Utente 165XXX
Buongiorno,
vi scrivo perché abitando all'estero (Londra) vorrei avere un'opinione in più su quello che mi è successo e sull'intervento da fare.
Il mese scorso ho felicemente scoperto di essere incinta, la mia ultima mestruazione è datata del 20 settembre. Le prime analisi del sangue hanno confermato la gravidanza, ma ho quasi da subito cominciato ad avere segni di spotting. La dottoressa mi ha detto che un po' di spotting era normale nei primi giorni ma che se continuava si sarebbero dovuti fare degli accertamenti. Purtroppo lo spotting è continuato e in alcuni giorni le perdite sono state più simili a delle perdite mestruali anche se non abbondanti. Dopo la prima perdita più abbondante ho fatto quindi immediatamente un'eco transvaginale per escludere almeno la possibilità di gravidanza extrauterina. All'ecografia effettuata il 28 ottobre (5 sett +3gg) il sacco gestazionale appariva normalmente nell'utero, di una grandezza di 9.9mm e un sacco vitellino di 1.4mm e la presenza di una piccola quantità di sangue "subchorionic". Mi hanno dato un appuntamento per una nuova ecografia 2 settimane dopo, dicendomi che il rischio di aborto era comunque alto. Il BetaHcg il 31 ottobre era a 52 023. In seguito, lo spotting e perdite di sangue con piccoli coaguli sono occasionalmente continuate e poi completamente sparite negli ultimi 3-4 giorni prima della nuova ecografia. Giovedì scorso 13.11 (7 sett + 5gg), l'ecografia mostrava un sacco gestazionale che era cresciuto, delle dimensioni di 35mm, un sacco vitellino di 9.6mm, ma un embrione assente o troppo piccolo per essere sicuri che sia l'embrione (3.9mm) e battito cardiaco assente. La dottoressa mi ha detto che potrebbe essersi trattato di un aborto spontaneo o di un uovo chiaro. La procedura qui prevede una nuova ecografia a una settimana di distanza e nel caso essa confermi l'assenza di embrione si procede immediatamente all'espulsione dei materiali rimasti nell'utero. Per questa procedura, mi hanno offerto 4 possibilità:
- trattamento con pillole
- trattamento chirurgico con anestesia locale
- trattamento chirurgico con anestesia totale
(credo che l'intervento in ogni caso sia tramite aspirazione e non raschiamento)
- aspettare altre due settimane per un'eventuale espulsione naturale.
Mi lasciano la libertà di scegliere ciò che preferisco, cosa che ovviamente non è facile da decidere, forse pensavo al trattamento con anestesia locale perché meno invasivo per il corpo, ma non ne sono sicura.
Avreste dei consigli da darmi in merito?
Mi consigliereste di fare altre analisi o accertamenti per determinare la causa dell'aborto? (Non mi hanno più fatto fare il dosaggio Beta-hcg...)
A parte un po' di delusione, psicologicamente l'ho presa abbastanza bene, forse perché fin dall'inizio ero appunto cosciente di questo rischio, ma ora l'intervento mi rende un po' ansiosa, ed è per questo che ricorro a voi.
Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione e la risposta.

[#1] dopo  
Prof. Ivanoe Santoro

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"Giovedì scorso 13.11 (7 sett + 5gg), l'ecografia mostrava un sacco gestazionale che era cresciuto, delle dimensioni di 35mm, un sacco vitellino di 9.6mm, ma un embrione assente o troppo piccolo per essere sicuri che sia l'embrione (3.9mm) e battito cardiaco assente. La dottoressa mi ha detto che potrebbe essersi trattato di un aborto spontaneo o di un uovo chiaro"

Si tratta non di un uovo chiaro (in cui è evidenziabile il solo sacco gestazionale) ma di un aborto interno. Il sacco vitellino di dimensioni maggiori del dovuto (9,6 mm) fa propendere per una ipotesi genetica quale causa dell'evento abortivo.
Il trattamento da fare con un sacco coriale di 35 mm è il raschiamento tradizionale dopo una preparazione del collo con almeno 1 ovulo di prostaglandina vaginale in anestesia generale.
Si farà bene a richiedere un esame citogenetico del prodotto abortivo ottenuto con la metodica (raschiamento).

Cordialmente.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli

[#2] dopo  
Utente 165XXX

La ringrazio per la risposta.
Se le cause dell'aborto sono genetiche, ciò vuol dire che l'evento potrebbe ripetersi in futuro?
Qualche anno fa ho scoperto di avere un ipotiroidismo autoimmune, per cui non sono mai stata trattata in quanto i valori ormonali sono sempre stati bilanciati e non ho mai avuto sintomi di nessun genere, a parte piccoli noduli che tengo sotto controllo come il dosaggio ormonale. Pensa che questa possa essere una causa dell'aborto interno da tenere in considerazione per successive gravidanze?
Un'ultima domanda, quanto tempo dovrei aspettare dopo il raschiamento per poter provare di nuovo a rimanere incinta?
Grazie mille.
Cordiali saluti

[#3] dopo  
Prof. Ivanoe Santoro

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Rischio di ricorrenza dell'aborto su base genetica 5 - 7%.
Ipotiroidismo autoimmune agisce determinando un maggiore fabbisogno di progesterone. Di questo si dovrà tener conto.
Tre mesi prima di riprovare è un buon consiglio.

Cordialmente.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
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