Scelte di vita

Salve, ho 29 anni e sono fidanzata da 8 mesi con un ragazzo più grande di me, con cui mi trovo molto bene. Grazie a lui, ho superato molte delle mie insicurezze, mitigato la mia gelosia, e dato fiducia. E' una persona presente, responsabile, amorevole, e sicura di sè: questo mi aiuta a vederlo come un punto di riferimento.
Pochi giorni fa, abbiamo affrontato l'argomento matrimonio, e lui mi ha chiaramente detto che non potrà abbandonare i suoi genitori e quindi quando e se ci sposeremo io dovrò andare a vivere con loro. Il padre ha problemi di sclerosi multipla ma è ancora autosufficiente, la madre invece ha bisogno di essere aiutata nelle piccole cose quotidiane ed entrambi sono anziani. Io non mi sento pronta ad una simile esperienza, ma ciò nonostante per paura di perderlo sono tornata sui miei passi. Lui è molto cristiano, e mi ha detto che preferirebbe morire single piuttosto che lasciare i genitori malati in una casa di cura o con una badante, Io lo ammiro per questa sua bontà ma ho paura di andare a vivere in una prigione. E penso che potrebbe capitare anche a me una situazione simile e quindi lo capisco... ma come fare per non vivere una vita d'inferno?
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Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4,1k 94 43
Gentile Ragazza,
ha esposto al suo compagno i suoi dubbi e le sue perplessità riguardo a questa (indiscutibilmente) difficile scelta di vita?
Avete discusso su quali sono le vostre idee in merito? Lui ha chiarito bene che cosa si aspetterebbe da Lei nel caso in cui la vostra storia prosegua?
Lei ha un lavoro?
Avreste intenzione di avere dei bambini?

Cordialità.

Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
ASTI-3315246947-paola.scalco@gmail.com

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Utente
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Si, ho esposto tutti i dubbi, inizialmente l'ha presa male, accusandomi di mancata "cristianità" perchè pensava che volessi abbandonarlo, poi ha capito e mi ha tranquillizzata, dicendo che si prenderà cura di me come lo fa già ora.
Lui vuole dei figli, vuole una famiglia,e non vuole aspettare "la morte" dei genitori per avverare questa cosa, vuole creare una sorta di famiglia allargata.
Io purtroppo non lavoro, e questo rende le cose più complicate perchè starei dalla mattina alla sera incasa coi suoi; e poi non contribuendo alle spese sarei una mantenuta. Quindi se proprio accetto dovrò accettare qualsiasi tipo di lavoro per rendermi indipendente e libera.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 494 45
"mi ha detto che preferirebbe morire single piuttosto che lasciare i genitori malati in una casa di cura o con una badante, Io lo ammiro per questa sua bontà ma ho paura di andare a vivere in una prigione."

Gentile Utente,

mi colpisce che Lei abbia utilizzato il termine "prigione", in quanto è molto esplicativo sia di come si sente, sia di quello che si aspetta.
A me pare giusto e sano che una giovane coppia/famiglia costruisca una propria casa e una propria intimità dove vivere insieme e crescere.
Questo non prevede i genitori, dai quali ci si stacca inevitabilmente, diventando adulti.

Se i genitori attualmente sono autosufficienti, non capisco le ragioni a priori del Suo compagno di vivere con loro.
Mi pare però che anche Lei si stia mettendo in una prigione per diverse ragioni:

1. ha paura di perderlo se non accetta le sue condizioni, ma quali sono le Sue (di lei che scrive) condizioni?

2. non lavora e quindi sarà, è vero, mantenuta, ma anche dipendente e non solo economicamente, ma psicologicamente e quindi "ricattabile" e in colpa per tutto. Non ha modo di trovare un lavoro, anche part time che possa darLe un minimo di indipendenza e autonomia?

Se il Suo fidanzato non cambiasse idea, che cosa vorrebbe fare?

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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Utente
Utente
La madre non è autosufficiente, dipende dal marito e dal figlio (il mio ragazzo). Lui ha ipotizzato che uno dei due possa peggiorare ed allora si renderebbe inevitabile assisterli.Io ora non lavoro ma seguo corsi di specializzazione, sono giornalista non retribuita faccio varie cose insomma, ma qualora dovessi accettare, sicuramente dovrei lavorare pur di non stare lì. Io non posso porgli condizioni: sono i suoi genitori... e qualora veramente uno dei due dovesse peggiorare, io non potrei metterlo di fronte ad una scelta. Anche perchè lui ha già scelto. Lui non cambierà mai idea, ha rinunciato anche ad un posto in banca a firenze per stare con loro. Figuriamoci se lo farebbe per me, Quindi o accetto.... ( e sono su questa linea ma ho paura), o lo lascio ( ma mi trovo davvero bene, non mi fa mancare nulla, è una persona premurosa come lo è coi suoi genitori, e gli voglio bene).

La mia paura è un possibile divorzio.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 494 45
Soprattutto è un modo sbilanciato di cominciare la vita a due, dove le decisioni molto importanti come questa dovrebbero essere condivise e prese insieme e NON imposte a priori da una parte, perchè sembra quasi che lui dica: "O ti adegui, o ti lascio...".

Come mai pensa che lui non farebbe tutto ciò per Lei e per renderLa felice?

Come mai teme un divorzio? Teme di essere lasciata qualora non accettasse tutte le sue condizioni?
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Utente
Utente
Non so se sia utile scriverlo ma quando ero più piccola ho avuto un esperienza di convivenza con il mio ex ragazzo e sua sorella. Sono stata cacciata via di casa. La sorella non mi poteva vedere. Ho sofferto il freddo di febbraio senza una stufa accesa perchè lei diceva che portava via energia elettrica. Ho pranzato alle 4 del pomeriggio e quando sono caduta a terra rompendomi il labbro e sbattendo la mascella non mi portarono nemmeno in ospedale perchè lei disse che non era poi così grave. Lui completamente succube di lei. Ho sofferto tantissimo, ero lontana dalla mia famiglia, sola in un altra città... e quando penso che lui potrebbe darmi la stessa delusione, ho tanta paura. Lui mi ha risposto che una donna anziana (72 anni) è sicuramente meno offensiva di una ragazza in piena salute (la sorella del mio ex), e che devo prenderla un pò a pazienza se ci tengo a lui.


Non cambierà mai idea perchè quello di aiutare i genitori è un suo valore, la sua coscienza gli dice così.. e non cambierà di certo idea per me. Mi ha già accusato di mancata cristianità, dicendomi che era deluso perchè mi vedeva come una persona buona e di cuore. E ha detto che pur di non vedere un genitore solo e malato sarebbe capace pure di divorziare, qualora la moglie non li accettasse in casa...
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 494 45
"...devo prenderla un pò a pazienza se ci tengo a lui."

Gentile Utente,

mi pare una bella pretesa!
Ma mi pare anche evidente (e non sembra essere un caso) che Lei scelga sempre uomini particolari da questo punto di vista: sia l'ex sia l'attuale compagno sono uomini apparentemente forti che impongono condizioni inaccettabili. Ma il focus è su di Lei: come mai Lei accetta queste condizioni poste, fino al punto di subire sopprusi e farsi buttare fuori casa e non andarsene o non accettare proprio?
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 494 45
"Mi ha già accusato di mancata cristianità, dicendomi che era deluso perchè mi vedeva come una persona buona e di cuore. E ha detto che pur di non vedere un genitore solo e malato sarebbe capace pure di divorziare, qualora la moglie non li accettasse in casa..."

Gentile Utente,

non avevo visto la modifica al precedente post: non Le pare che un uomo disposto piuttosto a divorziare (in contrasto con i valori cristiani) che scelga di non allontanarsi dai genitori, imponendolo anche alla moglie, sia un uomo pretestuoso e che magari NON è capace di allontanarsi dai genitori (rifiuta anche il lavoro per non staccarsi da loro)?

Lei che cosa c'entra allora con le difficoltà a separarsi di quest'uomo?
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Utente
Utente
Il ragazzo di prima era un mostro ma io ero proprio giovane e quindi non capivo nulla, era il primo amore. Lui non mi da questa impressione, nel senso che cerca solo di stare dalla parte del più debole (in questo caso la madre malata). Diciamo che la asseconda parecchio, ma si fa in quattro anche per me... non mi ha mai trascurata per stare con lei. D'estate ad esempio il sabato portava al mare me e la domenica lei. Abbiamo fatto le nostre vacanze, usciamo spesso... insomma cerca di bilanciare le cose e questo mi fa ben sperare. Ogni qual volta ho un dubbio mi chiama, mi tranquillizza, mi viene a trovare, cosa che l'altro non faceva proprio.... e questo mi da fiducia. Solo che ovviamente c'è sempre il fattore che l'essere umano protegge sempre il più debole e quindi certe cose dovrei farmele passare ma non sono sicura di farcela. Mi ha detto che qualora anche un mio genitore avesse bisogno di assistenza lui non esiterebbe a prenderlo in casa nostra.


Sicuramente ha qualche difficoltà a staccarsene... ma ha una bella "motivazione, alibi, scusa" non so come chiamarla: sono malati. Come si può controbattere????
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 494 45
Gentile Utente,

fermo restando che la decisione è la Sua, è bene scegliere con molta consapevolezza.
Per questa ragione ritengo che un colloquio psicologico di persona, presso il Consultorio o ASL della Sua zona, potrebbe aiutarLa a considerare tutti quegli aspetti che on line chiaramente sfuggono, dal momento che il consulto on line può essere solo informativo.
Che ne pensa?
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Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4,1k 94 43
Gentile Ragazza,
proprio perché "già" malati, la loro situazione non potrà che peggiorare: quali saranno le richieste che il suo compagno muoverà a Lei che, non lavorando, sarà in casa con loro tutto il giorno?
Che cosa è disposta a fare pur di stare accanto a quest'uomo?

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Utente
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Allora l'unica condizione per accettare, tra un paio d'anni ovviamente e non adesso, sarà la mia condizione lavorativa... nel senso che se avrò un lavoro anche part-time, potrò permettermi di accettare, in quanto costretti a prendere una badante, altrimenti scoperta così, ricattabile e mantenuta mi troverò costretta a dire di no.
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Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4,1k 94 43
La sua condizione lavorativa sarà, a mio giudizio, un fattore importante da tenere in considerazione nel prendere una decisione per il suo futuro, ma non l'unico.
Per questo mi unisco alla Collega nel suggerirle una consulenza psicologica di persona che l'aiuti a far luce su quali siano i suoi desideri e le sue aspettative con maggior calma e ponderatezza.

Saluti.

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