Utente 550XXX
Buonasera. Sono una donna di 34 anni, casalinga e mamma di due bimbi che da Ottobre 2018 ha effettuato una serie di visite senza aver ottenuto una diagnosi ai miei sintomi. Da fine ottobre ho avuto alcuni episodi di tachicardia notturna con senso di oppressione al petto (in un caso accompagnati da sudorazione e tremore) e nodo alla gola per cui il mio medico mi ha prescritto analisi del sangue e di andare dall'otorino, visita cardiologica e ecografia della tiroide. Le analisi, compresi gli ormoni tiroidei e l'ecografia tiroidea sono risultate perfette mentre la visita otorinolaringoiatrica non ha evidenziato nulla. L'otorino ha eseguito, in sede di visita, una laringoscopia a fibre ottiche e ipotizzato che il fastidio alla gola potesse essere causato da reflusso, che a suo dire nel mio caso, sarebbe di origine gassosa. Mii prescrive una terapia di tre settimane di pantecta da 40 mg e di seguire una dieta per il reflusso. La visita cardiologica (eseguita a novembre) non ha rilevato nulla di particolare ma la cardiologa, per scrupolo, mi ha fatto fare anche l'ecocardio dal quale è risultato solo un lieve prolasso della mitrale. A dicembre, al termine della cura con il Pantecta che non mi ha risolto il problema alla gola, mi decido ad eseguire una visita gastroenterologica al termine della quale mi consigliano di eseguire una EGDS. La gastroscopia (febbraio 2019) evidenzia una piccola ernia iatale di 1 cm e linea z frastagliata, fondo a caduta laterale ma nulla a carico delle mucose di esofago, stomaco e duodeno. I risultati delle biopsie sono i seguenti: "mucosa gastrica antrale con iperplasia foveolare e con fibrosi e flogosi cronica nella lamina propria. Negativa la ricerca istochimica di H.Pylori. Mucosa gastrica ossintica superficiale e non orientata sede di lieve flogosi cronica nella lamina propria". Terapia con lucen da 20 mg ai cambi di stagione e gaviscon al bisogno e mi viene detto che forse, gli episodi di palpitazioni che avverto possono essere riconducibili all'ernia iatale che ho. Tengo a sottolineare che sono astemia e non ho mai fumato. Purtroppo continuo ad avere episodi di ritmo cardiaco accelerato accompagnato da senso di oppressione al petto, sensazione di non riuscire a respirare bene e di dover eruttare ma di fatto non riesco a farlo, come se l'aria rimanesse bloccata. Nel momento in cui mangio o riesco ad emettere l'aria che sento "bloccata" va meglio. Di notte riesco a dormire tranquillamente, raramente ho difficoltà ad addormentarmi. Mi chiedevo se questa mia sintomatologia possa essere riconducibile alla Sindrome di Roemheld e se c'è un modo per attenuarne i sintomi, perchè a volte sto veramente male e con due bambini piccoli in casa non è il massimo. Aggiungo che ho effettuato su consiglio del medico anche ecg 24 H che ha rilevato presenza di extrasistoli (67) e 4 battiti di ritmo atriale ectopico, che mi hanno detto di nullo significato. Ringrazio in anticipo per l'attenzione.

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Dr. Felice Cosentino

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La sintomatologia può essere compatibile con la sindrome di roemheld. Nel mio articolo troverà le modalità per prevenire e gestire tale patologia

https://www.medicitalia.it/blog/gastroenterologia-e-endoscopia-digestiva/6459-la-sindrome-gastro-cardiaca-o-sindrome-di-roemheld.html

Cordialmente
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[#2] dopo  
Utente 550XXX

La ringrazio per la celerità nella risposta. Ne approfitto per chiederle un'altra cosa. Dopo la seconda gravidanza (novembre 2017) ho perso, senza fare diete, tutti i chili presi ed oltre (attualmente sono sui 47 kg) e ho imputato il tutto allo stress. Vorrei provare a rimettere su qualche chilo, pensa che sia opportuno recarmi da un nutrizionista considerando la mia ernia jatale? Non vorrei fare errori che vadano ad accentuare la mia sintomatologia, fermo restando che devo lavorare anche per ridurre gli elementi di stress e già mi sto muovendo in tal senso.

Cordiali saluti

[#3]  
Dr. Felice Cosentino

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