Utente 514XXX
È iniziato tutto nei primi giorni di agosto quando, durante un periodo di vacanza al mare, ho accusato un malore (reflusso gastroesofageo seguito da tachicardia e difficoltà respiratorie a causa di un nodo in gola). Dopo un'oretta dall'accaduto, non vedendo miglioramenti, mi sono recato in PS(fisiologica più zantac). Dopo un giorno, decido di tornare a casa paterna perché i sintomi non miglioravano (avevo capito che era subentrata l'ansia) ma accusavo comunque dolori prettamente fisici a livello gastrointestinale. Inizia la lunga escaletion di esami diagnostici che mi portano a capire di avere gastrite batterica (gastrocopia con esito HP positivo) e successivamente candidosi intestinale (molto probabilmente causata dalla cura antibiotica PYLERA). Per arrivare a ciò, passano oltre 4 mesi in quanto gli specialisti consultati avevano diagnosticato le patologie più assurde senza pensare prima a quelle più ovvie. In questo arco temporale ho dovuto rinunciare a molte cose, dal semplice aperitivo con gli amici alla partenza lontano da casa per continuare i miei studi di specializzazione, sia per motivi prettamente fisici (in questi mesi a causa di diagnosi sbagliate ho assunto farmaci ed antibiotici di tutti i tipi che mi hanno provocato debolezza e perdita di peso) sia per problemi psicologici (ho avuto diversi episodi di attacchi di panico con associata agorafobia/processi di evitamento e stato depressivo). Soffermandomi su quest'ultimo punto vorrei precisare che ho avuto una perdita di personalità in quanto sono passato da una vita più che dinamica tra sport a livello semi agonistico, viaggi all'estero, vita universitaria tra studio intenso e divertimento nei locali più disparati ad una vita legata agli ambienti più sicuri, con paura di usare mezzi di trasporto e persino di avere rapporti sessuali o semplicemente di uscire a mangiare una pizza per paura di sentirmi male e/o soffocare(bolo isterico). Già da settembre, rendendomi conto dei sintomi, decisi di intraprendere un perscorso di psicoterapia notando netti miglioramenti (sono ritornato al supermercato,allo stadio,a guidare per brevi tragitti) ma ad oggi sono stanco di vivere in questa situazione e vorrei ricorrere ad un approccio farmacologico da associare alla psicoterapia perché sto vivendo una vita che non sento mia (ho così tanta voglia di riprendere gli studi e tornare all'università, di instaurare un rapporto affettivo, di provare gioia nel pianificare un viaggio o semplicemente di non aver paura di prendere un treno o mangiare al ristorante) eppure riesco solo in parte a fare ciò. Vorrei sapere a questo punto qual è la giusta terapia da seguire e casomai quali sono le molecole meglio indicate nel mio caso, la tempistica, percentuali di risoluzione ecc(VOGLIO SOLO UN PARERE). Non posso perdere più tempo ed entro febbraio dovrò tornare all'università per non perdere l'anno. Ho 27 anni e fino ad agosto disconoscevo l'esistenza dell'ansia, ero più che autonomo ed intraprendente. Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Se ho ben capito alla fine è stato diagnosticato e indirizzato ad una psicoterapia. La diagnosi era disturbo di panico ? Da alcuni aspetti si potrebbe pensare appunto, ma formalmente le è stato diagnosticato questo ?
Non le è stato proposto un trattamento farmacologico ? Se si tratta di panico come diagnosi, è un trattamento standard.
Quale molecola etc non si può stabilire qui.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 514XXX

Gentile Dottore, ho iniziato di mia spontanea volontà un percorso di psicoterapia perché, nonostante i sintomi fisici, mi rendevo conto che anche la mia psiche era stata intaccata. Anche lo psicologo ha diagnosticato un disturbo da attacchi di panico al quale si sono associate agorafobia, tecniche di evitamento e lieve stato depressivo!
Ho un carattere molto forte e tenace, infatti sono riuscito a fare piccole cose anche nei momenti più difficili e proprio per questo lui stesso non riteneva opportuno un approccio farmacologico ma mi ha indirizzato, per un ulteriore consulto, ad un colloquio con uno psichiatra il quale ha ritenuto opportuno indirizzarmi verso una terapia con Xanax 0,25mg al bisogno. Non ho mai acquistato tale farmaco in quanto il problema non consiste nel bloccare i sintomi una volta che subentrano(l'ultima volta ho bloccato l'attacco in 15 secondi e non ne ho più da oltre un mese), bensì eliminare la loro comparsa e ritornare al precedente modo di percepire le cose (vedere un fastidio in gola come tale e non come presagio di morte). In pratica è cambiato il modo di percepire e affrontare le cose anche più banali e vorrei riappropriarmi della mia autonomia e condurre una vita normale. Non cerco la prescrizione medica, semmai vorrei sapere quali sono gli approcci migliori in questi casi e se c'è risoluzione dei problemi che ho elencato. Le ripeto che sembra di vivere la vita di un altro, per me è stato un fulmine a ciel sereno e ho dovuto abbandonare anche gli allenamenti. La ringrazio comunque per la celere risposta e mi scuso per esseremi dilugato così tanto.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il disturbo di panico ha uno standard medico di trattamento, che si basa su una terapia farmacologica. Ha perfettamente ragione sugli scopi e i meccanismi della terapia, infatti non si tratta di un ansiolitico al bisogno, ma di un altro tipo di medicinale che produce esattamente il cambiamento da Lei descritto come auspicabile.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 514XXX

La ringrazio ancora una volta per la sua disponibilità e chiarezza. A questo punto spero di trovare un professionista che capisca al meglio la situazione e mi aiuti. Penso che finora abbiano evitato di prescrivere SSRI per evitarmi gli effetti collaterali ma presumo che, con i dosaggi adeguati, si possano apprezzare risultati positivi.
Non mi resta che attendere e sperare. Grazie ancora per le delucidazioni.

[#5] dopo  
Utente 514XXX

Gentili Dottori, mi trovo ancora una volta a dover chiedere il vostro consulto. Ho avuto un incontro con uno psichiatra che presta servizio al C.I.M. della città in cui vivo, il quale mi ha informato sulle possibili terapie con SSRI e, giustamente, anche degli effetti collaterali che inducono, alcuni dei quali (calo della libido,anorgasmia,eiaculazione ridotta) mi limitano molto nel procedere con questa terapia in quanto, come precedentemente detto, uno dei miei problemi è il calo della libido indotto dallo stato in cui mi trovo. Vorrei chiedervi se, a differenza dello psichiatra consultato, siete al corrente di terapie diverse che limitino questi effetti collaterali? Grazie.

[#6] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Non è che siano effetti scontati e scontatamente pesanti, né che si sia obbligati a continuare il farmaco se non li si ritiene sopportabili. Il medico la informa giustamente per far presente cose che potrebbero accadere. Ogni terapia ha i suoi possibili, io mi atterrei alle indicazioni del medico che riguardano anche cosa sceglie per efficacia e adeguatezza al tipo di diagnosi.
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[#7] dopo  
Utente 514XXX

La ringrazio ancora una volta per la sua disponibilità.