Pensare ancora alla ex dopo 13 anni

Salve,
sono stato insieme ad una ragazza per 5 anni e da allora non riesco a togliermela dalla mente. Oggi sono spostato ma il pensiero torna facilmente a lei.
Quando abbiamo iniziato ad essere una coppia mi ero appena laureato ed avrei voluto iniziare a lavorare per il titolo conseguito cosa che però mi avrebbe portato via dal mio paese e da lei. Vedendola piangere rinunciai e cercai altro qui.
Negli ultimi tempi diventò scostante nei miei confronti e litigavamo con facilità anche se non con frequenza. Era però d'accordo a cercare una casa per noi. Una mattina mi disse che non mi amava più da tempo. Lo accettai ma la presi male: le chiesi di ripensarci, cercai aiuto negli amici in comune ma non ebbi successo. Ero sempre più abbattuto e più passavano i giorni più cercavo di non pensare a lei ubriacandomi. Stavo sempre peggio e diradai i contattiper non stare male. Una sera un amico organizzò una festa per farci incontrare un po': si presentò solo per 10 minuti. Parlammo e (ero ubriaco) mi sfogai: non so cosa le dissi esattamente perché l'alcol ha cancellato il ricordo. So solo che le ricordai le mie rinunce e che se npn voleva star con me non avrei più voluto vederla: la cacciai dalla mia vita.
Non potevo cacciarla però dalla mente e cercavo con discrezione di avere sue notizie. Una sera, mentre ero in giro con un amico, la vidi in intimità insieme a un altro ragazzo di cui avevo saputo. Distrutto, tentai il suicidio prendendo un bel po' di pillole.
Ripresomi, ammisi a me stesso il dolore vissuto. Andai da uno psicoterapeuta. Non mi ubricai più, tornai la persona di prima. Sapevo però che il ricordo era sempre lì, ma ero determinato a non stare più male per lei. Dopo mesi dal quel burrascoso incontro casulamente ci trovammo in un pub: mi salutò con il calore che si usa per salutare un amico caro che non si vede da tanto tempo: risposi con un ciao a denti stretti e mi girai dall'altra parte. Con lo psicoterapeuta non tirai fuori un ragno dal buco (parlavo per un ora: non mi diceva mai niente): dopo un anno di terapia, interruppi le sedute.
Il ricordo della mia ex però è sempre rimasto in un angolo della mente: se la intravedevo o sentivo un nome simile al suo il mio cuore perdeva un battito. Incontrandoci ci siamo scambiati solo freddi ciao.
Sono sposato da tre anni ma fino a qualche giorno prima del matrimonio pensavo nella mia mente che se lei fosse tornata da me avrei rinunciato.
Poi, pian piano, incontrandola non ho sentito più il cuore sussultare. Ne sono stato contento, pensando che finalmente stava sparendo nelle pieghe dei ricordi.
Se non che, qualche giorno fa si è sposata lei e da allora la voglia di rivederla e di parlarci mi perseguita: i pensieri ritornano a lei. Vorrei parlarci e sapere tutto della sua vita mentre la mia parte razionale aspira solo dimenticarla. Però, mi sembra di andare avanti nella mia vita sempre con un fantasma nella mente e non so con chi parlarne.

E vorrei un consiglio per cacciare questo fantasma. Grazie.
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Dr.ssa Valentina Sciubba Psicologo, Psicoterapeuta 1,5k 29 9
Gentile utente,
ovviamente c'è bisogno di un colloquio clinico per capire meglio il suo stato mentale e i motivi della condizione che descrive, ma nel frattempo potrebbe esserle utile leggere un articolo sulle storie sentimentali non chiuse che può trovare sul mio sito professionale.
Molte caratteristiche del suo caso infatti farebbero propendere per una situazione del genere.

Nel suo caso inoltre le manifestazioni sono state molto importanti e sofferte, probabilmente perchè ha rinunciato a delle possibilità che si offrivano riguardo al lavoro, quindi forse anche questo aspetto andrebbe indagato ed elaborato.

Se il suo psicoterapeuta lo ascoltava e basta, evidentemente non praticava le terapie brevi in cui il professionista è più attivo. Nonostante ciò lei ha ottenuto ugualmente dei miglioramenti, anche se la terapia è durata un anno.

Cordiali saluti

Dr.ssa Valentina Sciubba
Psicologa Psicoterapeuta
Terapia Breve strategico-gestaltica
www.valentinasciubba.it - Roma

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dopo
Utente
Utente
Grazie per il suo consulto. Ho letto il suo articolo e credo che il punto chiave sia nell'affrontare la persona per un definitivo chiarimento.
In realtà ho dovuto sintetizzare molti passaggi per rientrare nei 3000 caratteri. Al momento della separazione la situazione in casa mia non era rosea. Mio fratello era stato lasciato qualche giorno prima dalla sua ragazza dopo 5 anni e dopo un mese dagli avvenimenti narrati mio padre finì in coma e ci rimase due mesi. Non ho mai ricevuto dalla mia ex mai una domanda, almeno di cortesia, su come stesse mio padre. Altri dettagli mi confermarono che non ero più assolutamente nei suoi pensieri. Insomma per tre o quattro mesi non ci sentimmo più. L'episodio in cui mi sfogai avvenne dopo 5 mesi dalla separazione e penso che allora mi abbia confermato i motivi. Purtroppo per il mio stato mentale non ho mai ricordato nulla di quell'incontro.

Evidentemente non eravamo fatti per stare insieme ed ormai siamo due persone diverse: a me manca la persona di allora, non so se mi piacerebbe la persona di oggi.

Credo che nella vita uno cerchi di realizzarsi attraverso la sfera lavorativa e le sfera affettiva. Rinunciando alla prima per amore della seconda feci una scelta. Quando la seconda venne meno all'improvviso sentii che mi mancò all'improvviso tutto. Mi sento insoddisfatto ancora oggi di quello che ho e sono, ho buttato via il mio potenziale.

Però, scrivendo qui, mi accorgo che parlarne mi ha fatto bene. Scriverò la mia storia, spero sia la valvola di sfogo giusta, cercando quell'empatia che non posso avere dalle persone reali.

Grazie.

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