Borderline...come farsi aiutare?

Buona sera,
cerco di spiegare brevemente la mia situazione.
Ho una enorme, gigantesca, stratosferica difficoltà a lavorare. Ho svolto alcuni lavori per periodi di tempo brevi, ma ho abbandonato perchè non ce la facevo.
Mi trovo anche in una condizione particolare, senza legami affettivi nè di amicizia. Non ho nessuno su cui contare.
Sto pensando di farla finita, ma per curiosità volevo vedere se potrebbe esserci un'alternativa dato che io non la riesco a trovare.

Nei limiti di un consulto online, quello che vorrei sapere nello specifico è:
Se mi rivolgo ad un consultorio familiare e parlo con uno psicologo, egli/ella potrebbe aiutarmi a capire meglio questa mia intollerabilità verso il lavoro?

Siccome senza lavorare non si sopravvive, e siccome la mia famiglia non sa del mio disagio...è davvero possibile che io possa essere aiutato in tal senso?

Il fatto è che non ho molto tempo. Non posso iniziare una terapia, sia anche essa farmacologica, senza prima trovare una soluzione a questo problema.
Potrei ricevere una proposta di lavoro e dover iniziare a lavorare fra poco tempo, e dato che proprio non riesco...e dato che non posso neanche continuare a farmi mantenere dalla mia famiglia...cè davvero una soluzione rapida a questo problema?

Magari con il tempo, con la psicoterapia potevo riuscire a superare questo disagio e lavorare....ma ripeto, non ho molto tempo. E' questione di vita o di morte.

Come ultima domanda, se sono indiscreto non rispondete: avete mai avuto pazienti che avessero una grossa difficoltà a dover lavorare? E in che tempi sono riusciti a superarla?

Parliamo chiaramente...non mi danno un assegno di invalidità nel mentre cerco di superare il mio disagio con l'aiuto di una specialista.

Ringrazio anticipatamente per le risposte, e mi scuso se il linguaggio usato sia poco comprensibile.
[#1]
Dr. Magda Muscarà Fregonese Psicologo, Psicoterapeuta 3,7k 146 11
Mio caro, io e penso , tutti noi , abbiamo visto, seguito, pazienti depressi, che non avevano voglia di fare niente, neanche di lavarsi e pettinarsi, col limite del mezzo che stiamo usando, da quel che dice, lei mi sembra depresso, qualcosa deve fare però.. andare dal medico di base e successivamente da un Collega de visu per una psicoterapia supportata però, da un aiuto farmacologico, vada in partenza in un Consultorio, poi la sua situazione verrà valutata.
Un antidepressivo ben dosato da uno psichiatra, senza aver paura delle parole .. mi sembra utilissimo, l'aiuto farmacologico rende i tempi più rapidi e aiuta il contatto col terapeuta..
Dalla depressione si esce, adesso si sente apatico, grigio ha bisogno di uno .. starter.. una volta c'erano macchine a cui bisognava tirare l'aria per farle ripartire.
Banalizzando, l'aiuto farmacologico è questo.
E' necessario però che lei , con coraggio si dia aiuto, cominci presto , lunedì..
Se la sente ?.

MAGDA MUSCARA FREGONESE
Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico per problemi familiari, adolescenza, depressione - magda_fregonese@libero.it

[#2]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Se lei ha un disturbo borderline di personalità è probabile che debba necessariamente iniziare da qui, perché le difficoltà lavorative, come spesso accade nei soggetti con questo disturbo, sono il risultato dei tratti disfunzionali di personalità. Stesso discorso vale per le idee suicidarie.

In questi casi i trattamenti più efficaci sono quelli integrati (psicoterapia e psicofarmaci). Quindi consultare in parallelo uno psichiatra e uno psicologo che lavoreranno in tandem.

>>Se mi rivolgo ad un consultorio familiare..<<
potrebbe essere più utile un Centro di Salute Mentale.

Chi ha fatto la diagnosi?






Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it

[#3]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Caro ragazzo,

accolgo le riflessioni dei Colleghi...


< Se mi rivolgo ad un consultorio familiare e parlo con uno psicologo, egli/ella potrebbe aiutarmi a capire meglio questa mia intollerabilità verso il lavoro? >

Centro di Salute Mentale: qui ha la possibilità, gratuita o con modesto ticket, di essere preso in carico da una équipe tra cui Psichiatra (valutazione farmacologica) e Psioterapeuta.


< Siccome senza lavorare non si sopravvive, e siccome la mia famiglia non sa del mio disagio...è davvero possibile che io possa essere aiutato in tal senso? >


Ci vuole motivazione e attivazione.


