Utente
Buongiorno
lo scorso anno il mio ginecologo mi aveva trovato un polipo al collo dell'utero e per il resto nulla di anomalo tranne l'ovaio destro "ingrossato". Una sera di fine anno comincio a provare dolori fortissimi al basso ventre, insopportabili, ma non mi sono recata al pronto soccorso. A gennaio mi è stato praticato un raschiamento per la rimozione del polipo. Un mese e mezzo dopo, alla visita di controllo, il medico trova una strana cisti sull'ovaio destro, probabilmente dermoide; a sinistra invece vede qualcosa, ma mi dice che probabilmente è un fecaloma, pertanto mi dice di tornare con i marker e dopo toilette intestinale. Il ca 125 è risultato di 44 (il range massimo è di 35); sono tornata dal dottore dopo aver eseguito un clistere e, dopo avermi effettuato un'altra ecografia transvaginale, ha confermato quanto già detto. Gli ho riferito di dolori lancinanti in basso a sinistra DOPO un paio di rapporti tanto che il mio compagno voleva portarmi al pronto soccorso e mi ha risposto che, essendo stitica, i dolori erano certamente causati da questo. Avvertivo anche un dolore di tipo diverso DURANTE i rapporti, alla penetrazione profonda. Mi ha prescritto Gestodiol 20 per tenere sotto controllo la ciste e visita dopo 6 mesi. Ad aprile comincio la pillola; al secondo giorno di mestruazione sento dolori fortissimi al basso ventre e vengo trasportata al pronto soccorso. Il medico di turno quella notte mi visita, guarda le mie precedenti ecografie e i referti e mi dice che è tutto sbagliato, ho una cisti endometriosica a sinistra grande quanto una pallina da ping pong e una più piccola a destra. Mi spiega per bene cos'è l'endometriosi e mi dice che è necessario un intervento. a questo punto, spaventata, mi rivolgo ad un'altra ginecologa che, dopo l'ennesima ecografia, e guardando le care dell'ospedale, conferma le cisti endometriosiche, oltre a trovarmi due miomi (secondo lei sono questi ultimi causa dei dolori ai rapporti). Mi dice che è necessaria una laparotomia per rimuovere i miomi oltre alle cisti. Da un mese e mezzo circa quindi sono in lista d'attesa all'ospedale.
Nel frattempo ho avuto la seconda mestruazione dopo l'inizio della pillola, scarsissima e durata solo un giorno e mezzo, senza dolori. Per paura di sentir male non ho più avuto rapporti, quindi non so se adesso possono essere dolorosi o meno. Sto bene, ho solo diarrea altrenata a giorni di stipsi, gonfiore, meteorismo e, a metà del ciclo circa, bruciore e urgenza di urinare. A volte delle fitte in basso a sinistra che durano qualche secondo.
Potrebbe essere che anche il dottore dell'ospedale e l'ultima dottoressa si siano sbagliati? E' possibile confondere cisti endometriosiche con altro (fecalomi o cisti dermoidi)? Dovrei rivolgermi ad un altro dottore ancora per avere conferma? I sintomi dell'endometriosi sono costanti tutti i mesi o vanno e vengono? Oppure è possibile che nell'ultilmo mese in cui ho avuto solo disturbi sopportabili le cisti siano regredite?
Grazie mille

[#1]  
Dr. Nicola Blasi

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La cisti endometriosica è confermata dalla alterazione del CA125 .
Da pochi giorni è in commercio un farmaco efficacissimo indicato per la endometriosi il VISANNE (DIENOGEST) , si potrebbe eseguire una rivalutazione ecografica e iniziare questa terapia (efficace).
In questi casi si ha un miglioramento della sintomatologia che potrebbe evitare un intervento chirurgico.
SALUTI
https://www.medicitalia.it/blog/ginecologia-e-ostetricia/3497-terapia-per-endometriosi.html
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio moltissimo per la risposta e per il suggerimento, ne parlerò con la ginecologa. Credo che comunque l'intervento sia indispensabile per rimuovere i miomi. Si potrebbe utilizzare il Visanne dopo la laparotomia per prevenire eventuali recidive dell'endometriosi?

[#3]  
Dr. Nicola Blasi

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Perfetto!!
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

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[#4]  
Dr.ssa Paola Eid

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Gentile Signora,

la diagnosi di endometriosi è sospetta in caso di sintomatologia tipica: dolore in terza giornata del flusso mestruale, ma anche prima e dopo, che può trasformarsi in un dolore pelvico generalizzato.
Spesso è associato a dolore durante i rapporti sessuali, specie nella penetrazione profonda.

Sicuramente la visita ginecologica bimanuale è il primo passo ed è ancora molto significativa, perché può identificare sia una “rigidità” degli organi, come ovaio e utero, sia i punti dolorosi dovuti, con ogni probabilità, a lesioni.
Ecograficamente si possono identificare particolari cisti ovariche che si formano quando il tessuto endometriale si impianta a livello dell’ovaio. Dette anche “cisti cioccolato” a causa del loro contenuto ematico molto denso, all’analisi ecografica appaiono generalmente disomogenee, ipoecogene o iperecogene, a volte multiloculari.
Oggi, accanto all'ecografia, si possono effettuare tests ematici come il CA 125 sierico e l’HE4. Il primo, da solo, è un buon indicatore, specie in associazione agli altri elementi di cui sopra . L’associazione dei due test, invece, viene usata oggi per escludere fin da subito il rischio di scambiare la cisti per un carcinoma ovarico.
La laparoscopia, però, è lo strumento più indicato per fare diagnosi mediante il prelievo istologico di tessuto sospetto, per identificare metastasi endometriosiche e quindi il grado di diffusione e per asportare le cisti patologiche.
Certamente l'uso della pillola può aiutare a prevenire proliferazioni endometriosiche, nonchè dare beneficio al dolore mestruale.
Alla luce della mia esperienza, abbinare la terapia omeopatica è risultato molto efficace nella prevenzione delle recidive e nella cura dell'endometriosi in associazione all intervento.
I rimedi più indicati sono: Cimifuga in compresse fitoterapiche; Thuja 30 CH, 5 gr. al giorno; talvolta Sepia e Lachesis. Come rimedi di fondo, ossia secondo una tipologia sensibile, molto efficaci sono anche le antiinterleuchine alfa e beta alla 4 ch, per la componente infiammatoria e dolorifica, ma anche l'interleuchina 11 4CH. Certamente l'omeopatia richiede una personalizzazione d'intervento. Molte volte ho lavorato con successo su infiammazioni pelviche utilizzando programmi alimentari studiati ad hoc secondo le compatibilità individuali.
Spero al momento di aver dato risposta alle sue maggiori perplessità. Sono comunque disponibile ad aiutarla con un consulto più personalizzato.

Un caro saluto,

Dott.ssa Paola Eid

CentroMeid, Milano

Dott.ssa Paola Eid