consulenze non sono riuscito ne a risolvere e nemmeno a migliorare. Tutte le mattine mi sveglio con gonfiore a livello intestinale con mormorii e meteorismo, questa sensazione fastidiosa e dolorosa mi permane per tutto il giorno. Quando mi scarico, quasi quotidianamente (senza un chiaro stimolo), impiego quasi un ora con feci non dure e quando ho finito ho una sensazione di incompleto svuotamento e poco dopo ricomincia il gonfiore. Dopo la gastroscopia (in cui si è evidenziata una semplice ernia iatale) ho effettuato un colonscopia (dove si è riscontrato un dolico colon).. diagnosi dei due gastroenterologi sentiti è stata sindrome da colon irritabile. A quel punto ho provato qualsiasi fermento lattico e similari che provocavano un peggioramento del gonfiore e permaneva la difficoltà ad evacuare. Si e passati poi a pastiglie per sgonfiare la pancia (tipo simecrin), al levobren e movicol. ovviamanente senza quasi nessun affetto. Mi sono riferito poi ad una altro Gastroenterologo che mi ha prescritto debridat e valpinax e diverse tisane e un esame di defecografia. La terapia ha migliorato solo di poco la sensazione di gonfiore ma non ha modificato la difficoltà di evacuazione. Effettuata la defecografia sia il medico che ha fatto il referto che il gastroenterolo hanno evidenziato un invaginazione retto rettale (mi hanno tolto terapia lasciandomi dei clisteri e mandato dal proctologo). Il proctologo ha detto che secondo lui non c è invaginazione ma che devo fare una terapia riabilitativa per ristabilire la funzione pelvica (o qualcosa del genere). inizierò questa terpaia riabiliativa ma mi sembra di essere in un labirinto senza uscita. Concludo riferendo che conduco una vita sana e moderata sia dal punto di vista alimentare e sociale ma il problema sta piano paino condizionando la mia vita. Chiedo cortesemente una sua opinione.
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Dr. Francesco Quatraro Gastroenterologo, Colonproctologo 28,8k 519 63
Gentile utente,

nel coacervo di consulti eseguiti,
cercherò di essere quasi semplicistico.

Il dolicocolon crea problemi di transito.

Il mio consiglio è :

pasti piccoli e frequenti, riduzione dei cibi raffinati (cibi morbidi = feci dure), uso di procinetici e fibre, con emollienti delle feci.

Mi ritenga disponibile.

Saluti

Responsabile U.O. di Endoscopia Digestiva Osp. MIULLI
www.enterologia.it
www.transnasale.it

[#2]
dopo
Utente
Utente
La ringrazio per la sua immediata risposta.
Per quanto riguarda i cibi raffinati ne mangio molto pochi, le fibre mi provocano maggior gonfiore e gli emolienti per le feci (se si intende la glicerina etc) mi facilitano di poco l evacuazione ma la sensazione di gonfiore e di incopleto svuotamento mi rimane.
ho riletto la diagnosi del proctologo e dide che ho una disenergia intestinale.
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Dr. Francesco Quatraro Gastroenterologo, Colonproctologo 28,8k 519 63
Come prodotto intendevo sostanze come il Macrogol che, per effetto osmotico, rendono idratate le feci e "meglio evacuabili".
In questo modo nel colon arriva un volume molto elevato di feci, morbide, che ne causa la distensione e porta a un rapido effetto purgante.

Nel suo caso, con quanto descrive nella sua replica, penso ci sia necessità di riassumere la diagnosi del suo proctologo, per chiarezza, ed a beneficio suo e dei lettori:

In condizioni normali se l'individuo che ha lo stimolo di defecare, perché ha il retto pieno di feci, decide di trattenere le feci, contrae questi muscoli e blocca l'evacuazione delle feci, altrimenti rilascia questi muscoli ed elimina le feci all'esterno.

In alcuni soggetti tali muscoli si contraggono piuttosto che rilasciarsi durante la defecazione rendendola difficoltosa.
Tale situazione si chiama anismo o dissinergia pelvica ed è una delle cause di stipsi.

La dissinergia del pavimento pelvico può determinare, come conseguenza delle alte pressioni che si determinano nel retto quando lo sfintere si contragga piuttosto che rilasciarsi, alterazioni anatomiche della regione che possono peggiorare e perpetuare il quadro clinico, quali il rettocele o il prolasso della mucosa rettale.

Anche i fattori psicologici possono essere importanti.

Come terapia, in queste situazioni, è indicata una terapia riabilitativa per ristabilire la funzione pelvica.

Saluti

[#4]
dopo
Utente
Utente
gentile dott.Quatraro,
grazie della risposta molto chiara.
Lei crede che questa terapia riabilitativa possa essere efficace per il mio caso?
Sono molto sconfortato e credo che dopo 2 anni di costante mal di stomaco senza mai un miglioramento chiunque somatizzerebbe il problema.
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Dr. Francesco Quatraro Gastroenterologo, Colonproctologo 28,8k 519 63
Ne sono perfettamente consapevole e la capisco.

Purtroppo la risposta l'avremo "dopo".
Tutti i trattamenti sono personalizzati, a secondo del tipo di patologia e dell’entità del disturbo.
Pertanto già un buon inquadramento clinico del paziente può essere un buon viatico di successo.

Auguri.
[#6]
dopo
Utente
Utente
Buongiorno dott. Quatraro visto i numerosi cuonsulti e le diverse diagnosi ricevute che non hanno portato a nessun miglioramento anche minimi vorrei chiederle se la mia problematica non possa essere legata anche ad un malassorbimento dei grassi. Feci chiare, morbide, molto abbondanti a filamento. Continuo e fastidiosissimo gonfiore e meteorismo.
Grazie cordiali saluti
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Dr. Francesco Quatraro Gastroenterologo, Colonproctologo 28,8k 519 63
Il problema è mettere insieme varie diagnosi gastroenterologiche e proctologiche che le sono state diagnosticate:
- ernia iatale,
- dolicocolon,
- colon irritabile
- diagnosi defecografica di "invaginazione retto rettale" con proposta di "terapia riabilitativa per ristabilire la funzione pelvica".

Ora se lei vuole approfondire anche il malassorbimento faccia pure,
ma ritengo utile che trovi uno (fra i vari interpellati) specialista di fiducia,
"sul campo",
in grado di fare la sintesi e di guidarla sul piano terapeutico e diagnostico.


Le ricordo infatti (come da linee guida del sito) che nel consulto on-line lo/gli specialista/i interpellati svolgono
"funzione di "second opinion", di supervisione specialistica e non una alternativa terapeutica o diagnostica online."

Cordialmente

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