Utente
Sono all’ottava settimana di gravidanza, nel panico più completo, neppure la visita infettivologica è riuscita a rasserenarmi. A 6 settimane c’erano igG alte (55) e igM debolmente positive (1,1) ma il test di avidità è venuto basso. Nel centro di infettivologia a genova dove sono andata mi hanno fatto ripetere tutti gli esami perchè i dati gli sembrano strani e comunque fatto iniziare la spiramicina, confortandomi molto sui rischi e sull'efficacia della terapia.
Non riesco però a darmi pace, vivo nel terrore di danni gravissimi non visibili alle eco (come quelli cerebrali). Quello che vorrei sapere, e l’infettivologo non mi è parso convinto a riguardo, è se una PCR su liquido amniotico a 19 settimane mi può dare un dato definitivo. Ho paura che possa dare un falso negativo, ossia che i danni ormai ci siano ma il test diretto non trovi più l’infezione (che potrei aver preso proprio nelle prime due settimane dal concepimento). Con questo tarlo non riesco a vivere. Sono a pezzi. Il mio ginecologo mi consiglia di interrompere la gravidanza, io solo al pensiero mi sento morire.

[#1]  
Dr. Nicola Blasi

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Indicatori più accurati di infezione acuta sono il dosaggio delle IgG e IgM specifiche mediante test ELISA .
L'infezione acuta viene confermata da un incremento di 4 volte del titolo di IgG in un campione di sangue prelevato dopo 3 settimane dal precedente, oppure dalla presenza simultanea di titoli elevati sia di IgG che di IgM o specificamente di alti titolo di IgM .
In caso di infezione materna (come nel suo caso) sospetta o accertata , la cosa più importante è valutare se vi sia infezione fetale in quanto la malattia materna è spesso lieve e autolimitante. La presenza di infezione fetale si può ricercare attraverso valutazioni ecografiche,amniocentesi, prelievo di villi coriali o cordocentesi per il prelievo di sangue fetale.
La PCR su liquido amniotico è l'approccio diagnostico preferito.
Saluti
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

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[#2] dopo  
Utente
Grazie dott. Blasi per la risposta tempestiva;
al Gaslini mi hanno ripetuto tutte le analisi compresa ricerca di IgA igE e test di Remington, avrò le risposte la prossima settimana.
Posso chiederle se anche a Lei risulta che il test di avidità non sia sempre attendibile (come a me detto dall'infettivologo?)
Anche fosse confermata l'infezione recente, ritiene che con la copertura antibiotica, il monitoraggio ecografico + PCR su liquido amniotico si possa stare sufficientemente sereni? Mi consiglierebbe questo se fossi una Sua paziente?
Scusi se approfitto della Sua disponibilità, sono in un momento di grandissima fragilità e confusione. Di nuovo grazie.

[#3]  
Dr. Nicola Blasi

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Lei si è affidata ad un Centro di ECCELLENZA(GASLINI)
Concordo con il collega Infettivologo
SALUTI e in bocca al lupo!
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

BARI

[#4] dopo  
Utente
Gentile dr Blasi,
torno a scriverle per chiederle ulteriore parere
Gli esami ripetuti dopo 2 settimane e mezzo hanno dato esiti invariati: igG sempre intorno a 50 e igM sempre debolmente positive. L'avidità è venuta intermedia, e l'infettivologo ha concluso che l'infezione è quasi sicuramente vecchia e io potrei rientrare in quella casistica di donne (non così bassa) che in gravidanza non sviluppano avidità ( o almeno non chiara). Per questo mi ha rassicurato ma per massimo scrupolo mi ha detto di continuare l'antibiotico
Il problema per me adesso è un altro.
Durante la mia prima gravidanza, verso la fine, senza aver fatto amniocentesi o villocentesi o aver avuto aborti, mi sono positivizzata (test di coombs indiretto) all'antigene M, con bassa titolazione (1:8, 1:4, 1:2) Sia io che mio marito siamo rh negativi. La nostra bimba è nata a termine e senza problemi.
Adesso , a distanza di quasi 6 anni, il mio test di coombs e' ancora positivo , sempre a basso titolo.
Il mio ginecologo però ritiene che un'eventuale amniocentesi (che io vorrei fare per togliermi completamente dalla testa le paure riguardo alla toxo) potrebbe essere pericolosa in quanto comporterebbe un contatto fra sangue materno e sangue fetale, e qualora ilfeto fosse M positivo, ci sarebbero problemi
Purtroppo questa si sta rivelando una gravidanza molto complicata :(
Che ne pensa? cosa mi consiglierebbe?
Di nuovo infinite grazie per la disponibilità

