Utente
Gent.mi medici,
vi scrivo per un informazione riguardo una diplopia diagnosticata a mio padre e che ci sta un po allarmando non conoscendo la gravità della patologia.
Mio padre ha 59 anni, non è fumatore e non beve alcolici. Conduce una vita sana e ha gli esami del sangue nella norma. In passato ha avuto attacchi di fibrillazione atriale (circa 6 anni fa) curati con Almarythm e Ascriptin che prende regolarmente (dimenticandosene qualche volta).
5 giorni fa in seguito a una eccessiva lacrimazione degli occhi fa una visita oculistica con dilatazione della pupilla (atropina???). Dalla visita non risulta niente di rilevante e il medico oculista prescrive delle lacrime artificiali.
Dal giorno successivo alla visita però mio padre ha iniziato ad accusare una "visione sdoppiata" quando è in movimento. La visione sdoppiata non compare da fermo ma solo in movimento (ad esempio quando scende o sale le scale). Inoltre la visione sdoppiata scompare se mio padre si copre uno dei due occhi.
Allarmato 2 giorni dopo reca a un p.s. oculistico esponendo il fatto. L'oculista provvede a una ri-dilatazione della pupilla (sempre con atropina credo) e dice che non c'è niente di rilevante dall'esame oculistico. Dunque in 3 giorni gli hanno somministrato per 2 volte le gocce per la dilatazione della pupilla.

Oggi si è recato in pronto soccorso perchè la visione sdoppiata permane e ha un leggero dolore in una porzione di testa.
In p.s. hanno provveduto ad effettuare una TAC senza mezzo di contrasto.

Risposta della TAC: "Assenza di aree di alterata densità nel contesto del tessuto encefalico di possibile riscontro con esame senza mezzo di contrasto. Strutture mediane in asse".

Dunque è stato dimesso con la seguente diagnosi (riporto testualmente): "Diplopia nello sguardo maggiore vs. il basso da alcuni giorni, con due visite oculistiche nella norma (?). L'E.O. morfologico è nella norma (a parte una dubbia paresi del IV n.c. sx).

Si consiglia: SCHERMO DI HESS; RM ENCEFALO CON mdc + ANGIO RM; AB ANTIRECETTORE ACH/ANTI MUSK.

Gli è stato detto che l'esame prioritario da fare è lo "schermo di hess" e poi il resto.

Siamo un po preoccupati. Leggendo su internet ho visto che il tutto potrebbe essere causato da ischemia, ictus, neoplasie ecc...e la cosa, come immaginerete, spaventa non poco.
Più che altro ci spaventa il fatto che tutto possa dipendere da danni neurologici anche gravi.
Ma mi chiedo: dalla tac non si sarebbe visto se ci fosse qualcosa di grave? Oppure una tac non deve rassicurare più di tanto?
Ero convinto che una tac potesse scongiurare le patologie più gravi di pertinenza neurologica. E' così? Dopo una tac si può stare più tranquilli oppure no?

Inoltre la diplopia può guarire o persisterà a vita?

Ultima domanda: la diplopia può dipendere da una reazione indesiderata dell'atropina somministrata 2 volte in 3 giorni? (essendo comparsa esattamente dopo la prima visita oculistica e mai prima).
Vi ringrazio anticipatamente per le risposte.
Cordiali Saluti

[#1]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

in effetti concordo con le indicazioni che hanno dato al P.S. circa gli ulteriori esami da effettuare in quanto una TC cranica non sempre evidenzia alterazioni encefaliche di piccole dimensioni.
Le ipotesi diagnostiche sono molteplici e non è possibile menzionarli a distanza, non sarebbe corretto.
Si può guarire? Certamente, dipende però dalla causa che ha provocato il disturbo.
Fate gli accertamenti prescritti, solo dopo si può avere un quadro più chiaro del problema.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente
La ringrazio dottore. Lunedi mio padre farà lo schermo di Hess e poi tornerà dal neurologo che vuole osservare la risposta di tale esame. Dopodichè procederà con le RMN e analisi del sangue.

