Utente 308XXX
Spett.le Staff,
scrivo per conto di mia cognata (42 anni, peso 42 Kg, 1.52 cm altezza), alla quale è stata recentemente diagnosticata una forma recidivante remittente di Sclerosi Multipla.
I sintomi di esordio sono stati senso di intorpidimento a tronco e arti inferiori per tutto il corso dell'estate.
Il ricovero, a settembre, nel quale è stata effettuata rachicentesi, potenziali evocati e risonanza ha avuto come esito una diagnosi definitiva.
In attesa di iniziare la terapia ha seguito una dieta povera di glutine avendo
riscontrato valori alterati degli anticorpi per malattia celiaca.
A fine ottobre ha iniziato il farmaco Copaxone, nel mentre, dovendo eseguire endoscopia e biopsia ha reintrodotto nella sua dieta il glutine su indicazione del gastroenterologo, al fine di non alterare gli esiti.
Ha avuto quindi ulteriore diagnosi di celiachia.
In concomitanza con la reintroduzione del glutine ha riscontrato una ricomparsa significativa dei sintomi, che si erano nel frattempo attenuati.
Le è stata quindi praticata terapia con 3 boli di cortisone, l'ultimo martedì 04.12.
A oggi (09.12) la sintomatologia persiste, non registra alcun tipo di miglioramento e inizia a essere demoralizzata. Stante anche una sostanziale incomunicabilità col neurologo di riferimento dal quale non riesce ad avere dei feedback esaurienti.
Scusandomi per la lunga premessa vorrei porre alcuni quesiti:

-La reintroduzione del glutine può avere un nesso causale con l'aggravamento dello stato infiammatorio e quindi del sintomo?
-Il farmaco Copaxone dopo quanto puo' dare dei benefici? O dopo quanto quanto si può ipotizzare una resistenza al farmaco?
- Dopo la somministrazione del cortisone quanto si attende per dei miglioramenti?

RingraziandoVi per lo splendido servizio che rendete agli utenti e in attesa di un riscontro porgo i più cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Gentile Utente,
sono stati descritti casi di associazione fra sclerosi multipla e malattia Celiaca, essendo anche questa una malattia immuno-mediata che si esprime però con i suoi sintomi correlati col malassorbimento, ma si tratta di due malattie distinte. L'andamento della terapia ed i benefici attesi da ciascuno dei farmaci che vengono scelti è funzione della suscettibilità del singolo paziente, per cui le previsioni sono sempre molto inattendibili.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it