il mio limbo senza fine

Salve, sono un ragazzo di 28 anni, e da circa 9 soffro di problemi di ansia, ossessioni e depressione non precisamente identificati e diagnosticati, nonostante in questi anni sia andato da almeno 3, 4 terapeuti e anche da una psichiatra.
Poco fa sono entrato sul mio profilo di medicitalia e sono rimasto sorpreso quando ho visto che, nel corso degli anni, avevo già chiesto 4 volte un consulto su questo sito, scrivendo sempre la stessa identica situazione, descrivendo sempre gli stessi sintomi.
Non mi spiego come abbia fatto a passare 9 anni della mia vita in questo "limbo" senza fine, senza esser riuscito a cambiare di una virgola la mia situazione mentale.

Avrei voluto avere ancora una volta un vostro parere sulla mia situazione, descrivendo tutti i miei sintomi, ma il limite dei 3000 caratteri non me lo permette, quindi parlerò della questione che mi preme maggiormente ora, per poi magari parlarne in seguito.

Sono seguito da una psichiatra (csm), nella struttura c'è anche lo psicologo, ed egli mi ha sottoposto a dei test psicologici, il test di MMPI-2 (567 domande) il test di rorscharc (quello delle 10 tavole).
il risultato dei test è abbastanza tragico.
Si evidenzia tutto il mio vuoto esistenziale, e nelle "scale fondamentali" non c'era nessun valore che rientrava nella norma.
Abbiamo deciso cosi con la mia psichiatra di cambiare la terapia e di fare delle visite combinate, io, lei e lo psicologo.
la prima visita era oggi.

Sembrano delle persone abbastanza competenti, ma c'è un problema.
Quando sono li dentro, non mi sento a io agio.
Non mi sento liberissimo di dire tutto quello che mi passa per la testa, non so bene il perchè, ma è strano dal momento che sono una persona molto estroversa e non ho problemi a parlare dei miei problemi davanti ad un professionista.
Non mi piace il tono con il quale si rivolgono a me, mi sembra quasi irruente.
Però forse svolgono solo il loro lavoro ed è un problema mio, non so.
Oggi mentre parlavo mi è scappata la frase "dottoressa, forse lei non mi crede, ma...", subito lei mi ha interrotto dicendomi: "ma come non ti credo?
starei perdendo tutto questo tempo se non ti credessi?
".
Insomma non mi piace il modo in cui si pone, ne lei, lo psicologo.
Inoltre, mi mette la visita 1 volta al mese più o meno e credo sia troppo tempo.

Ho intenzione di lasciare.
Oggi mi ha aumentato la cura da 75 mg di efexor a 75 +37.5. Ma io ho intenzione di abbandonare anche la cura già da domani, tanto non avrà nessuna ripercussione su di me dal momento che, qualunque antidepressivo abbia preso, è come se avessi preso acqua fresca, compreso l'efexor.
E' il quarto antidepressivo che prendo (zooloft, paroxetina, brintellix e ora efexor), tutti presi per diversi mesi, senza nessun effetto.
Ho intenzione di abbandonare questa dottoressa e magari rivolgermi ad un altro psichiatra e/o l'ennesimo psicoterapeuta (già sarebbe il quarto e purtroppo già ho speso tanti soldi).
oppure sbaglio e dovrei continuare?
come mi devo orientare?