[#3]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

ok, se vuole può farmi sapere l'esito degli esami diagnostici.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#4] dopo  
Utente
Certamente!
Sono un po preoccupato in quanto pensavo che la TAC fosse un esame molto attendibile per escludere le patologie diciamo "peggiori" invece apprendo con sorpresa che non sempre è così. La informerò.
Grazie ancora
Saluti

[#5]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Comunque potrebbe anche essere un problema banale, non fasciatevi la testa prima che si sia rotta.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro

[#6] dopo  
Utente
Ha ragione! Con le dovute precauzioni e attenzioni a volte essere un po più ottimisti serve. Intanto abbiamo fatto una TAC che non ha rilevato granchè. Procederemo con gli esami e la terrò informata.
Grazie ancora
Saluti

[#7] dopo  
Utente
Salve,
torno, con grande apprensione e preoccupazione, ad aggiornare la situazione di mio papà.
Mio padre ha eseguito tutti gli accertamenti del caso e nel frattempo la diplopia persiste senza miglioramenti ne peggioramenti. A volte però sembra migliorare ma per poche ore e poi ritorna normale.
In particolare ha eseguito: ANGIO RMN, RMN con studio del Parenchima Cerebrale, Ricerca Anticorpi ANTI-MUSK di cui riporto i risultati.

Analisi Cliniche Ricerca Anticorpi: tutte nella norma. La Miastenia è stata quindi esclusa.

La ANGIO RMN riporta letteralmente:

"L'esame è stato acquisito con tecnica del "tempo di volo" e ricostruito con algoritmo MIP. Si documenta una anomalia di origine delle arterie cerebrali anteriori che originano entrambe dal sifone carotideo di sinistra.
Regolare Morfologia e calibro dei sifoni carotidei bilateralmente.
Regolare rappresentazione dei tre tratti delle arterie cerebrali medie bilateralmente, senza evidenza di immagini compatibili con alterazioni parietali o significative riduzioni di calibro".

LA RMN CRANIO, che ci sta preoccupando tantissimo, riporta letteralmente:

"Si documenta la presenza di un'area di alterata intensità di segnale, localizzata in sede temporale a sinistra, delle dimensioni massime di circa 9 mm, caratterizzata da ipointensità nelle immagini pesate in T2 ed iperintensità nelle immagini pesate in T1. L'alterazione descritta appare compatibile con angioma cavernoso al cui interno è apprezzabile un circoscritto modesto sanguinamento.
In sede temporo-polare a destra si riconosce una piccola alterazione di segnale con intensità liquorale da riferire a piccola cisti aracnoidea.
Presenza di piccole alterazione di segnale iperintense T2, meglio evidenti con tecnica FLAIR localizzate a carico della sostanza bianca biemisferica da riferire a piccole alterazioni gliotiche.
Sistema ventricolare e spazi subaracnoidei nei limiti".

Ovviamente siamo ancora più preoccupati di prima per questo angioma cavernoso. Ho letto su internet che è una cosa non rassicurante e la cosa ci preoccupa tanto. Potreste darci un Vostro consiglio?
E' una cosa grave?
Mio padre domani andrà in visita dal suo neurologo che, eventualmente, lo indirizzerà da un neurochirurgo ma solo il pensiero di una eventuale operazione pone veramente in essere tanta preoccupazione.
Questo angioma cavernoso può essere causa della diplopia?
Ho letto che tanta gente ce l'ha ma neanche se ne accorge. E' così?
Grazie mille.
Saluti

[#8]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

l'angioma cavernoso ha una bassa probabilità di causare un'emorragia cerebrale (possibile comunque) ma tende a sanguinare lievemente al suo interno senza recare lesioni importanti. In più del 70% dei casi sono asintomatici, solo quelli più voluminosi che entrano in contatto con strutture nervose sensibili possono causare deficit neurologici.
Per il caso di Suo padre si dovrebbero visionare le immagini per dare un'opinione attendibile, cosa che non è possibile fare a distanza.
Pertanto vada serenamente dal neurologo ma poi un parere neurochirurgico è indispensabile.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#9] dopo  
Utente
Gentilissimo Dottor Ferraloro,
la ringrazio per la sua tempestiva risposta di cui Le sono grato.
Mi ha tranquillizzato un po e quindi ha tranquillizzato un po anche mio padre che domani avrà visita con il neurologo.
Il neurologo che ha visionato la RMN nel reparto di Radiologia non è riuscito a vedere, dalle immaini, l'Angioma Cavernoso...questo un po mi fa ben sperare.
Non so se 9mm è una dimensione molto grande oppure è una dimensiona accettabile e soprattutto non so se può crescere di dimensione oppure tende a rimanere stabile.
Secondo lei c'è la possibilità che questo angioma possa crescere molto?
La ringrazio di nuovo
Cordiali Saluti

