Utente
Buongiorno. Soffro di una forma di mal di testa piuttosto singolare: l'attacco acuto insorge con aura visiva e forte rintontimento seguiti da lieve mal di testa ma grandissima nausea e vomito.
L'attacco non acuto ma evidente mi viene con forti disturbi visivi (non proprio l'aura, ma visione laterale difficoltosa), tempie pulsanti ed un'enorme sensazione di "ingombro e pressione" alle tempie, che può durare anche ore, quasi mai seguito dal mal di testa, ma associato a nausea, stanchezza e qualche difficoltà ad articolare le parole.
C'é un lampante rapporto causa effetto coi seguenti elementi (se ne assumo viene il disturbo visivo o l'aura nel giro di 10-15 minuti), registrato anche nel mio diario del mal di testa:
1) Magnesio: mi causa l'attacco con certezza assoluta. Ogni sostanza che lo contiene in quantità apprezzabili mi fa subito venire il disturbo, difatti é un enorme problema anche solo prendere gli antibiotici quando necessario o altre pasticche perché c'è sempre il magnesio stearato dentro, appena le prendo viene subito il disturbo.
2) Caffé e té: anche questi mi causano il disturbo come il magnesio, sempre. Difatti li ho dovuti eliminare.
3) Formaggi: come sopra.
4) Alimenti che contengono glutammato: me ne sono accorto dal fatto di non poter più bere il brodo di dado o qualsiasi cosa fatta col dado o che contenga glutammato.

Lo stress e la tensione sono molto peggiorativi.

Ho provato le seguenti terapie:
1) Fluxarten: fallimento, invece di prevenire gli attacchi me li scatena.
2) Topamax: lieve sollievo, ma troppa sonnolenza e depressione indotta davvero forte.
3) Cymbalta: terapia in corso, 30 mg/die, lo tollero bene e previene bene le auree complete, se ovviamente assumo qualcuno degli elementi dell'elenco soprastante mi viene l'attacco.

Cymbalta me l'ha prescritto il medico di base, perché dei due centri cefalee consultati ci ha convinti poco l'approccio: terapie assegnate a tentativo, ma effettivamente nessun tentativo di diagnosi e di spiegazione del fenomeno.

Quindi vi volevo chiedere se invece c'é modo di effettuare una vera diagnosi e di capire più precisamente i motivi di questo problema, invece di tentare solo terapie con la filosofia del "try and see"? Leggendo qualcosa su Internet, da profano, non ho potuto fare a meno di osservare l'influenza di magnesio, caffeina, teina e stress sulla vasodilatazione e la vasocostrizione: c'entra qualcosa col mio problema?

Grazie mille e cari saluti!!!

[#1]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

concordo con Lei riguardo i motivi vascolari che sospetta, infatti la patogenesi del disturbo, cioè il meccanismo che produce il disturbo, è di tipo vascolare (l'aura è un elemento neuro-vascolare).
In mezzo alla sfortuna di soffrire di questa patologia ha anche una fortuna, quella di avere individuato i fattori scatenanti potendo così agire preventivamente.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente
Quindi io, per quel poco e di vago che si può dire via Web, potrei soffrire di un problema di vasodilatazione, giusto?

Secondo lei ci sono strumenti di fare una diagnosi più accurata? Ma soprattutto, quali sono le opzioni terapeutiche? O quantomeno ci sono centri in grado di avere un approccio specifico al problema invece di trincerarsi dietro la solita definizione di "cefalea atipica" con terapie a tentativo?
Il problema del magnesio è molto più grande di quel che sembra: consideri che, ad esempio, in questi giorni sto facendo Augmentin per un'estrazione dentale, e la visione è fortemente compromessa e la sensazione di "casco in testa" è enome. In più, dovendo evitare come la peste il magnesio, mi sento perennemente stanchissimo.

Cari saluti e ancora grazie della pronta risposta ;-) !

[#3]  
Dr. Antonio Ferraloro

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In questi casi la diagnosi è clinica, cioè con visita medica e colloquio col paziente, eventuali esami diagnostici, per es. RM encefalica, vengono effettuati per escludere altri problemi. Le opzioni terapeutiche sono varie e spesso, non essendoci un solo farmaco di prima scelta, il medico è ''costretto'' ad utilizzarne più di uno per ''trovare'' quello efficace considerando che ogni paziente risponde ad una molecola in modo assolutamente individuale, pertanto su questo non darei ''colpe'' specifiche.
I centri cefalee sono strutture di riferimento in tal senso ma ritengo anche opzione molto valida rivolgersi ad un neurologo esperto in cefalee.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro