Rapporto negativo con mia madre

Salve,
Scrivo perchè ho 19 anni e da 3 soffro di ansie, attacchi di panico e crisi di pianto. Tutto ciò lo riconduco al rapporto negativo che ho con mia madre e ai limiti che mi impone. Ho iniziato una relazione amorosa con 1ragazzo 3 anni fa e i miei genitori non hanno fatto altro che metterci "i paletti fra le ruote". Ho dei limiti molto stretti che ben presto hanno mandato in crisi il mio rapporto. Litigavo ogni giorno in particolare con mamma perchè non potevo andare dal mio ragazzo che abita in una città vicino la mia, non potevo "pranza e cenare fuori perchè non ti vedo per troppo tempo e non mi sta bene. Cos'è questo? Un albergo?". In questi tre anni la situazione è andata via via peggiorando fino a quando non c'è stata la rottura con il mio ragazzo. Da quella volta le cose sono leggermente cambiate perchè non chiedevo più cose "da grande" come andare a casa di lui o uscire con gli amici in un 'altra città o prendere il treno per andare ad una festa di città. Stavo a casa, al massimo da una mia amica e in giro sotto casa. Nulla più. Ho capito che a causa dei loro limiti non posso vivere una relazione(ma nemmeno 1vita) da ragazza "quasi" adulta anche se sono molto responsabile. Ora mi sto sentendo di nuovo con il mio ex perchè è l'unica persona su cui posso contare e ho paura anche solo di dire che lo vedo fuori casa. Subito storgono il naso e dicono "non vederlo ogni giorno che non va bene". Ho paura di essere tornata da lui solo perchè comunque ci tiene a me ed è una sicurezza. Ho paura che non potrò mai avere una relazione matura finchè starò con loro e che ogni ragazzo, dopo un pò, sarà stanco di stare ai miei limiti veramente stretti. Io non ho 15 anni e non posso avere relazioni che si hanno a quell'età. Non mi sono mai ribellata esageratamente ai miei e ho sempre provato a parlarci, inutilmente. Hanno ragione loro, punto e basta. Non so più cosa fare, non so se lui è ciò che voglio veramente per la vita e non so dove sbattere la testa. Quest'anno ho la matura e sono più incasinata che mai. E mia madre la odio, veramente. Ogni volta provo a raccontarle qualcosa di me, ad instaurare un dialogo ma è come parlare al vento. Tira su casini per qualsiasi cosa che non le va totalmente a genio.. e non accetta le idee degli altri. E io non ce la faccio davvero più e per liberarmi di questa situazione ho anche fatto stupidaggini... Pur di "evadere".(bulimia, autolesionismo e sostanze) Ho paura di non trovare il coraggio ad andarmene di casa finita la scuola, di rimboccarmi le maniche e scappare... E non sono nemmeno tipa da dire "mamma vado fuori, punto e basta" perchè ho il terrore. lei mi verrebbe a prendere, farebbe scenate e mi riporterebbe a casa! Aiutatemi non so più che fare e sto male.. piango sempre.. e non capisco se infine sono solo stupide cose che vuole ogni adolescente o se veramente c'è un problema..
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Dr. Daniela Benedetto Psicologo, Psicoterapeuta 187 4 12
Gentile ragazza, capisco il suo stato d'animo. La sofferenza insegna a diventare più grandi in fretta e la giusta sensibilità la aiuterà a trovare la strada migliore. Io credo che lei da una parte vorrebbe decidere in autonomia la sua vita di relazione, vivere di più con le sue coetanee e scegliersi il suo compagno ma dall'altra ha ancora paura a separarsi davvero. Separarsi significa essere in grado di comunicare le proprie decisioni, comunicare non vuol dire "chiedere il permesso". Comunicare significa rendere noto, partecipe ma non ci si aspetta una opinione nè tanto meno un permesso. A 19 anni lo può fare, è sano che lei comunichi e non chieda permessi. Ma il punto credo che sia che lei si senta ancora insicura, sta nella tarda adolescenza ed è combattuta tra il sentirsi grande dal punto di vista dei desideri ma viversi ancora "dipendente" dal parere e dalle opinioni dei suoi come se fosse ancora bambina. Probabilmente se lei fosse un pò più determinata i brontolii dei suoi le scivolerebbero via con più facilità.
Ci ha mai pensato?

Dr.ssa Daniela Benedetto
Psicologa e Psicoterapeuta a Roma
tel. 3396306112 www.danielabenedetto.it
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Dr.ssa Franca Esposito Psicologo, Psicoterapeuta 7k 154
Gentile ragazza,
Concordo con il parere che le ha fornito la mia collega a prooposito del conflitto fra indipeNdeNza e dipendenza che si nota nella sua richiesta di consulto.
Quello su cui vorrei farla riflettere e' sulla sua difficolta' nei confronti di sua madr ad assumere un atteggiamento più' assertivo anche a costo di pagare un prezzo:

Incassare certi rimproveri tipo:
pranza e cenare fuori perchè non ti vedo per troppo tempo e non mi sta bene"

E non ribbellarsi dovrebbe farla riflettere.