[#10]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

generalmente l'accrescimento di un angioma cavernoso è causato dai microsanguinamenti interni, più questi si ripetono maggiore è la probabilità che l'angioma si accresca.
Ovviamente non è possibile prevedere i microsanguinamenti e di conseguenza l'eventuale accrescimento.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#11] dopo  
Utente
Gentile Dottor Ferraloro,
torno ad aggiornarLa sulle condizioni di mio padre.
Mio padre è stato visto inizialmente da un neurologo che, purtroppo con un atteggiamento discutibile, gli ha detto in maniera veramente brusca e "violenta" che doveva sottoporsi a operazione senza spiegare niente di più e quando io, vedendo mio padre preoccupato, gli ho chiesto se la cosa era preoccupante lui si è messo a ridere senza rispondere. Siamo rimasti un po male...ma capita...
Successivamente invece un secondo neurologo gli ha dedicato 1 ora di tempo per spiegargli il suo problema, guardando la rmn e, con grande professionalità e rassicurazione, lo ha indirizzato verso il Policlinico Umberto Primo. Questo neurologo inoltre gli ha detto che è stato molto molto fortunato a scoprire casualmente questo angioma e che sarebbe stato molto peggio non averlo scoperto. Inoltre ha confermato che la diplopia non dipende dall'angioma e gli ha consigliato Deltacortene per 1 mese e mezzo per la diplopia.

Ma le scrivo perchè c'è un problema di fondo che esula anche un po dall'angioma che riguarda uno stato emotivo di mio padre e dell'intera famiglia che purtroppo non facilita le cose e che mi preoccupa molto.

Mio padre fisicamente ora sta bene ma, da quando ha saputo che dovrà asportare l'angioma, sta veramente male psicologicamente e, insieme a lui, come può immaginare anche noi anche se cerchiamo di mascherarlo.
Io mi fido molto dei neurochirurghi e della medicina in generale e quindi confido molto nella scienza e nella preparazione dei medici a cui ci hanno indirizzato ma ho grande timore che lo stato emotivo attuale di mio padre possa far peggiorare la sua situazione. Ora è diventato iper-vigile e ogni minimo dolore che avverte lo riferisce all'angioma e passa le giornate così...senza interagire molto con gli altri, in una condizione in cui prova a reagire ma non riesce inevitabilmente.

Ha paura che è un intervento troppo invasivo che gli può arrecare deficit permanenti e che addirittura può avere complicazioni troppo grandi. Quando parlo di "paura" intendo non un'apprensione per l'intervento o una semplice preoccupazione ma una paura che lo porta sempre su quei pensieri negativi e non riesce a pensare ad altro.

Lunedi andremo da un Neurochirurgo del Policlinico Umberto Primo di Roma e mio padre sta sperando che questo neurochirurgo lo possa, almeno in parte, tranquillizzare sulle modalità dell'operazione e sui rischi. Lui è terrorizzato dal pre-intervento e sta vivendo ore di ansia massima (cosa che mi preoccupa anche per la sua salute fisica) perchè non sa quale può essere il rischio concreto di un intervento del genere e passa le giornate pensando all'intervento e alle peggiori conseguenze del caso. Sta praticamente peggiorando la sua situazione fisica con pensieri emotivamente negativi. Inutile provare a rassicurarlo, lui ha paura anche perchè pensa che siano interventi molto rari e che quelli che fanno magari non riescono.

Io ovviamente ho più o meno le sue stesse paure (io e mia madre siamo in cura con Cipralex da diverso tempo per ansia generalizzata...le ho detto tutto!) e cerco di rassicurarlo quanto posso e dargli la forza di cui ora ha bisogno.
Cerco di fargli capire che comunque non si tratta di una patologia maligna ma di una malformazione vascolare che va "corretta", ma l'idea di far entrare dei "ferri" in testa lo spaventa a morte (come spaventerebbe tutti). Cerco di dirgli che è stato un gran bene aver scoperto, casualmente, questo angioma che, se non operato, avrebbe potuto portare conseguenze ben peggiori.
Secondo lei, considerata la posizione Temporale (non so se è rassicurante), ci potranno essere grandi rischi intra e post operatori?
So benissimo che ogni intervento ha dei rischi più o meno presenti...però un ottimo centro di neurochirurgia (come mi dicono essere quello dell'Umberto Primo) può diminuire questi rischi? C'è il rischio che l'intervento crei dei deficit neurologici gravi a mio padre?

