Utente 207XXX
ho appena scoperto di essere incinta. E' il quinto figlio.
non in ordine di importanza ma in ordine sparso:
non ho voglia di un anno di notti in bianco
non ho voglia di partorire
non ho abbastanza energie per tutti i figli e per le attenzioni differenziate che mi richiedono
ho paura a dirlo ai miei (e ai miei suoceri)
ho il terrore (mi odiano) di dirlo al lavoro
ho una vaga paura del futuro ma a livello economico e logistico non sono spaventata: da quattro a cinque cambia poco.
Per il momento non sono riuscita (in tre giorni) neanche a sollevare la cornetta per prenotare una visita ginecologica. Faccio finta che non ci sia nulla. lo sa solo mio marito.
Questa è la prima ufficiale ammissione che faccio.
Per il momento nutro la vaga speranza (ma è anche una paura) che questa faccia parte del famoso 20% delle gravidanze che si interrompono da sole nel primo trimestre.
Non voglio comunicarlo al datore di lavoro (che è un ente pubblico: le maternità non sono sostituite) perchè, oltre al terrore del giudizio, c'è il fastidio del cambio di mansioni, del passare il mio carico di lavoro ai colleghi scocciati ecc. ecc.
Ah: non ho voglia di sottopormi ad alcun esame del sangue e visita mensile, confronto con altre donne col pancione e varie.
Per quanto tempo è sano avere questo atteggiamento di negazione?
Vorrei confrontarmi (non intendo solo qui, ma in generale) con professionisti rispettosi delle scelte (anche se non è stata esattamente una scelta...) e non giudicanti, cosa che invece non ho mai trovato nelle scorse gravidanze.
Poi, dal punto di vista medico, ho mille terrori, ma questa è un'altra storia.
Grazie

[#1]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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>>> Questa è la prima ufficiale ammissione che faccio.
>>>

In realtà non è nemmeno ufficiale, perché nessuno qui sa chi è lei.

Comunque, anche se mi rendo conto della sgradevolezza dell'osservazione, dopo 4 gravidanze com'è potuto succedere? Dò per scontato che stesse prendendo le precauzioni del caso.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
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[#2]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile signora, Suo marito che opinione ha a riguardo?
Dott.ssa Angela Pileci
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[#3]  
Dr.ssa Marilena Bonifacio

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Gentile utente la inviterei dopo questo momento di non accettazione, a riflettere saggiamente per la sua serenita', quella di questo bambino, e quella della sua famiglia.
Dr.ssa Marilena Bonifacio
Psicologa Clinica e dello Sviluppo
Esperta in sterilità e Procreazione Medicalmente Assistita
Psicodiagnosta

[#4] dopo  
Utente 207XXX

prima risposta (dott. Santocito): c'è chi ci crede e c'è chi non ci crede. Io credo che la vita e la morte (strano a dirsi) non dipendono da me e infatti nonostante un giro di vite ai metodi anticoncezionali tra una gravidanza e l'altra evidentemente da lassù qualcuno ha un accanimento terapeutico nei miei confronti. Lei non è un ginecologo ma anche gli adolescenti sanno che un buon utilizzo del preservativo unito anche ad un'attenzione particolare ai momenti di presunta fertilità dovrebbero essere sufficienti. poi probabilmente, data la mia fertilità, a me basta guardarmi negli occhi un po' più a lungo...
seconda risposta (dott.sa Pileci): mio marito è fondamentalmente contento ma ha una gran paura per la mia salute. (e ha ragione, non è mica lui che partorisce!).
I miei figli sono belli e (per ora) sani. Sono persino bravi. Siamo una famiglia molto felice.
Io però con l'aumentare degli anni, dei figli e della gravidanza ho sempre più paure, ansie e somatizzazioni fisiche (tachicardia, psoriasi...)
Insomma, avrei bisogno di qualcuno che mi consolasse...

[#5]  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile signora,

se ha queste ansie, perchè non prova a rivolgersi ad uno psicologo di persona? è giusto dare voce a queste emozioni e, soprattutto, Le permetterà di elaborare questo vissuto, di prendere maggior coscienza della situazione e di vivere questo momento in modo consapevole e sereno.

Saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
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[#6]  
Dr. Giuseppe Santonocito

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>>> ho sempre più paure, ansie e somatizzazioni fisiche (tachicardia, psoriasi...)
>>>

In questo caso la gravidanza vissuta male è solo un motivo in più che aumenta il disagio. Anzi, se non ci fossero quei sintomi - preesistenti, da quanto capisco - probabilmente anche la gravidanza sarebbe vissuta in modo diverso.

Mi sembra quindi ci siano motivi più che validi per rivolgersi a uno psicologo. Di persona, perché da qui non è possibile fare granché per aiutarla.

Non cada però nell'illusione, come moltissimi nostri utenti, che sfogandosi e ricevendo consolazioni potrà risolvere i problemi, perché non accadrà. Lo psicologo dà certamente ascolto, ma l'ascolto e basta non costituisce il lavoro dello psicologo. Anzi, le rassicurazioni per l'ansioso sono come una droga, che sul momento lo fanno stare meglio, ma alla lunga peggiorano il problema.

>>> anche gli adolescenti sanno che un buon utilizzo del preservativo unito anche ad un'attenzione particolare ai momenti di presunta fertilità dovrebbero essere sufficienti. poi probabilmente, data la mia fertilità, a me basta guardarmi negli occhi un po' più a lungo...
>>>

Certo, ma anche gli adolescenti capiscono che, se si è molto fertili, si dovrebbero prendere più precauzioni. Ad esempio (ma è solo un esempio banale) preservativo e pillola insieme. Insomma, se lei è quella che crede, io sono quello che non crede. Non credo, nella fattispecie, che 5 gravidanze possano essere successe "per accanimento terapeutico", SE lei e suo marito avete preso le precauzioni del caso. Mi perdoni la franchezza.

Cordiali saluti
Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
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[#7]  
Dr.ssa Valeria Randone

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Gentile Signora,
oltre al numero di gravidanze e bambini, credo che l'ambivalenza che prova sia da attenzionare con l'aiuto di uno psicologo, che possa andare unitamente a lei, oltre l'aspetto concreto della fatica, turni lavorativi e visite e lavorare su eventuali disagi sotterranei o non coscienti.
Cari saluti
Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it