< Il fatto è che non ho molto tempo. Non posso iniziare una terapia, sia anche essa farmacologica, senza prima trovare una soluzione a questo problema...>


Questa sua affermazione non ha supporto veritiero, poiché se si trova in questa condizione, risulta importante, necessario, che venga preso in carico, per trovare un equilibrio e iniziare a sperimentarsi nel suo nuovo lavoro.


Rifletta.


Un caro saluto
[#4]
dopo
Utente
Utente
Ringrazio per le risposte.

Non sono stato da uno psicologo o da uno psichiatra ancora.
Quello di essere borderline è un mio sospetto, molto forte dal momento che la mia emotività è veramente eccessiva ed instabile.
Paura dell'abbandono, gelosia anche solo nei rapporti di amicizia.
Negli ultimi mesi ho perso ben 5 persone a cui mi ero affezionato (ci sentivamo tramite chat o email), e sempre a causa della mia gelosia e della mia paura dell'abbandono.
Solo io posso sapere quanto avrei bisogno di affetto, ma non so perchè anzichè avvicinare qualcuno alla fine ottengo solo che scappano.
Comunque questa è un'altra storia.

Un pò depresso mi sento sinceramente, abbattuto, scoraggiato, ormai la speranza sento che l'ho persa anche se non so se aver chiesto un consulto qui sia sintomo di speranza....però sono molto pessimista e non vedo futuro.

Mi farei aiutare volentieri, dico sul serio. Antidepressivi, stabilizzatori dell'umore, ansiolitici, psicoterapia. Non è più questo l'ostacolo, non è la mia volontà.
L'ostacolo è la mia famiglia, credo.
Loro sanno che ho tentato di farla finita per via del lavoro, ma non hanno idea che io abbia un enorme disagio in merito a questo. Loro pensano che abbia lasciato il precedente lavoro perchè era pesante.
Sanno anche che ho provato a farmi ricoverare in reparto psichiatria mesi fa.
Sapete cosa mi hanno detto? Che è meglio che non vengano fuori problemi mentali altrimenti nelle opportunità lavorative mi scartano a priori.
Quindi per loro è più importante il lavoro che la mia salute.

Comunque non per vittimizzarmi, perchè alla fine ho tot anni e posso decidere da me se farmi aiutare oppure no...alla faccia loro (consentitemelo).
Il punto però è che sinceramente ho timore nell'intraprendere un percorso di...chiamiamolo di riabilitazione senza che loro sappiano nulla.
Ho bisogno del loro appoggio, ho bisogno che loro capiscano che sto male e che ho bisogno di aiuto.
In questo stato attuale non posso farmi aiutare pur volendo.

Valuterò comunque la possibilità di andare in un centro di salute mentale (anche se ci ero già andato). Grazie ancora per le risposte

[#5]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Gentile ragazzo,

c'è molta sofferenza nel suo racconto e molte le riflessioni, che potrebbero essere prese in considerazione...
... in particolare questo rapporto " invischiante " con i genitori, la paura dell' abbandono e il bisogno di intenso affetto.


< Sanno anche che ho provato a farmi ricoverare in reparto psichiatria mesi fa.

Sapete cosa mi hanno detto? Che è meglio che non vengano fuori problemi mentali altrimenti nelle opportunità lavorative mi scartano a priori.

Quindi per loro è più importante il lavoro che la mia salute..>


Da questo punto di vista provo a comprendere il rammarico ed il dolore, per non sentirsi " visto e riconosciuto " come persona.


Perché non si rivolge ad uno Psichiatra, in libera professione, per mantenere la privacy sulla sua consulenza?
Almeno un incontro per una diagnosi accurata ed un po' di chiarezza su questo suo importante disagio.

Provi a parlarne con i genitori in modo costruttivo ed, eventualmente, farsi supportare dal medico di famiglia, che potrebbe intercedere coi suoi genitori.


Provi a riflettere...


Un caro saluto.
[#6]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
>>Quello di essere borderline è un mio sospetto, molto forte dal momento che la mia emotività è veramente eccessiva ed instabile.<<
non dovrebbe scrivere "borderline" se non ha avuto ancora una diagnosi certa. Catalogare il malessere non è utile e la fa confondere ancora di più.
Come mai sente questo bisogno di definirsi in questo modo?

>> ho provato a farmi ricoverare in reparto psichiatria mesi fa.<<
quindi una visita l'ha fatta?
Come mai non è stato ricoverato?

