Sento di non aver più voglia di far nulla, secondo voi è depressione?

Salve a tutti, mi ritrovo a scrivere qui su perché ormai credo di aver raggiunto il limite e di non riuscire più a gestire la cosa da sola.

Parto dall'inizio: sono sempre stata una ragazza molto sensibile soggetta ad ansia e (credo a questo punto) depressione e l'ambiente violento che vivo in casa a causa dei miei genitori (continui litigi, violenza verbale e fisica da parte di mio padre nei confronti di mia madre e anche di noi figli a volte) mi ha fatta crollare psicologicamente.

Vivo questa situazione fin da piccola ma durante il 2020, a causa dello scoppio della pandemia, la mia vita ha cominciato a sgretolarsi; l'ultimo anno delle scuole superiori l'ho dovuto passare a casa e, tra stress a causa della maturità e stress a causa della mia famiglia, ho cominciato ad ingrassare ed ho preso 15 chili nel giro di neanche 4 mesi.

Andata dal medico, sotto suo consiglio ho fatto diversi accertamenti e alla fine ho scoperto di avere insulino-resistenza portatami dall'ovaio policistico.

La mia autostima già traballante è stata annientata completamente e la situazione in casa ha iniziato a scatenarmi continui attacchi di ansia e di panico che mi hanno spinta a consultare uno psicoterapeuta della mia zona.
Dopo aver fatto un paio di sedute, ho fatto purtroppo l'errore di mollare e di non voler continuare (non mi sentivo molto a mio agio) e quindi la situazione è andata avanti fino a quando non ho iniziato l'università ad ottobre.
A questo punto i problemi hanno cominciato ad accavallarsi ulteriormente; pessimi risultati in termini di esami (non ho più memoria, dimentico anche la più piccola sciocchezza), litigi continui, attacchi di panico durante le lezioni di guida, scarsa autostima hanno cominciato a farmi pensare che vivrò questo inferno per sempre.

Ormai per placare il senso di oppressione al petto mi sforzo di piangere nel letto da sola. Mi sento completamente prosciugata.
La mia difficoltà ad avere a che fare con le persone è cresciuta a causa della forte ansia che ho e quindi credo che non sarò mai in grado di costruirmi una mia vita.
Sono diventata davvero disordinata e non faccio altro che dormire.

I pensieri suicidi li ho sempre avuti ma ho sempre evitato di parlarne per non essere presa per la classica persona in cerca di attenzioni (mia madre me lo fa pesare anche se credo lo faccia inconsciamente), ma ormai ci sono volte in cui non vedo vie d'uscita.
Mi reputo persino una codarda per non aver avuto ancora il coraggio di togliermi dalla faccia della terra da sola, ma allo stesso tempo ho disperata voglia di vivere e uscire da questa casa per sempre.
Ho scatti di ira incontrollati e quando mi arrabbio non riesco a calmarmi e sento come se volessi farmi male per provare dolore.
L'odio per mio padre ormai è diventato ingestibile e a tratti vorrei davvero che quell'uomo fosse morto.

Sto cercando un altro psicologo che possa aiutarmi, però nel frattempo voglio capire se qualcosa in me si è rotto in maniera irreparabile.
Se potreste consigliarmi al meglio ve ne sarei grata, mi sento completamente sola.
Vi ringrazio in anticipo per eventuali risposte.
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Dr. Stefano Maranto Psicologo 206 6
Gent.le ragazza,

il disagio psicologico, deriva in molti casi da fattori della personalità, che non sappiamo gestire e dall'ambiente in cui viviamo. L'essere una ragazza "molto sensibile", come lei si definisce è una grande risorsa interiore, che le consente di ampliare la percezione della realtà, in particolare di quella delle relazioni interpersonali.
L'ambiente familiare, che ci descrive, invece, appare molto difficile da sostenere e come lei ci riferisce influenza il suo stato psicologico.
In tale situazione, dal mio punto di vista, avendo lei già raggiunto la maggiore età, è importante che avvii il processo di separazione dalla famiglia d'origine e cominci lei a costruire un nuovo spazio di vita, affrontando eventuali difficoltà, ma cogliendo anche le possibilità che la società di oggi offre. In questo processo di separazione-individualizzazione dalla famiglia di origine, è fondamentale farsi accompagnare da uno psicologo, con cui si senta capita ed instauri una solida relazione terapeutica, che la supporti ed aiuti a ritrovare il suo senso di identità, rafforzare la sua autostima, per ritrovare il suo benessere psicologico e superare le sfide, che la vita ci mette difronte.

Cordiali Saluti
Dr. Stefano Maranto - Psicologo
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