La ringrazio ancora per la sua cortesia e disponibilità.
Mi scuso per le domande ma capirà che siamo veramente preoccupati e fargli leggere qualche rassicurazione (ovviamente se possibile rassicurare in questi casi) può fargli solo bene psicologicamente e, le assicuro, che è tantissimo.
La ringrazio ancora
Saluti

[#12]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

fermo restando che ogni intervento ha il suo rischio operatorio, Le dico pure che in mani esperte, come certamente sarà Suo padre all'Umberto I, questi rischi vengono minimizzati. Ancora comunque non sappiamo nemmeno se il neurochirurgo consiglierà l'intervento in quanto questo non è la regola in tutti i casi ma dipende da tante variabili come la localizzazione, la presenza di sintomatologia (nel caso di Suo padre, assente), ecc.
Pertanto è prematuro entrare in uno stato di preoccupazione eccessiva.
Aspettate con serenità il consulto del neurochirurgo, poi si potranno avere le idee più chiare.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro

[#13] dopo  
Utente
Lei è molto gentile per le risposte così cortesi e veloci. (non è facile trovare medici così).
In effetti mio padre non ha sintomatologia (la diplopia sembra non entrarci niente con l'angioma) ma purtroppo questo angioma ha avuto un microsanguinamento e non so se questa è già una condizione sufficiente per operare.
Inoltre spero che, nel caso sia da operare, la localizzazione non crei troppi problemi. Il primo neurologo ci disse che la zona "temporale", a suo avviso, dovrebbe creare meno problemi di altre zone. Poi non so se è così davvero o il discorso è più complesso.
La ringrazio ancora...

[#14]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

rasserenatevi e fatemi sapere cosa Vi dirà il neurochirurgo.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#15] dopo  
Utente
Si, le farò sapere.
Grazie ancora
Saluti

[#16] dopo  
Utente
Gent.mo Dott. Ferraloro,
Le scrivo per aggiornarla sulla visita neurochirurgica effettuata oggi.
Il neurochirurgo del Policlinico Umberto Primo (un professionista e una persona eccezzionale) ha visitato mio padre e ha controllato gli esami RMN.
Ha escluso la possibilità di operare mio padre perchè l'angioma è posizionato in una posizione non pericolosa e perchè è molto piccolo.
E' vero che ha sanguinato ma, secondo lui, eventuali altri microsanguinamenti potrebbero anche non esserci. Non è detto che ri-sanguini, anche se potrebbe anche risanguinare. Non ha escluso risanguinamenti ma non li ha neanche enfatizzati in quanto trattasi di sanguinamenti molto molto piccoli, così come piccolo è l'angioma (9mm).
Secondo il neurochirurgo il fatto che l'angioma possa risanguinare non è assolutamente una giustificazione per procedere all'operazione chirurgica che comunque è invasiva in quanto potrebbe intaccare i centri del linguaggio e da effettuarsi con una craniotomia.
La posizione dell'angioma comunque è "aggredibile" e operabile secondo il neurochirurgo quindi se non procede all'operazione non è perchè la posizione è inaccessibile (cosa che succederebbe se fosse nel tronco encefalico...) ma semplicemente perchè attualmente non ritiene indicato un intervento complesso per un'angioma attualmente innocuo.
Secondo il neurochirurgo infatti se anche ci dovesse essere, malaguratamente (speriamo di no), una emorragia cerebrale sarebbe comunque una emorragia di lieve entità e ampiamente trattabile quindi questo ri-fortifica la sua convinzione a non operare.

Ora deve monitorare l'angioma, fra 3 mesi deve ripetere RMN per vedere se ci sono evoluzioni.
Questo è quanto e, sinceramente, ci fidiamo molto di questo neurochirurgo in quanto persone palesemente preparata e di grande sensibilità.

Un saluto

[#17]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

non sono neurochirurgo ma una risposta del genere me l'aspettavo proprio per le motivazioni che vi ha esposto il collega.
Ovviamente non conosco approfonditamente il caso ma ieri ho scritto <<Ancora comunque non sappiamo nemmeno se il neurochirurgo consiglierà l'intervento in quanto questo non è la regola in tutti i casi ma dipende da tante variabili come la localizzazione, la presenza di sintomatologia (nel caso di Suo padre, assente), ecc.>>. Letto tra le righe il significato era questo che Vi ha spiegato il neurochirurgo.

Spero siate tutti più tranquilli a cominciare da Suo padre a cui invio i più sinceri auguri.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#18] dopo  
Utente
Grazie mille per la sua disponibilità. Ci siamo tranquillizzato e speriamo che la situazione rimanga invariata anche nei prossimi mesi con i prossimi controlli.
Grazie mille ancora.
Un saluto