Se non e' riuscita a instaurare un dialogo per mancanza di ascolto da parte di sua madre dovrebbe provare almeno a sentire il diritto di prendersi i suoi spazi.
Quando lei sentira' dentro d se' di avere tale diritto riuscira' a metterlo in parola e sara' ascoltata.
I migliori auguri

Dott.a FRANCA ESPOSITO, Roma
Psicoterap dinamic Albo Lazio 15132

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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
"Non mi sono mai ribellata esageratamente ai miei e ho sempre provato a parlarci, inutilmente. Hanno ragione loro, punto e basta"

Cara Ragazza,

siuramente non ti mancano nè la buona volontà nè il desiderio andare d'accordo con i tuoi genitori, ma a volte ci sono questioni che non si risolvono ottenendo l'approvazione della famiglia e, dopo aver tentato invano di mettere tutti d'accordo, non resta che accettare che i propri desideri e quelli della famiglia non coincidono e farsene una ragione.

Mi sembra di capire che tu stia percependo il problema come immutato nel tempo, ma quando tutto è iniziato avevi solo 16 anni (e i rimproveri di tua mamma avevano un significato), mentre ora ne hai 19 e quello che aveva senso una volta non può averlo anche adesso.

Ti sembra che in generale in famiglia ti considerino più piccola di quello che sei?
Ti senti trattata da bambina in questo e/o altri contesti?
Tuo padre ha lo stesso atteggiamento di tua madre o c'è qualche differenza?

Quello che ci dici di tua madre ("Tira su casini per qualsiasi cosa che non le va totalmente a genio...e non accetta le idee degli altri") vale solo per il rapporto con te o fa così anche con gli altri?

Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa a Milano e Mariano C.se
www.serviziodipsicologia.it

[#4]
dopo
Utente
Utente
Care dottoresse, prima di tutto ringrazio la vostra disponibilità nel rispondere alla mia lettera.. Devo dire che mi è servito molto leggere le vostre risposte.
Voi dite quindi di "ribellarmi" e "dirgli dove sono e cosa faccio ma senza chiedere il permesso".
Mia madre mi risponderebbe urlandomi in faccia e rincorrendomi.. ma credo che proverò a farlo.
E mi farò scivolare via il fatto che i miei genitori diranno che è un comportamento da bambina perchè, anche se mi fa malissimo sentirmi dire questo, non ce la faccio veramente più.

Rispondo alla Dott.ssa Flavia Massaro.

Credo che mio padre sappia benissimo che tipo di ragazza sono e non mi consideri eccessivamente più piccola anche se molto volte sta a quello che dice mamma ed è d'accordo. Eppure io mi sento trattata diversamente quindi non capisco come, infine, possa essere d'accordo con lei.. tanto che mi viene da pensare che lo abbia iniziato a fare tempo fa per quieto vivere e che ora si sia convinto anche lui di quello che pensa mia madre. Lei si, mi considera e mi tratta decisamente come se fossi più piccola ma più che altro sul fatto delle concessioni.
Nel resto sono veramente piccolezze che riguardano più che altro il suo carattere che tende a trattare tutti dall'alto in basso.
"Tira su casini e non accetta le idee degli altri" ..lo fa con tutti, è proprio questione caratteriale.. Se tipo io sto parlando con papà e dico una mia idea e lui dice la sua lei entra nella conversazione e impone il suo pensiero. Va a finire che si litiga perchè lei inizia ad urlare ed è veramente indisponente..
Spesso me ne vado e continuano a litigare loro due.. Ormai mi sono stufata di sentire le sue stupidaggini ed imposizioni.

Oltretutto pensate che sia una buona idea farle leggere questa conversazione? Io tendo sempre a renderla partecipe e a farle capire il mio malessere con le buone... e le provo veramente tutte perchè vorrei serenità in casa.. e non una situazione dove nemmeno ci si guarda in faccia..
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Dr.ssa Flavia Massaro Psicologo 12,5k 233 130
"pensate che sia una buona idea farle leggere questa conversazione? Io tendo sempre a renderla partecipe e a farle capire il mio malessere con le buone..."

...e risultati che ci hai descritto riguardo al passato non cambieranno in futuro, se continuerai a volerla convincere e non inizierai a sentirti in diritto di esprimere la tua posizione anche se non è condivisa da lei.

Il punto è che non è necessario che lei sia d'accordo con te, potete avere idee e visioni differenti e rispettarvi lo stesso.
Immagino che lei non sarebbe molto incline a rispettarti, ma potresti iniziare tu a rispettare lei e a non pretendere di farle cambiare idea.

Penso che l'equivoco di fondo sia che in famiglia vi aspettiate di dover essere d'accordo, ma questo non è necessario così come non è necessario che le tue posizioni siano convalidate dai tuoi genitori.
In caso contrario, come vedi, il risultato è una serie di discussioni e di liti per stabilire chi ha ragione quando è probabile che tutti ne abbiate almeno una parte.

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