Utente 453XXX
Buonasera,
vi scrivo per chiedervi gentilmente un confronto, a proposito della mia relazione con un uomo bipolare.
Premetto che ho 26 anni, mentre lui ne ha 12 in più di me, e inizio raccontandovi brevemente la nostra storia: stiamo insieme da 5 mesi, ma ci siamo conosciuti un anno e mezzo fa. Ci siamo piaciuti fin dai primi incontri (per lavoro: lavoriamo nello stesso settore) ma io frenavo, perché spaventata dalla sua malattia, di cui mi ha parlato alle prime uscite. Così siamo stati solo amici per circa un anno, fino a che io mi sono resa conto di volergli tanto bene e che volevo provare a stare con lui!

E così stiamo insieme da 5 mesi e siamo innamorati. E' una persona dolce, premurosa ed estremamente sensibile. Mi fa sentire importante e amata come mai prima d’ora e io desidero più di tutto riuscire a stargli vicino e dargli tutto il mio amore e il mio supporto.
Per il momento stiamo bene e la malattia ci ha dato soprattutto qualche problema di calo del desiderio sessuale da parte sua, al momento superato.
Lui ha un lavoro e amici... nonostante la malattia, che gli ha fatto passare dei momenti molto difficili e ricoveri in ospedale, si è costruito una vita.

E’ malato da circa 14 anni, all’inizio le diagnosi sono state di disturbo schizoaffettivo e manie di persecuzione, poi modificate in disturbo bipolare (non so di quale tipo). L'attuale cura seguita è con Litio e un antipsicotico.

Ora il problema principale è che io… ho paura.

Ho paura del nostro futuro: che speranza può avere una relazione con una persona bipolare? Attualmente la situazione sembra buona, ma leggendo in giro sui vari forum i racconti di esperienze simili, leggo descrizioni sconfortanti. Una costante sembra essere il ricorrere di periodi in cui il partner bipolare si allontana, respinge l’altro fino a rinnegare i sentimenti provati, in un tira e molla continuo intervallato da momenti di grande amore.
Chiaramente non si può generalizzare. perché ogni persona è unica e ha la sua storia (anche clinica).

Ma sono preoccupata e mi chiedo se, con una persona che ha questa malattia, pur curata stabilmente, sia possibile avere una relazione amorosa appagante.

L’altro grosso scoglio è rappresentato dal far accettare alla mia famiglia una persona che ha questo problema (mia madre ne è a conoscenza). C’è un forte stigma sociale verso i malati psichiatrici ed è difficile guardare al di là dell’etichetta, della diagnosi.
Io stessa ce ne ho messo di tempo, per andare oltre il pregiudizio e vederlo semplicemente come una persona, con i suoi pregi e difetti.
Figuriamoci chi ci sta intorno, i genitori o gli amici. Invece di sostenermi, quasi tutti mi mettono paura e cercano di convincermi a lasciare perdere.

Vorrei insomma, se possibile, il parere di un esperto, che mi spiegasse a cosa posso andare incontro e mi rassicurasse sulla possibilità di vivermi questo amore, che al momento mi sta dando tanta gioia.

Grazie di cuore in anticipo, un cordiale saluto.

[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,
la cosa migliore sarebbe, con il convinto consenso del suo compagno, avere un incontro con lo psichiatra che lo sta curando, lui conosce il paziente le condizioni attuali e tutto il resto,

Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta