Mi ha lasciata, sto bene e sto già con un altro

Buongiorno,
sono stata sei anni con un ragazzo con cui ho condiviso tutto, le prime esperienze e i momenti più belli della mia vita. Siamo stati fin da subito molto legati, ci vedevamo spesso e per me lui era il mio migliore amico oltre che il mio compagno, ed io per lui. Negli ultimi due mesi di relazione siamo entrati in crisi: io ho iniziato a volere più libertà, non sopportavo che venisse messa in dubbio la mia buona fede quando andavo a casa di un nostro amico in comune e la mia capacità di giudizio, e più lui si impuntava sul fatto che io mi stessi "ribellando" e chiedendo più indipendenza, più io lo facevo e insistevo perchè lui non si intromettesse (per esempio non volevo che lui venisse con me quando io andavo a trovare questo nostro amico). Così, dopo due mesi in cui abbiamo tentato di sistemare la situazione trovando dei compromessi che non mi facessero sentire soffocare e che placassero la sua gelosia, una giorno, senza alcun preavviso, mi ha lasciata dicendo che con non avrei potuto avere quella liberà e la possibilità di fare le esperienze che sognavo stando con lui, ma che lui non si sentiva di dovermene privare. Io subito sono stata malissimo, oltre che per la crisi di panico iniziale ho passato 4/5 giorni di crisi. Il problema da subito è stato veder crollare il futuro che mi ero immaginata con lui. Poi però, dopo una settimana circa, ho iniziato a stare bene, e ho iniziato a pensare che lui mi mancava come persona, non come compagno, e a pensare che forse tra noi c'era solo abitudine e affetto. Nel mentre questo nostro amico in comune si è rivelato essere innamorato di me e io ho deciso di dare una possibilità a questa nuova relazione. I sei anni passati sono stati estremamente monotoni e a tratti "noiosi", mentre ora mi si prospetta con questa persona una vita avventurosa, seppur ad ora non sia certo innamorata. Ciò che mi chiedo è se sia normale reagire così "bene" alla fine di 6 anni di una relazione comunque molto intensa e sentirsi subito così lanciati verso nuove prospettive. Ho già elaborato il "lutto" o sto solo cercando conforto in un'altra persona? Dovrei mettere da parte questa nuova relazione anche se mi sento bene perchè è convenzione prendersi un tempo per ritrovare se stessi? Aggiungo inoltre che sono una ragazza molto indipendente, vivo da sola e sto per conseguire la laurea Magistrale, e che sono sempre stata l'elemento trainante e propositivo della coppia.
Grazie dell'aiuto,
E.
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
< mentre ora mi si prospetta con questa persona una vita avventurosa, seppur ad ora non sia certo innamorata. >

Gentile Utente,
questo nuovo rapporto mi sembra avere un po' il sapore di chiodo scaccia chiodo, come se questo amico comune abbia avuto in un certo senso la funzione di traino per uscire da una situazione che in fondo non le dava più forse le emozioni che lei ancora desiderava. Probabilmente la crisi con il suo ragazzo o l'insoddsfazione si trascinava da tempo. se ha avuto occhi per un altro - l'atteggiamento del suo ragazzo sembra aver abbreviato i tempi di una crisi "annunciata" e contribuito al suo allontanamento.

Dunque non abbia fretta di giungere a conclusioni, si dia tempo per capire il suo sentire verso il vecchio rapporto e verso il nuovo ragazzo attraverso una conoscenza più approfondita, è la vita avventurosa l'unico motivo di interesse?

Dr.ssa Laura Rinella
Psicologa Psicoterapeuta
www.psicologiabenessereonline.it

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dopo
Utente
Utente
Gentile Dottoressa,
innanzi tutti grazie per la veloce risposta.