Grazie.
[#1]
Dr.ssa Anna Potenza Psicologo 1,9k 114
Gentile utente,
ho letto tutte le sue email, notando che come avviene sempre per il genere di disturbi che segnala, sono i farmaci che le sembrano pericolosi, e non la vita sregolata e senza impegni che si è imposto; sono i curanti che le appaiono "irruenti" e "non le piacciono", ma del male che fa a sé stesso non si accorge.
Della psichiatra riferisce una frase dalla quale sembra che possa aver perso la pazienza; forse ne è lei il responsabile? E allo psicologo cosa vuole rimproverare?
Sappiamo che un certo tipo di malato alimenta il suo disagio non accedendo MAI veramente alle prescrizioni dei curanti, non prendendo i farmaci, non ascoltando nemmeno le loro parole.
Lei ci chiede come ha fatto "a passare 9 anni della mia vita in questo "limbo" senza fine, senza esser riuscito a cambiare di una virgola la mia situazione mentale".
Ecco qui come ha fatto: oggi sta per buttare all'aria, di nuovo, ogni tipo di cura, e questo per assoluta intolleranza alla minima frustrazione.
Le sono stati somministrati test complessi, che nel privato costano cifre notevoli e che permettono di iniziare una psicoterapia rigorosa, mirata. Ma lei non ne riporta i risultati, riferendo invece genericamente, con infantile catastrofismo: "il risultato dei test è abbastanza tragico. Si evidenzia tutto il mio vuoto esistenziale, e nelle "scale fondamentali" non c'era nessun valore che rientrava nella norma".
E allora? Si tratta di cominciare a lavorare sugli aspetti negativi, prendendo regolarmente i farmaci, incontrando la psichiatra una volta al mese e lo psicologo una volta la settimana, ma non certo per "dire tutto quello che mi passa per la testa": questa non è terapia.
La sua guarigione passa dalla volontà di cambiare, e inizia dal lasciarsi curare da chi ha specifiche competenze per farlo.
Auguri.

Dr.ssa Anna Potenza (RM) anna.potenza@medicitalia.it


[#2]
dopo
Utente
Utente
Salve dottoressa, la ringrazio per aver risposto e per aver avuto la pazienza di leggere tutte le mie email. Cerco di risponderle a tutto.
Ammetto che nutro dei dubbi sull'innocuità degli psicofarmaci, ma come nutro dei dubbi su qualunque cosa, ma questi dubbi sono anche alimentati dalle opinioni differenti tra i diversi professionisti che mi hanno seguito nel corso degli anni: un terapeuta che mi ha seguito per un bel pò di tempo mi ha sempre detto che ne sarei uscito da solo, con le mie forze e con l'aiuto della psicoterapia, la psichiatra invece non ha avuto dubbi a prescrivermeli già dalla prima visita che mi fece, ormai diversi anni fa. Quindi può capire come tutto questo contribuisca ad accrescere la mia già di per se estrema confusione mentale, e purtroppo spesso non so se fidarmi e di chi fidarmi. Tuttavia, come ho già scritto, ho seguito diverse cure con antidepressivi, e l'ho fatto in maniera scrupolosa, senza mai saltare un giorno. Ho preso per diversi mesi zooloft, poi paroxetina. Nell'ultimo periodo, da novembre fino a qualche settimana fa ho preso brintellix, e ora da qualche settimana efexor, senza aver nessun risultato con nessuno di questi. La psichiatra ieri mi ha detto: "mi sembra che tu prenda gli psicofarmaci solo per dimostrare che non ti fanno effetto, e in questo modo, fidati che non te ne faranno mai". Anche questa frase mi è sembrata totalmente insensata, perchè non è cosi. Se mi sono rivolto a lei, e ho accettato di farmi curare, e perchè ho deciso di fidarmi di lei e sono consapevole di averne bisogno, e mi aspetto e spero che i farmaci migliorino la mia situazione.