[#5]  
Dr. Nicola Blasi

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L'età non è ad altissimo rischio, ma se deve sottoporsi ad AMNIOCENTESI deve sottoporsi ad una profilassi con immunoglobuline anti - D intramuscolo .
per evitare una iso-immunizzazione
SALUTI
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

BARI

[#6] dopo  
Utente
Posso chiederle come mai immunoglobuline anti - D se sia io che mio marito siamo RH neg e io sono positiva ad un anti M?
Il mio ginecologo mi ha detto che non esistono immunoglobuline specifiche per questo antigene, e dell'anti D io non ho bisogno; mi ha detto una cosa sbagliata?
Farei l'amniocentesi non tanto per il rischio genetico, piuttosto per togliermi l'ansia residua da toxo..

[#7]  
Dr. Nicola Blasi

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Avevo pensato ad un fattore Rh positivo del papà e a un fattotr Rh negativo della madre.
Ma avevo interpretato male !
Chiaritemi questo passaggio.
SALUTI
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

BARI

[#8] dopo  
Utente
Come le dicevo, durante la mia prima gravidanza (senza aver fatto amniocentesi o villocentesi o aver avuto aborti), mi sono positivizzata (test di coombs indiretto) all'ANTIGENE M , con bassa titolazione (1:8, 1:4, 1:2) Sia io che mio marito siamo rh negativi. La nostra bimba è nata a termine e senza problemi.
Io adesso risulto come ovvio ancora positiva a questo antigene. E in ematologia ci hanno spiegato che di norma non dà problemi, ma un'eventuale amniocentesi si rivelerebbe rischiosa . Ci hanno consigliato di far tipizzare la M a mio marito (io sono M piccola), lo faremo prossimamente, io intanto devo ripetere la titolazione anticorpi ogni mese.

Se fosse solo per motivi genetici, potrei soprassedere dal fare l'amnio, ma considerando il quadro non chiaro di sospetta toxo in epoca periconcezionale, lei, ponderando i rischi, cosa mi consiglierebbe?
Dimenticavo: ho avuto i risultati completi dell'approfondimento toxo, le IgA sono risultate deboli positivi, il test Di Remington invece negativo - non sono riuscita ancora a parlare con l'infettivologo, che significa?

[#9]  
Dr. Nicola Blasi

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L'amniocentesi o il prelievo del sangue fetale possono confermare l'infezione del feto in utero.
L'anomalia più comune è la ventricolomegalia cerebrale (78%) .
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

BARI

[#10] dopo  
Utente
Non sono sicura di aver capito; sono a conoscenza delle gravi malformazione che l'infezione, nel caso passasse al feto, potrebbe portare. Ma nel mio caso c'è solo il dubbio, non la certezza di averla contratta in epoca gestazionale (alla 6 settimana già presenti igG , iGM solo debole positivo, quadro di questi valori stabile e non in crescita dopo 2 e 3 settimane, test di remington negativo)
quindi lei, col test di coombs positivo e valori di toxo così dubbi (tanto che l'infettivologo mi ha sconsigliato l'amnio!) invece me la consiglierebbe?

[#11]  
Dr. Nicola Blasi

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No, non la consiglierei, facevo solo delle considerazioni, forse avevo inteso male il senso della domanda.
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

BARI

[#12] dopo  
Utente
La ringrazio infinitamente per il parere, la pazienza e la disponibilità.