Utente 500XXX
Gentili dottori circa un anno fa dopo un certo numero di ore da seduto (lavoro come programmatore quindi sono spesso seduto) ho iniziato a sentire un certo bruciore a metà altezza quadricipite della gamba destra parte esterna che scompariva cambiando posizione, la cosa è andata avanti aumentando e arrivando anche alla gamba sinistra, bruciori diffusi sempre sulla zona anteriore e laterale dei quadricipiti.

Ho iniziato su consiglio del neurologo a fare fisioterapia e in una seduta di TENS applicata nella zona colpita ho iniziato a sentire parestesie (perdita di sensibilità) alla parte esterna dei quadricipiti, più sulla gamba destra ma anche sulla sinistra la fisioterapia quindi mi ha peggiorato il sintomo e l'ho interrotta dopo circa 13 sedute.

Il sintomo si presenta quando sto seduto per diverso tempo sopratutto se divarico le gambe e anche a letto sia con le gambe dritte che con le gambe piegate verso il bacino, non mi pare si manifesti se sono in posizione fetale di lato. Al cambio di posizione scompare.
Ho effettuato diverse visite neurologiche e ortopediche, son stato da un fisiatra da un osteopata senza successo:
Ho effettuato le seguenti analisi:

Elettromiografia : negativa

RMN cervello e tutta la colonna che ha evidenziato piccola ernia L5S1 che è stata ritenuta "innocente"
Analisi del sangue complete dove non è risultato niente di particolarmente anomalo

Ecografia bacino e pelvi negativa

Ecocolordoppler gambe che ha manifestato lieve insufficienza delle vene posteriori della gamba ma che non è stata ritenuta capace di dare questi sintomi.

Radiografia in toto della colonna che ha mostrato dismetria degli arti (1cm) che non è stata ritenuta causa del problema.
Al momento sto effettuando sedute di Metzier come diciamo ultimo tentativo

Terapie provate: Iniezioni di nicetile
Normast
Tiobec
Lyrica (assunta solo per una settimana perché il farmaco mi "spaventa")

La diagnosi è arrivata dopo molto tempo all'ennesima visita da un neurofisiopatologo primario di un grande ospedale della mia città che mi ha diagnosticato Meralgia parestesica e alla mia domanda di come mai l'elettromiografia da lui effettuata fosse negativa mi ha risposto che non sempre si riesce ad avere un responso da questa analisi se la compressione del nervo è a monte di dove vengono posti gli elettrodi, inoltre gli ho chiesto come mai mi venisse anche da sdraiato e non mi ha saputo rispondere...

Mi ha consigliato di dimagrire (ho preso in effetti 10 chili in questo periodo in cui ho interrotto l'attività che facevo in piscina che è lo spinning e che ho da tempo interrotto) ma il tutto è iniziato quando io ancora non avevo avuto aumento ponderale.
Altri sintomi che ho in contemporanea ma che non so se abbiano relazione ma che riporto per completezza: acufeni

Non so più cosa fare ne cosa pensare dopo aver visto in totale 4 neurologi e veri altri specialisti mi rivolgo a voi in cerca di qualche consiglio e idea illuminante.
Grazi mille

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Egregio Paziente,
come sicuramente già saprà la meralgia parestesica è una sindrome da intrappolamento a carico del nervo cutaneo laterale della coscia e che in genere non è sempre facile identificare attraverso la elettro-neurografia. Suppongo che siano anche state effettuate le necessarie manovre semeiotiche che sono patognomoniche per questo tipo di problema. Non avrei molti dubbi sulla correttezza della diagnosi (conoscendo il Collega che ha citato, provenendo dal medesimo Ospedale) per cui il problema è di come impostare una terapia appropriata, che non sempre è agevole. Extrema ratio potrebbe anche essere di tipo chirurgico.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it

[#2] dopo  
Utente 500XXX

La ringrazio dottore per la sua risposta, vorrei se possibile sentire anche qualche altro suo collega.

[#3] dopo  
Utente 500XXX

Gentili medici nessuno che possa lasciarmi un altra opinione? Grazie a tutti