>>L'ostacolo è la mia famiglia, credo.<<
l'ostacolo probabilmente è un'altro: la mancanza di autonomia, anche decisionale. Se lei pensa di aver bisogno di aiuto dovrebbe chiedere indipendentemente dai suoi genitori e da quello che pensano. Essendo maggiorenne non è neanche tenuto a informarli.

>>ho bisogno che loro capiscano che sto male e che ho bisogno di aiuto.<<
lei pensa che le fantasie di suicidio siano legate a questo?
Alla difficoltà nell'esprimere il suo disagio in maniera funzionale?

>>Il punto però è che sinceramente ho timore nell'intraprendere un percorso di...chiamiamolo di riabilitazione senza che loro sappiano nulla.<<
non è "riabilitazione", ma valutazione e intervento. Attenzione a questa "trappola" perché se i suoi genitori hanno tanta difficoltà ad accettare il suo "malessere", difficilmente può prendere una decisione autonoma e scevra dal loro giudizio, soprattutto se per lei questo risulta importante.






[#7]
dopo
Utente
Utente
Ringrazio per le risposte.

Dottoressa Albano mi intimorisce l'idea di farmi seguire da uno Psichiatra senza che la mia famiglia sappia nulla. Non so perchè ma mi intimorisce, perchè se poi dovesse scoprirlo in qualche modo...non so come potrebbero reagire.
Il mio medico purtroppo non è adatto a fare da intermediario. Una volta ha detto a mia madre una cosa che non volevo sapesse, e quando poi ero tornato da lui era anche arrabbiato perchè mia madre aveva pianto molto per questa cosa. Episodio complicato da spiegare.

Dottor Del Signore non ho fatto una visita, sono solo stato ad un cps chiedendo una visita. Però siccome dovevo prima parlare con un infermiere che doveva valutare la mia situazione, allora mi sono innervosito e mi è passata la voglia...perchè sinceramente se io ho bisogno di parlare con uno psicologo è improponibile fissare un appuntamento con un infermiere.
Non mi hanno ricoverato perchè una persona che lavorava lì mi ha detto che dovevo passare prima dal pronto soccorso perchè il cps era chiuso quel giorno.
Adesso sinceramente penso che sia stato un bene che non mi abbiano considerato più di tanto, perchè comunque mi spaventa l'idea di essere ricoverato...non ero lucido quando l'ho chiesto ero disperato.
Per quanto riguarda la mia famiglia sono tenuto ad informarli. Sarò anche maggiorenne ma alla fine è la mia famiglia, senza di loro non saprei neanche come mangiare.
Se ero indipendente sarebbe stato diverso ovviamente, non mi facevo tutti questi problemi.
Quelle di farla finita non sono solo fantasie, anche se attualmente sto rivalutando perchè per fortuna ho trovato una persona amica. Lei ovviamente non sa che rappresenta la mia ancora di salvezza, non potrei mai farle sentire un peso così grande. Però il punto è che ho una persona a cui sono legato e voglio provare ad andare avanti grazie a questo legame. Non so se ci riuscirò ma ci proverò.
I motivi comunque che mi hanno portato a pensare a farla finita sono tanti. Il lavoro, la famiglia, i soldi che mancano e tante altre cose. Ogni problema preso singolarmente può sembrare superabile, ma quando tante cose si sommano poi la testa non regge più e ci si sente senza via d'uscita. Non saprei dire con esattezza quindi perchè ho pensato di farla finita.

Comunque un giorno forse proverò a farmi seguire da qualcuno, ma attualmente devo sperare di riuscire a superare la mia voglia di farla finita. Se riesco a ritrovare la voglia di lottare un giorno ci proverò
[#8]
Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
>>siccome dovevo prima parlare con un infermiere che doveva valutare la mia situazione, allora mi sono innervosito e mi è passata la voglia..<<
la prassi è questa, ma credo che il suo sia prima di tutto un problema di motivazione al cambiamento. Senza una reale motivazione (mettersi in gioco, affidarsi ecc.) purtroppo difficilmente potrà risolvere qualcosa.







[#9]
Attivo dal 2014 al 2015
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
< mi intimorisce l'idea di farmi seguire da uno Psichiatra senza che la mia famiglia sappia nulla.

Non so perchè ma mi intimorisce, perchè se poi dovesse scoprirlo in qualche modo...non so come potrebbero reagire.. >


Posso comprendere il suo timore, però se c'è davvero il bisogno e il desiderio di cambiamento, così come sottolineato dal Collega, credo che nessun ostacolo si possa frapporre.

Ci rifletta...


Un caro saluto.

Quali argomenti vorresti approfondire su Medicitalia? Partecipa al sondaggio