Scatti muscolari, fascicolazioni, stanchezza gambe

Buonasera. Ho 27 anni e da 4-5 giorni avverto i seguenti sintomi. Premetto che l'ottobre scorso ho avuto un attacco di panico, sono finito al pronto soccorso e da quel periodo in avanti sono stato colto da varie fobie, dalla paura di avere chissà quali malattie. Sono diventato, se già non lo ero, un po' ipocondriaco. Dai sintomi immagino subito scenari gravi. Trovata rassicurazione su un dubbio medico a volte ne è sorto un altro. Sia il mio medico di base sia la psicologa a cui mi sono rivolto hanno concluso che si tratta appunto di forme d'ansia. Ho ritenuto doverlo specificare.

Come dicevo, da qualche giorno avverto alcuni sintomi, a cominciare da una sera in cui avevo difficoltà ad addormentarmi perché nel momento di prendere sonno avvertivo degli scatti improvvisi, non moltissimi comunque, o al corpo o agli arti. Mi era già capitato recentemente, di aver difficoltà a prendere sonno con questi sintomi, ma poi si è esaurito tutto lì.
Dall'ultima volta, invece,più o meno ogni giorno per tutto il giorno con frequenza variabile, avverto dei movimenti involontari (fascicolazioni?) in particolare agli arti inferiori, alle dita dei piedi o in punti dei muscoli. In certi casi ho sentito come punture di spillo o un dolore seguito da formicoli e a cui era associato un leggero scatto involontario. Certe volte come se si muovesse da un punto all'altro (ma potrebbe essere suggestione, in quanto non saprei descrivere sempre bene). Mi succede ancora in questi giorni quando sto per addormentarmi o lo avverto se il sonno non è molto profondo. In più ho notato (stando molto tempo seduto causa studio) che quando mi alzo sento i polpacci e le cosce un po' indolenziti, anche se non noto affaticamento quando devo camminare o muovermi in bici...anzi, in bici vado e non ci penso proprio).
Ogni tanto ci sono alcune dolenzie, anche se transitorie, non so bene se muscolari o articolari.

Come dicevo, essendo un po' ipocondriaco e a volte cercando a cosa possano corrispondere i sintomi anche se mi impongo di non farlo, volevo un parere da voi.
Se è il caso di contattare il mio medico di base, o di fare dei controlli. Vi ringrazio anticipatamente. Buonasera.
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 68,2k 2,1k 23
Gentile Utente,

con tutti i limiti del consulto a distanza il Suo problema sembrerebbe di tipo ansioso con somatizzazioni multiple. Dico "sembrerebbe" in quanto on line non è possibile fare diagnosi corrette.

<< Trovata rassicurazione su un dubbio medico a volte ne è sorto un altro>> anche questo è tipico di un soggetto ansioso ed ipocondriaco e questa situazione generalmente cronicizza il problema.
Da quanto tempo si rivolge alla psicologa? Ha notato dei benefici?

Cordiali saluti

Dr. Antonio Ferraloro

[#2]
dopo
Utente
Utente
La ringrazio per la celere risposta, e comprendo bene, ovviamente, i limiti delle diagnosi 'a distanza'.

Dalla psicologa mi rivolsi tardivamente (mesi e mesi dopo l'attacco di panico) a causa del fatto che malgrado avessi trovato rassicurazioni (dopo varie visite mediche) su varie fobie presentatesi una dopo l'altra ho constatato che non riuscivo ad uscire dal circolo vizioso. Mi ci rivolsi anche perché era insorto un problema di anginofobia (credo sia questo il termine). Temevo di strozzarmi deglutendo cibo, problema che ancora in parte non si è risolto. Ad ogni modo, sì, è servito, ma relativamente. Negli ultimi mesi ho alternato fasi di timori e periodi di sostanziale tranquillità. Sicuramente mi ha aiutato perché dopo aver ricevuto le rassicurazioni mediche su questo o quel dubbio, i miei periodi di tranquillità si sono stabilizzati. Anche se basta una minima cosa, a volte, per riportare la mia attenzione su qualche nuovo o vecchio problema. Dalla psicologa dovrei tornare agli inizi di settembre.

Ho letto che in molti di questi casi altre persone con sintomi analoghi ai miei chiedono appunto una visita neurologica per meglio inquadrare il problema o sfatare ulteriori preoccupazioni. Io lotto un po' tra l'impulso a rivolgermi direttamente a qualcuno e lasciar perdere. Ritiene di darmi qualche consiglio in particolare?
La ringrazio ancora.




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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 68,2k 2,1k 23
Gentile Utente,

in casi come il Suo generalmente consiglio di effettuare prima una visita neurologica e, qualora questa risultasse negativa (come avviene nella stragrande maggioranza dei casi), la tappa successiva potrebbe essere la visita psichiatrica per inquadrare meglio il problema ed iniziare, se ritenuta opportuna, un'adeguata terapia che può essere farmacologica, psicologica o entrambe associate.

Cordialmente
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dopo
Utente
Utente
Il ritardo con cui le rispondo impone delle scuse. Allo stesso tempo la ringrazio per la disponibilità e per le pronte risposte che mi ha dato. Non ho potuto risponderle subito per una serie di motivi che non starò qui ad elencare. Ad ogni modo, la aggiorno brevemente, come ritengo sia dovuto.
Feci una prima visita neurologica nella quale non si riscontrarono problemi. Il medico a cui mi rivolsi ribadì, appunto, che poteva trattarsi di una somatizzazione di stati ansiosi. Dato come poi, da quella data, i sintomi che le avevo descritto sono scemati, mi sono convinto anch'io del fatto che si trattasse dell'ahimé ennessima somatizzazione di uno stato ansioso e di un'ipocondria che torna sotto nuova forma.
Sicuramente intraprenderò una terapia di tipo psicologico per liberarmi o se non altro alleggerire questi stati ansiosi e ipocondriaci.
La ringrazio ancora per la disponibilità, e mi scuso per il ritardo nella risposta.
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 68,2k 2,1k 23
Gentile Utente,

non deve nessuna scusa, ci mancherebbe.
La ringrazio comunque per l'aggiornamento, mi fa piacere che la situazione sia abbastanza migliorata.

Cordialità

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