Per quanto riguarda la vita "sregolata e senza impegni" , ovviamente non ne sono contento e non ne vado fiero. Dall'ultima volta che ho scritto qui, la mia vita è stata interamente condizionata da una relazione, relazione durata 2 anni e mezzo in cui non sono stato mai bene, e non ho fatto mai fatto stare bene neanche lei. E' solo stata un'insieme di ossessioni di agni tipo, ansia, panico(quando si allontanava da me) ecc.
un anno fa mi ha lasciato, ci sono stato malissimo, ho lavorato tutta l'estate come faccio ormai tutti gli anni(stagione estiva da cameriere), e a settembre, spinto anche da una terapeuta che mi seguiva, ho deciso di iscrivermi all'università, filosofia. Ennesimo fallimento, dopo 2 mesi ho lasciato tutto. ho seguito le lezioni, ho preso appunti, ho comprato libri e ho iniziato e studiare, ma poi ho mollato perchè non mi piaceva, non mi appassionava, come nulla d'altronde. Inoltre facevo una fatica enorme a stare seduto, a concentrarmi, a ricordare le cose, e poi ho pensato: perchè, a 27 anni ho deciso di mettermi a studiare una materia che non so nemmeno se mi piace? perchè devo buttare soldi, tempo e perchè devo torturarmi( perchè per me è una tortura), e studiare questa materia? a anche se ce la facessi, devo restare con 10 euro in tasca fino a 33 anni? c'erano troppi motivi per lasciare e troppo pochi per andare avanti. Ora non faccio una vita tanto sregolata, ho orari decenti, mangio bene, faccio sport tutti i giorni e non ho nessun vizio(a parte la sigaretta elettronica). Ho ricominciato con il tennis, cerco di tenermi impegnato con cose pratiche, aiuto mia madre in cucina, leggo e altre cosette. Ma ancora a 28 anni, non ho un minimo progetto di vita, non so cosa mi piace, non so chi sono, e tutti i problemi che ho descritto in passato, rimangono.

per quanto riguarda la psichiatra e lo psicologo della struttura, ha usato il termine giusto: mi sembrano spazientiti, entrambi, allo stesso modo. Ma non si può essere spazientiti già dalla prima visita. Quando ho fatto il test delle 500 domande, lo psicologo mi ha detto: "se a qualcuno non sai che rispondere, lasciala in bianco" io su 567 domande ne ho lasciate in bianco una 40ina, perchè le trovavo insensate, non capivo precisamente cosa chiedevano e alcune non sapevo proprio che rispondere. Dopo aver terminato chiamo lo psico e glielo faccio presente, e lui mi dice che cosi il test non è valido. Quando tentavo di spiegargli il perchè non avessi fatto quelle domande mi risponde appunto spazientito e agitato dicendomi: "forse non è chiaro io devo passare questi dati al pc, e non mi puoi lasciare 40 domande in bianco altrimenti il test non vale" con un tono che non mi è piaciuto. Io poi di carattere son cosi, essendo un persona molto rispettosa, quando parlo con una persona con cui non ho confidenza, se noto che che in qualche modo la sto irritando e spazientendo, tendo a non continuare ad infastidirlo e quindi non parlo più. Ho completato il test con le 40 domande mancanti cosi, d'istinto.
Ecco perchè non mi sento libero di "dire tutto quello che ho in testa", cioè di descrivere tutti i miei sintomi, di cercare di fare un pò di ordine nella mia testa, di capire quale problema sia prevalente, di dire come la penso, di essere in disaccordo con un loro parere.

Mi ha aumentato la cura a mi ha fissato l'appuntamento per l 11 maggio, anche con lo psicologo(quindi anche lui incontrerei solo una volta al mese non solo la psichiatra), anche se lui stesso ha detto " io sto qui a disposizione, ma non so a quando servirebbe iniziare una terapia, io non ti posso dire cosa fare della tua vita", e su questo non c'è dubbio, ha ragione.

Per quando riguarda il risultato dei test, mi permetta di dirle che si sbaglia, non è "infantile catastrofismo", ma è semplicemente la realtà dei fatti. Sostituisco il temine "tragico" con "molto preoccupante" se suona meglio, ma tant'è. Anche loro stessi sono rimasti molto sopresi dai risultati dei test, ed è stato lo psicologo stesso a dirmi che ho problemi di ogni tipo, è stato lui a parlare di grande vuoto esistenziale, aggiungendo che ogni parametro era decisamente fuori dal range, è stato lui a spiegarmi il grafico. ho fatto la foto al grafico e i dati erano questi:

L= 49
F= 90
K=53
Hs= 107
D= 108
Hy= 83
Pd= 115
Mf= 67
Pa= 71
Pt= 120
Sc= 120
Ma= 77
Si= 5

Cordiali saluti.

Quali argomenti vorresti approfondire su Medicitalia? Partecipa al sondaggio