Utente 386XXX
Buongiorno,

la mia storia clinica è: scoperta di riserva ovarica bassa (AMH 0.36 e FSH alto) nel 2016, quando avevo 30 anni, dopo accertamenti per fecondazione assistita.
Premetto che il mio ciclo è sempre stato regolare, mai saltato di un mese e con ritardi (o giorni di anticipo) che non superavano mai i 3 giorni.
Ho eseguito 5 ICSI tra il 2016 e metà 2018, tutte negative, con cure ormonali molto alte. Ho sempre eseguito, anche per il percorso intrapreso, molti esami, tra cui sempre pap-test e tampone, ogni 6 mesi/ anno, esami tiroidei, esami genetici, ormonali, ecc.. e, a livello ginecologico,non ho altro a parte la riserva ovarica bassa.

Ora, è qualche mese che il mio ciclo credo sia irregolare: è ritardato per 2 mesi consecutivi di 10 gg, il mese scorso è anticipato di 9 giorni ed ora sono a 7 giorni di ritardo.

Può essere questo un sintomo di pre-menopausa precoce? Cosa mi aspetta ora?

Grazie a chi vorrà dedicarmi un pò di tempo per rispondere al mio quesito.

[#1] dopo  
Dr.ssa Vincenza De Falco

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Il ciclo che sta diventando irregolare unitamente ai valori dell'AMH e dell'FSH sono segnali che potrebbero indicare l'inizio di una premenopausa, ma attenzione, per considerarla definitivamente in menopausa devono passare almeno 12 mesi consecutivi senza mestruazioni.

Cosa aspettarsi ora?

Prima di tutto bisogna considerare il suo desiderio di gravidanza, quindi, se non l'ha già fatto, dovrebbe fissare, portando anche suo marito, un colloquio con il ginecologo che la segue e l'ha seguita per la fecondazione assistita e fare il punto della situazione, mirato a chiarire se sia ancora possibile fare altri tentativi o se è opportuno prendere in considerazione la possibilità di un ovodonazione, o pensare a un'adozione.

L'altro aspetto da considerare sarà quello della sua salute, perchè se si dovesse verificare una menopausa precoce, sarà opportuno assumere una terapia ormonale sostitutiva, che la proteggerà, oltre che dai sintomi classici della menopausa anche da un invecchiamento precoce, dall'osteoporosi, dalle malattie cardiovascolari e altre problematiche importanti come ad esempio problemi legati alla sessualità dovuti all'atrofia vulvovaginale da carenza di estrogeni, il calo del desiderio.

La terapia ormonale va assunta. sempre se non ci sono controindicazioni, almeno fino a 50 anni, e la paziente deve essere seguita costantemente da un ginecologo esperto in menopausa, che provvederà a scegliere quella più adatta a lei e programmarle i controlli e tutti gli esami periodici dovuti e raccomandati per chi assume questo tipo di terapia .

Un caro saluto.
Dott.ssa Vincenza De Falco, Ginecologa, Roma
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[#2] dopo  
Utente 386XXX

Grazie dottoressa.

Un'ultima domanda: probabilmente io non potrò assumere la terapia ormonale sostitutiva, poiché affetta da PFO (pervietà del forame), un piccolo forellino al cuore, congenito, scoperto anni fa e tenuto sotto controllo con visite cardiologiche, per il quale mi è stata prescritta la cardiospirin per il periodo in cui ero soggetta a stimolazione ormonale per ICSI, da sospendere subito dopo, e, con esami più approfonditi, mi è stato detto che NON è necessario l'intervento.

E' vero il fatto che non si può fare terapia sostitutiva in caso di PFO?
In caso affermativo, esistono "cure" alternative per evitare i problemi legati ad una menopausa precoce?

Grazie mille

[#3] dopo  
Dr.ssa Vincenza De Falco

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Questa è una di quelle situazioni in cui va valutato attentamente il rapporto rischio/beneficio della terapia dal ginecologo e dal cardiologo che la stanno seguendo.

Il PFO e la terapia estroprogestinica aumentano entrambi il rischio trombotico, per cui in genere, se non è strettamente necessario, la pillola o la terapia ormonale sostitutiva vengono sconsigliate.

La menopausa precoce però è una situazione in cui la terapia ormonale sostitutiva è necessaria.
Una possibilità per poter pensare di assumere questo tipo di terapia, in assenza di altri fattori di rischio trombotici come mutazioni genetiche trombofiliche, fumo, obesità,ecc., potrebbe essere quella di correggere il PFO, per esempio con una protesi cardiaca (ombrellino). In questo caso dopo l'intervento, avendo "eliminato" questo fattore di rischio, l'idea di poter assumere la terapia ormonale, sotto stretta sorveglianza e in accordo con il parere del cardiologo, potrebbe essere presa in considerazione.

Le cure alternative alla terapia ormonale sostitutiva qualora fosse controindicata esistono e sono varie e specifiche per i vari sintomi o patologie che si possono presentare.
Oggi infatti abbiamo a disposizione cure non ormonali per le vampate, la secchezza vaginale, cure per l'osteoporosi, l'insonnia, la depressione, per le malattie cardiovascolari ecc. che variamente combinate e personalizzate sulla paziente possono aiutare a superare i problemi legati alla menopausa precoce.

Tenga presente che indipendentemente dal tipo di terapia che viene scelta, ormonale o non ormonale, lo stile di vita e la corretta alimentazione sono una parte importante e fondamentale di qualsiasi tipo di "cura", anche perchè consentono alle terapie di funzionare meglio.

Un caro saluto.
Dott.ssa Vincenza De Falco, Ginecologa, Roma
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[#4] dopo  
Utente 386XXX

Capito tutto; la ringrazio per la celere ed esaustiva risposta.

La saluto anche io e le auguro buone feste prossime

[#5] dopo  
Dr.ssa Vincenza De Falco

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Ricambio gli auguri, grazie.
Mi tenga aggiornata se vuole.
Dott.ssa Vincenza De Falco, Ginecologa, Roma
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