Anche io ho pensato che questa situazione sia stata la spinta per prendere una decisione che entrambi, sia io che il mio ragazzo, avremmo dovuto prendere, per un motivo o per un altro, ovvero porre fine alla nostra relazione.
Sono una persona molto razionale e poco incline a farsi trascinare dalle emozioni, e mi sono data come spiegazione al fatto di sentirmi così bene nonostante tutto ciò che è successo il non provare più per il mio ex ragazzo altro che affetto, come lo si può provare verso un carissimo amico o un fratello.
Ciò che mi confonde ora è questo pensiero: io con questo ragazzo con cui sto iniziando a frequentarmi mi trovo molto bene, siamo amici da tempo e abbiamo molte cose in comune. Sarebbe giusto privarmi delle belle sensazioni che mi fa provare, dei bei momenti che passo e che passerò con lui, perchè sarebbe più convenzionale stare da soli per un po' di tempo dopo la fine di una relazione? Io so bene che in ogni caso, anche se il mio ex ragazzo lo volesse, non tornerei con lui, o almeno non ora di certo, non è la vita nè la persona giusta per me in questo momento. Ho fatto la "moglie" per 6 anni e adesso vorrei potermi godere una relazione senza troppi pensieri, con un persona con cui sto bene, e chissà che non possa nascere qualcosa di importante in futuro. Aggiungo che nonostante sia stata presa un po' alla sprovvista, il mio ex ed io ci siamo lasciati pacificamente con la promessa di non perderci di vista e con l'intenzione, in futuro, di continuare a frequentarci anche solo come amici, vista la stima reciproca e l'affetto che comunque ci lega.
Ciò che vorrei capire è: per prendermi il tempo per capire di cui parla Lei, dovrei rinunciare a questo ragazzo e stare effettivamente da sola, nonostante con lui stia bene? è giusto dare una possibilità a questa relazione anche se la situazione in cui mi trovo è questa? o rischia di essere solo un rimpiazzo affettivo? e se invece col tempo diventasse una cosa davvero seria?
A volte mi dico di vivere questa situazione senza farmi troppi problemi, seguendo ciò che mi fa stare bene, e di non sentirmi obbligata a provare un dolore che non sento per la fine della mia relazione... ma è un modo corretto di affrontare la cosa?

Grazia ancora.
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
<A volte mi dico di vivere questa situazione senza farmi troppi problemi, seguendo ciò che mi fa stare bene, e di non sentirmi obbligata a provare un dolore che non sento per la fine della mia relazione.>

D'accordo con lei, si dia tempo per approfondire la conoscenza del nuovo ragazzo e non vada a costruire un problema dove non ci potrebbe essere.

La sua relazione precedente è iniziata che eravate entrambi molto giovani, con il passare del tempo siete senz'altro cambiati e così la vostra relazione che sembra avere preso poi una connotazione più amicale che altro.

Ora avete probabilmente entrambi bisogno di altro, avere definito la fine del vostro rapporto in buon modo vi aiuta a rimarginare le ferite della rottura la cui elaborazione forse era già iniziata in precedenza, almeno da parte sua (di lei che scrive).

Un caro saluto
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dopo
Utente
Utente
La ringrazio moltissimo per l'aiuto, il suo parere mi aiuterà moltissimo a riflettere su questa situazione.

Vorrei inoltre porle un'altra questione, sempre a questo riguardo. Come spesso accade ci si trova a confidarsi con i propri amici, e mentre tutti mi hanno consigliato di seguire ciò che mi fa stare bene e serena, ovvero approfondire la conoscenza di questo ragazzo e vivere la situazione giorno per giorno (cosa di cui ho parlato da subito anche con lui e su cui ci troviamo d'accordo) senza porsi troppi problemi se sia giusto o m,eno, un amico mi ha posto una riflessione diversa, ovvero la possibilità che io abbia una specie di "dipendenza affettiva" per cui non essendo mai stata da sola negli ultimi anni debba cercare a tutti i costi un "rimpiazzo", poichè io, secondo questa teoria, non so stare da sola. Sarebbe quindi giusto per questo obbligarmi a stare da sola? Inoltre sono una ragazza molto indipendente, è vero che nella passata relazione condividevo praticamente tutto con il mio ragazzo, ma ero piuttosto io a prendermi cura di lui che viceversa, ho una brillante carriera universitaria e sono molto ambiziosa in ambito professionale. Lei valuta possibile questa ipotesi? E in tal caso, dovrei effettivamente obbligarmi a stare da sola?

Grazie ancora,
E.
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
Veramente più che il parere di amici - per carità è importante averne e confidarsi - dovrebbe ascoltare se stessa.
Gli amici non hanno competenze per poter fare valutazioni di questo tipo (dipendenza affettiva).


Per lei è un problema ciò che sta accadendo?
O intende forse farlo diventare ?
Le capita spesso di porsi continue domande e stare nel dubbio?
Si ritiene una persona ansiosa?
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dopo
Utente
Utente
Credo che per me l'unico problema riguardo a ciò che sta succedendo sia legato al sentirmi in colpa verso il mio ex e al fatto che in fin dei conti io mi sento bene, mentre ci si aspetterebbe di essere disgustati all'idea di una nuova relazione e di sentirsi tremendamente addolorati per l'accaduto. Io credo che nonostante sia passato pochissimo tempo, appena un mese e mezzo, ad oggi non avrei grossi problemi a rivedere il mio ex ragazzo e anzi, mi farebbe piacere poter parlare con lui per sapere se sta bene e capire meglio ciò che è successo e cosa prova. Per questo mi chiedo se forse sono insensibile e incapace di provare sentimenti profondi, visto la mancanza di quel dolore lacerante che ci si aspetterebbe dopo la fine di una relazione di 6 anni, nonchè per il fatto di non essere innamorata di questo nuovo ragazzo.
Mi chiedo inoltre se sia giusto portare avanti questa nuova relazione vivendola giorno per giorno vedendo cosa succede, senza esserne perdutamente innamorata fin dall'inizio (com'era stato nel caso precedente).
Riguardo all'ansia, sì, sono una persona abbastanza ansiosa, sono abituata a organizzare tutto nei minimi dettagli e con ampio anticipo e mi sento particolarmente irritata quando qualcosa non va secondo i piani. Sicuramente la mia precedente relazione non ha aiutato a risolvere quest'ansia, visto che mi sono sempre occupata io di organizzare tutto e prendere l'iniziativa su ogni cosa, mentre ora, in un certo senso questo nuovo ragazzo mi è molto d'aiuto poichè è molto attivo e propositivo e abituato a decidere all'ultimo minuto in base a ciò che gli (o ci) va di fare, al di là di quali siano i programmi, e io che cerco di risolvere questo mio problema assecondo volentieri questo suo stile di vita.
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
Gentile Ragazza,
se lei riconosce di essere ansiosa e di voler tenere tutto sotto controllo <sono abituata a organizzare tutto nei minimi dettagli e con ampio anticipo e mi sento particolarmente irritata quando qualcosa non va secondo i piani>,si spiegano meglio le domande che si e ci pone.

Come le abbiamo detto viva il suo nuovo rapporto senza avvitarsi in dubbi inutili e costruire un problema dove non c'è, stia a vedere come va mano mano che conosce più a fondo questo nuovo ragazzo.

Ci può dire di più in merito alla sua ansia?
Come di riverbera sulla sua qualità di vita, sul suo benessere e da quanto tempo si sente in questo modo?

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dopo
Utente
Utente
Gentile dottoressa,
sinceramente non ricordo da quanto tempo sono così ansiosa. Credo fin da piccola in realtà: sono sempre stata una bambina molto riflessiva e responsabile, oltre che molto ambiziosa, per cui mi sono sempre posta degli obbiettivi, sia nelle cose importanti che in quelle di poco conto, e ogni volta che non riuscivo a raggiungerli la vivevo come una sconfitta. Sono sempre stata molto meticolosa nell'organizzazione, e ciò forse anche perchè ho sempre studiato lontano da casa, con tempi di viaggio piuttosto lunghi che mi lasciavano poco tempo libero, e in situazioni come questa è difficile riuscire a fare tutto senza organizzarsi bene. E anche ora, che vivo per conto mio poco distante dal luogo dei miei studi e di lavoro, faccio fatica a perdere quest'abitudine all'organizzazione estrema.

Come conseguenza risulto sempre molto irritabile dagli imprevisti e soprattutto dai ritardi delle persone. Sono sempre stata convinta che la pianificazione fosse il modo migliore per riuscire a fare tutto, ma ultimamente mi sono accorta che questo mi provoca notevoli livelli di stress e mi sto seriamente impegnando a correggere questo problema. Anche questa "situazione sentimentale" in cui mi trovo mi sta aiutando a capirlo meglio, poichè come lei stessa suggerisce molti dubbi potrebbero essere dettati dall'eccessiva volontà di avere tutto sotto controllo e sarebbe meglio cercare di prendere le cose senza farsi problemi inutili. Eppure faccio molta fatica a prendere le cose con leggerezza e a vedere come vanno naturalmente, a non fare subito progetti.

Riguardo a ciò anche questo ragazzo mi sta aiutando, poichè lui è l'esatto opposto di me, è molto propositivo ma segue ciò che gli va di fare in quel momento senza pianificarlo con largo anticipo, e io, con la consapevolezza che questo è il modo più sano di affrontare le cose poco importanti, cerco di adeguarmi di conseguenza, nella speranza di poter col tempo diminuire la mia ansia.
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Dr.ssa Laura Rinella Psicologo, Psicoterapeuta 6,3k 119 7
<nella speranza di poter col tempo diminuire la mia ansia.>

Glielo auguro anch'io, la sua motivazione a risolvere il problema è importante, ma se il livello di stress è notevole e fatica a non tenere tutto sotto controllo, sentire il parere diretto di un nostro collega sarebbe opportuno, tanto più che il problema si trascina da parecchio tempo e anziché sperare e andare per tentativi, uno specialista la accompagnerebbe nel modo migliore a farvi fronte in modo efficace.

Un caro saluto

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